La sfida di GNOME: il Web 3.0

Avevo parlato qualche tempo fa di “Bigboard, Mugshot e GNOME Online“… Bene, portare GNOME verso il Web, anzi: creare il Web 3.0, e con esso il futuro di GNOME. Ecco la sfida di cui si è fatto portavoce Alex Graveley al GUADEC:

linux-web3.png

È una sfida che mi piace. Ambiziosa ma con i piedi per terra, possibilista ma quasi conservatrice, infinitamente aperta. Una delle costatazioni più acute della presentazione è “gli hacker del web sono hacker opensource”.


Nel PDF della presentazione trovate molti altri punti interessanti, tra cui da citare il paragone con Firefox, di cui si esamina brevemente il successo; ma non è da meno lo sguardo sincero al panorama attuale tra API assassine e sviluppatori demotivati. Molti spunti, espressi chiaramente e con poche parole.

Non perdetela, anzi adesso la metto da parte ;) Nel frattempo, se volete avere un assaggio delle cose a venire (forse) date un’occhiata al Desktop Pyro:

window-picker.png

Animazioni in stile Exposé, gestione di finestre con window picker… idee degne di Compiz (o quasi) ma rese all’interno di una pagina web, che a sua volta è il desktop.

Suona complicato? Al momento forse sì. Vedremo dove ci porterà questa sfida, e chi sarà disposto a raccoglierla ;)

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25 pensieri su “La sfida di GNOME: il Web 3.0

  1. Come active desktop?? O_O
    ORRORE!!!!!!

    ..

    Comunque bisogna lavorare per portare gnome sempre più verso la strada del desktop semantico, sviluppare qualcosa di serio con le xesam, così da utilizzare tags e parole chiave nei documenti.

    sia wincozz che kde sono andati in quella direzione…

    Me ne frego delle animazioni exposè. Voglio ordine e usabilità. W le feature UTILI!

  2. Mi lascia un po’ perplesso l’idea di un network computing 2.0. Soprattutto visti i precedenti, che non furono esattamente un successo (v. Oracle NC)…
    Staremo a vedere… certo mi aspettavo qualcosa di più interessante.

  3. -.- attualmente e’ impossibile fare qualcosa di web 3.0 poinche’ non ne sono ancora definiti tutti gli standard

  4. neanche a me convince piu di tanto, penso sia possibile integrare i servizi web senza trasformare il desktop in una pagina web, rendendolo molto piu lento di quanto lo sia adesso senza vantaggi tangibili.
    piuttosto, riguardo al desktop semantico, tracker 0.6 è praticamente pronto (secondo un messaggio di oggi nella mailing list, al 99%), dovrebbe uscire questa settimana, felipe non è che potresti pacchettizzarlo quando esce? ;)
    magari non mettendolo nel repo perche violerebbe la policy, ma come link diretto da un post . altrimenti vado di compilatore come al solito ;)

  5. Può essere utile se il desktop WEB è “portatile”…
    Nel senso se sono in giro e voglio usare la mia GNOME apro il browser mi ci attacco a GNOME con il mio porfilo e tatac ho il mio Desktop.
    Ecco così forse sarebbe utile altrimenti non vedo l’utilità sinceramente anche se bisogna riconoscere che quello che nasce adesso non è detto che in futuro venga ripreso e utilizzato per scopi molto più utili e fruttuosi :)

  6. bello… però con la velocità che ha gnome nel crescere, questa roba esisterà quando il web sara’ 8.0 … per conto mio si devono dare una svegliata e accelerare a manetta con lo sviluppo.

  7. @visik7: Non ho detto che si può (neanche in kde si può al momento, ci sono solo delle pre-release instabili), ho detto che si muovono in quella direzione! :D

    Naturalmente microsoft aveva fatto milioni di promesse (tra cui winfs) e non le ha mantenute. Comunque però ha migliorato alcune cose in vista (instant search, rating…)

  8. Web 3.0 eh? Io devo ancora capire cosa intende la gente per 2.0, anche se a quanto pare pure quelli della Fiat ci sono arrivati.

    Staremo a vedere :)

  9. A dir la verità gnome non ha ancora niente o quasi del web 2.0 e vuole seguire il 3.0?
    assurdo.. mi sa tanto di buco vuoto tra i talk…

  10. @Bigshot
    il web2.0 e il web3.0 non hanno quasi niente in comune, tecnicamente il “web 2.0″ non esiste ( nel senso che non c’e’ nessuna differenza tecnica tra il “web1.0″ e il “web2.0″

    @Andrea Brandi
    Attualmente non e’ possibile fare niente di “semantico” poiche’ ci sono ancora livelli e standard non definiti ( basta andare sul sito della w3c ), e di sicuro non basta mettere un paio di metadata per definire qualcosa “semantico”

  11. il web2.0 e il web3.0 non hanno quasi niente in comune, tecnicamente il “web 2.0″ non esiste ( nel senso che non c’e’ nessuna differenza tecnica tra il “web1.0″ e il “web2.0″

    Tim O’Reilly è stato uno dei pochi a spiegare il senso di “Web 2.0″, rifacendosi a modelli di sviluppo aziendali, interazioni sociali, e così via. Il resto sono solo definizioni coniate dai media o da chi spesso non ha le competenze necessarie per dare risposte soddisfacenti.

    Comunque la questione è che qui già si ha la presunzione di parlare di Web 3.0, quando mancano ancora le basi per poter anche solo pensare ad una cosa simile. Non sono standard quelli del W3C, ma raccomandazioni. Ce ne vorrà di tempo ancora.

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