Recensione Fluxbox 0.1.13

di felipe

Intro

AGGIORNAMENTO: Come previsto, la versione 0.1.14 è uscita pochi giorni dopo la stesura di questo articolo. Tuttora la 0.1.14 è l’ultima versione stabile di fluxbox, ed è quella che uso io insieme a molti fanatici di fluxbox. Le nuove versioni di sviluppo a mio parere hanno un po’ tradito le aspettative di un window manager veloce e libero da “innovazioni” inutili.

Fluxbox (http://fluxbox.org), per qualche sciagurato che non lo sapesse, è uno dei migliori window managers attualmente in circolazione. Nato come fork del codice di Blackbox 0.61.1 (dopo un lungo periodo di inattività se si escludono le varie
patches), si avvia a diventare uno strumento sempre più completo e flessibile. Il team di sviluppo sta facendo un ottimo lavoro e ciò è evidente a giudicare dalle nuove funzioni e ripuliture del codice da una versione all’altra.

Blackbox in effetti è stato il progenitore di molti progetti più o meno riusciti, come Waimea e Openbox, per citarne alcuni. Il segreto di questo successo sta probabilmente nella geniale semplicità di un piccolo progetto nato per soddisfare precise esigenze: interfaccia accattivante e funzionale da un lato, leggerezza e dipendenza da poche librerie dall’altro. Si può dunque capire come molti programmatori abbiano semplicemente usato Blackbox un po’ come “base” per costruire il proprio gestore di finestre personale. Più o meno così è nato anche Fluxbox, che però a mio avviso si differenzia dagli altri progetti simili per lo spirito che non si è discostato dalle originali esigenze di leggerezza e funzionalità.

La più caratteristica innovazione di Fluxbox è stato l’uso dei “Tabs”, o linguette (concetto tra l’altro derivato da PWM, un altro WM piuttosto minimalista), grazie alle quali si possono tenere raggruppate più finestre in modo da guadagnare spazio sullo schermo. Questo torna utile se di solito tenete due o tre terminali aperti con diversi jobs in esecuzione, oppure è molto comodo quando si ha a che fare con The Gimp. Un altra novità importante è stata quella di trasformare la “Toolbar” in qualcosa più simile ad una barra delle icone, dove le finestre sono “minimizzate” alla maniera alla quale siamo abituati usando GNOME, KDE o anche Window$. La prima versione di Fluxbox aveva inoltre il codice di bbkeys (parte dei “bbtools”, vedi più avanti) integrato,
ma a partire dalla 0.1.5 tale codice è stato riscritto e adesso Fluxbox gestisce le combinazioni di tasti (gli “shortcuts”) in maniera differente.

fluxbox tabsI Tabs Gimp + TabsGimp + Tabs

Come per il caso di bbkeys, la maggior parte delle caratteristiche che per Blackbox sono disponibili solo come patch, in Fluxbox sono già integrate nel codice, anzi non mi risulta che ci siano patch per Blackbox in grado di ottenere le linguette. Inoltre la maggior parte delle piccole utilità originariamente create per Blackbox, chiamate bbtools, possono girare tranquillamente con Fluxbox. Io non posso fare a meno di “bbpager”, ma ne esistono diverse con funzionalità più o meno interessanti, per una lista completa visitate http://bbtools.thelinuxcommunity.org/.

E’ rimasto più o meno invariato nel concetto lo “Slit”, ossia qualcosa come l’equivalente del Dock di WindowMaker. Ok, per chi non lo sapesse il Dock di WindowMaker è una sorta di pannello su cui possono stare varie “applet” ossia piccole applicazioni a volte utili, a volte semplicemente carine, chiamate Dockapps. Lo Slit supporta perfettamente le Dockapps e si può anche specificare, a differenza di Blackbox, l’ordine in cui devono
stare disposte. Nello screenshot qui sopra lo Slit è quella barra a destra che contiene, nell’ordine: Gkrellm (un monitor di sistema), WmButton (una dockapp per lanciare applicazioni) e bbpager (un semplice pager abbastanza configurabile nell’aspetto e nelle funzioni, parte dei bbtools).

