RedHat vs Ubuntu, e risposta di Mr Shuttleworth

Non so se avete letto questo articolo che spiega come RedHat scomparirà a causa dell’espansione inarrestabile di Ubuntu, vi consiglio di farlo perché è interessante.

In ogni caso voglio segnalarvi la risposta che da all’articolo Mr Ubuntu in persona, Mark Shuttleworth, in questo post nel suo blog. Essenzialmente mette tutti a tacere dicendo cose che potrei sintetizzare in questo modo:

“Il nostro concorrente non è RedHat. Il nostro concorrente siamo noi stessi, e ad ogni rilascio continuiamo a migliorarci. Se RedHat continua a fare bene sono sicuro che resterà ancora per molto nella sua posizione.”

Beh, Mr Ubuntu continua ad essere l’uomo giusto al momento giusto, e a dire esattamente quello che ci si aspetta da lui, non c’è che dire.

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10 pensieri su “RedHat vs Ubuntu, e risposta di Mr Shuttleworth

  1. oppure logica berlusca.. ripetere le boiate che detta l’ufficio marketing :D

    brrr immagina che orrore: “La distro delle Libertà, cribbio!”

  2. le grandi aziende spendono volentieri soldi per l’ottimo redhat (quelle italiane ovviamente danno soldi solo a MS): nella nostra piccola azienda io ci sto provando ad abbandonare redhat per ubuntu server… perchè pagare per gli aggiornamenti se posso averli gratis?

  3. non uso red hat e derivate da tempo immemore, non saprei giudicare. immagino che cmq per occupare la posizione che occupa red hat offrirà una serie di vantaggi.

    mi sento di condividere le parole di Mr Ubuntu e di aggiungere: “che vinca il migliore!” (se un vincitore ci deve essere, ecco)

  4. Credo che l’articolo sia stato scritto da un signore che non possiede alcuna preparazione di microeconomia.
    Scrivere frasi come «By abandoning their desktop users, Red Hat has effectively shot itself in the foot» senza nemmeno scrivere il motivo né facendosi venire in mente che gli esperimenti con fedora significano “ricerca meno costosa” e senza prendere atto che dall’home computing non si ricava più una lira, evidenziano il fatto che il tipo ha soltanto voluto scrivere un articolo “figo” senza esserne capace.

    Trovo invece ottima la risposta di Mr Shuttleworth che dimostra di essere una persona davvero preparata (cito il termine «commodity requirements» usato da lui stesso e che è la chiave di lettura della questione) e che riporta quel tipo da spiaggia con i piedi per terra.

    Inoltre auguriamoci tutti che RedHat non sparisca veramente, altrimenti difficilmente riusciremo a permetterci ricerche che faranno progredire l’intera comunità.

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