Alcune importanti funzioni sono venute fuori con gli ultimissimi rilasci, soprattutto lo 0.1.12, penso alla possibilità di specificare l’odine delle applicazioni nello Slit e soprattutto la funzione di autoraggruppamento, che permette di specificare in un file (~/.fluxbox/group) i nomi delle finestre che vogliamo che partano automaticamente raggruppate. Faccio un esempio pratico:

0) Ho associato alla combinazione di tasti Alt+Shift+A il comando `term’ (uno script per lanciare aterm) aggiungendo questa riga al mio file ~/.fluxbox/keys:

Mod1 Shift a :ExecCommand term

1) ho aggiunto al mio file ~/.fluxbox/group la seguente riga
per avere l’autoraggruppamento attivo su aterm:

aterm

Risultato: ogni volta che premo Alt+Shift+A, Fluxbox lancia un’istanza di aterm con i miei parametri, e se trova un’altra aterm le “appiccica” =). Ovviamente c’è anche tutta una serie di azioni relative alle linguette che si possono richiamare con degli shortcuts, come ad esempio navigare attravero di esse o cambiarle di posto… Usando i tasti Control, Win, Alt, Shift e Tab si possono creare combinazioni che coprono tutte le necessità. Io uso Control+Tab per navigare i desktop, Win+Tab per navigare tra le finestre raggruppate e Alt+Tab per navigare tra le finestre, rimando al manuale per
scoprire delle piccole finezze a riguardo. Tutta questione di abitudine edi `man fluxbox’ ;-).

A parte questo, Fluxbox aggiunge alcune piccole utlità alla vostra directory “bin”, e sono: bsetbg, bsetroot ed fbrun. I primi due si occupano di impostare lo sfondo del vostro desktop, in particolare bsetbg cerca un’applicazione in grado di mettere una immagine come sfondo (image magick, esetroot – eterm, qiv, wmsetbg ecc ecc) e funziona come “wrapper”, mentre bsetroot supporta nativamente l’uso di colori, gradazioni o modelli
colorati per rendere il desktop un po’ più attraente. Fbrun è una piccola applicazione in GTK che vi permette di eseguire una breve linea di comando, anche se io preferisco ancora bbrun (dai bbtools).

Una particolare nota va allo script di generazione del menu, al quale ho contribuito personalmente in CVS e che adesso si avvicina un po’ più all’idea che ognuno ha di menu, sebbene non sia ancora completo. In poche parole fluxbox-generate_menu si occupa di verificare che siano installate una lunga serie di applicazioni, e in base al risultato genera un menu già pronto per essere usato ed eventualmente modificato dall’utente. Lo script è lanciato automaticamente al momento dell’installazione, ma può
essere usato anche in seguito, per esempio se si è installata qualche nuova applicazione. E’ anche possibile passare dei parametri per specificare l’ emulatore di terminale preferito, es:

$: fluxbox-generate_menu -t term.

In questa nuova versione di Fluxbox troverete anche la localizzazione Italiana completamente riscritta e razionalizzata da me, ovviamente sono aperto a qualsiasi forma di critica e/o suggerimento a riguardo, mi trovate in #linux-help
:-)

0.1.13

E veniamo adesso alla versione 0.1.13. La lunga attesa che ha caratterizzato il rilascio di questa release faceva sperare in qualcosa di molto ponderato, considerando la ottima stabilità del codice.

Leggendo l’output di `./configure –help’ mi imbatto nella grande feature di questa release: l’Antialiasing (AA), chiunque abbia usato KDE 2/3 o GNOME 2 sa di cosa parlo, è un modo di rendere i fonts eliminando le “scalettature” e quindi garantendo un’aspetto molto piacevole. Procedo dunque con:

$: ./configure --prefix=$HOME --enable-xft --enable-kde

In questo modo ho installato tutto in apposite sottodirectory (bin, man, share) della mia HOME, senza “sporcare” il sistema e senza avere bisogno di essere root per installare. Abilito l’AA con –enable-xft. L’opzione –enable-kde infine aggiunge il supporto di KDE allo Slit, in modo che funzionino le “system tray” di noatun o kmix ecc ecc.

Tutto liscio, procedo con:

$: make
$: make install
$: echo fluxbox > .xinitrc
$: startx

Il mio fiammante fluxbox si presenta, come al solito, in modo piuttosto scarno. Lo style predefinito, “clean”, è effettivamente un po’ troppo “clean”. Possiamo decidere di ottenere un aspetto più gradevole selezionando un’altro style dall’apposito menu. Gli Styles sono un po’ come dei “temi”, servono a cambiare l’aspetto del vostro desktop. Dunque, cliccate col pulsante destro e navigate il menu: [ Fluxbox-0.1.13 > Fluxbox-menu > Scegli uno stile… ] Consiglio di provare BlueNight. Oppure potete decidere di provare il mio stile… cercate AlmostX su freshmeat, è il primo nella classifica “popolarità” =)

Va un po’ meglio, vero? spostiandoci nel sottomenu “Configurazione” spendiamo un minuto per definire le altre impostazioni come: il tipo di focalizzazione (si esatto, il focus), il posizionamento delle icone, delle linguette e infine attiviamo il tanto sospirato antialias.

A mio parere il rilascio di questa versione è arrivato un po’ in anticipo rispetto al dovuto, già due giorni dopo il rilascio circolavano varie patches per risolvere qualche imperfezione all’antialiasing, il sistema di localizzazione non va, il testo non viene rotato nelle linguette verticali… Tutto ciò “a causa della mancanza di tempo” – parole del project leader Henrik Kinnunen… Ora mi chiedo: in che senso “mancanza di tempo”?!? A me sembra un tantino una caduta di… stile, ma probabilmente a breve uscirà una nuova versione “bugfix release”, e noi stiamo in attesa!

Remember Patch

Già da qualche tempo è uscita una patch che aggiunge altre importanti caratteristiche a Fluxbox, adesso è disponibile anche per la 0.1.13, (anche se non capisco cosa aspettino ad includerla in CVS). E’ la cosiddetta “remember patch”, e grazie ad essa è possibile “salvare” alcune impostazioni relative alla finestra attiva in modo che la prossima
volta che lanciamo l’applicazione, Fluxbox ripristini le condizioni al momento in cui abbiamo salvato. Per ora è supportato il salvataggio di informazioni riguardo a posizione, dimensione, presente su tutti i desktop (sticky), ridotta a barra (shaded), stato della linguetta e stato della decorazione. Ad esempio potreste voler associare uno shortcut ad una aterm senza linguetta nè decorazioni, di dimensioni 80×5, nell’angolo in basso a sinistra dello schermo… il mio è Alt W ;-)

Conclusioni

Tenendo conto di qualche perplessità per questa versione un po’ prematura (ma sono già disponibili le patch per risolvere i piccoli difetti), consiglio a chiunque di provare questo fantastico window manager. Le soluzioni potrebbero essere tre:

1) scaricare ed installare la 0.1.12 per andare sul sicuro (io sono rimasto alla 0.1.12);

2) scaricare la 0.1.13 più tutte le patch disponibili, patchare alla grande e installare;

3) aspettare la 0.1.14 che probabilmente arriverà molto presto :-P

In ogni caso è assolutamente da provare la “remember patch”.

Pur essendo *veramente* contenuto in termini di pesantezza/carico sul sistema,
ma anche di dimensioni (il tarball è di appena 344k!), Fluxbox è uno dei progetti più interessanti che la comunità offre per il desktop, e con un po’ di curiosità si scopre che in quanto a funzionalità non ha nulla da invidiare a mostri sacri come WindowMaker o Kwin, lasciando a quest’ultimo il primato per la bellezza dei temi, delle icone o della immediatezza d’uso del suo desktop environment (KDE).

Suggerimenti, domande, osservazioni, pensieri filosofici su #linux-help

felipe

5 pensieri su “Recensione Fluxbox 0.1.13

  1. Ciao felipe, ci siamo sentiti qualche volta in chat anche se sei abbastanza irreperibile;)

    Sono appena “nato” di linux nel senso che lo sto usando da poco tempo e cominciando con DE pittosto blasonati come KDE o GNOME ho cominciato a sentire la necessità di minimizzare… le risorse per lasciarle a quello che veramente deve svolgere il PC.
    Mi sono avvicinato a XFCE ma devo dire che , anche se mi piace molto anche in termini di leggerezza mi sembra alquanto instabile dal momento che le modifiche che faccio nei file di configurazione qualche volta vengono perse.

    Sono andato allora sulla scelta di fluxbox, che dire… essenziale come piace a me!!! ma un casino per configurarlo, vedo le schermate su internet e mi sembra anche molto customizzabile ma se devo dirla tutta… non so neanche da dove cominciare.

    Quindi ti vorrei chiedere dove posso reperire un po di documentazione in italiano (solo per iniziare a capire cosa sto facendo) per cominciare a configurarmelo come voglio io..

    Complimenti per l’articolo

    Ciao Sofistio

  2. Mi vien da chiederti, che versione di xfce hai provato e che distro?
    La mia xubuntu non ha mai dato problemi con xfce.

  3. io l’ho appena installato FlussoScatola :) e devo dire che è andato tutto ok;
    l’unico problema è che cliccando ad esempio sulla voce NomeProgramma che si schiude dal menu a tendina il nostro amato windowsmanager in effetti non apre nessun programma..
    Ho cercato molto in rete ma le notizie sono molto confusionarie,o firse lo sono io..
    Comunque la mia DOMANDA è:

    – Dove devo andare a mettere le mani per far si di cliccare sulla voce
    Apps->Programma e aprire il mio Programma?

    Grazie,bell’articolo

  4. @Marcello

    apri il file ~/.fluxbox/menu
    La sintassi “base” per l’esecuzione di programmi è questa
    [exec] (nome da visualizzare nel menu) {comando da eseguire}
    per esempio per lanciare firefox
    [exec] (Firefox Internet Browser) {firefox}
    spero di essere stato utile ;)

  5. Sia a livello di “leggerezza” e di “personalizzazione” Fluxbox nn ha rivali secondo me dopo averli provati quasi tutti con la mia Debian naturalmente!
    cmq ottimo lavoro felipe ;)

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