KDE4: Timidi accenni di marketing?

aaron.jpgOgni volta che nomino Aaron Seigo metto un faccina sorridente alla fine della frase :-) Quest’uomo è proprio quello che serve alla comunità KDE per uscire dal “bozzolo”, anzi: magari ce ne fossero altri come lui…

Sono suoi gli appelli alla razionalizzazione delle interfacce delle app KDE, alla semplificazione dei dialoghi e delle opzioni presentate all’utente, alla riduzione del numero di app installate con ogni copia di KDE, alla bellezza come elemento fondamentale della funzionalità… insomma direi la voce più gnomesca all’interno di KDE, senza nulla togliere ad entrambe le parti.

L’effetto che Aaron sta ottenendo con i suoi richiami è prima di tutto quello di creare una “coscienza” all’interno degli sviluppatori KDE. Ci vuole un’abilità pazzesca a fare accettare le proprie “inclinazioni alla semplicità” all’interno di una comunità che ha fatto della configurabilità illimitata un punto di forza. Sono rimasto piacevolmente sorpreso leggendo della profonda riorganizzazione delle app sul wiki di KDE.

Una delle sue provocazioni che tempo fa avevamo notato in pochi era quella di mettere in questione la cosa più sacra dell’intero progetto. Adesso, a distanza di sicurezza dall’uscita di KDE4, ha ripreso l’argomento intoccabile con una tranquillità quasi disarmante e ha detto:

Abbiamo bisogno di un altro nome

kde.gifAbbiamo biso… eeh? Cioè se uno si sveglia un giorno e dice: “cambiamo nome a KDE” lo aggrediscono… Invece lo scrive Aaron e io leggo solo parole di incoraggiamento un po’ disorientate ma in naturale accordo. Ecco cosa significa essere un leader.

Come si ottiene un risultato del genere? Semplice, talmente semplice che vi invito a prenderlo come modello di “gestione del conflitto” e magari applicarlo alla vostra vita privata. Domani potreste riuscire convincere la vostra femmina che andare a letto con un’altra è un’evoluzione naturale del vostro rapporto. Vi insegno come fare, o almeno vi illustro i passi compiuti da Aaron per dimostrare che cambiare nome a quello che noi correntemente chiamiamo KDE è la cosa più naturale al mondo:

  • KDE ha una diffusione immensa
  • KDE ha una comunità incredibile
  • Le app KDE cominceranno a girare su MacOS o Winzoz, quindi vivranno di vita propria
  • L’unicità di KDE sta allora nel connubio tra la comunità e l’idea della libertà di fondo
  • Come facciamo a comunicare questo in 20 secondi?
  • Cosa significa KDE e cosa significa essere un’app KDE?
  • KDE deve posizionarsi come un più generico “marchio software” che faccia da ombrello a vari progetti, come Koffice, KdeEdu …o appunto l’area di lavoro (Aaron evita di parlare di Desktop)
  • Ora come ora tutto in KDE invece comunica l’impressione sbagliata che KDE sia un Desktop¹
  • KDE invece dovrebbe dovrebbe essere un progetto “ombrello” che abbracci i vari “marchi” all’interno di esso.
  • In questo modo app come amarok, kexi, koffice, ecc ecc guadagnerebbero un più alto livello di “rispetto”
  • Ho parlato di questo progetto con molti, e sono tutti d’accordo con me.
  • Ma chi sono io per decidere? Decide la comunità

Le mie impressioni

Direi che non fa una piega, almeno per come la vedo io. Ecco le implicazioni che potrebbe avere questa nuova prospettiva:

Si potrà usare un nome decente per KDE, se qualcuno ha pensato a “Plasma” come nuovo nome… l’ho pensato anche io, e sicuramente anche Aaron.

Ci si potrà liberare da questo atteggiamento “a guscio” tipico di KDE, per poter abbracciare meglio la comunità free software e cercare nuove vie per interagire con altri progetti.

Ma soprattutto si potrebbe dare una bella scossa all’immagine che del progetto KDE viene percepita. Al momento l’impressione è quella di un grosso carrozzone infinitamente ripiegato su se stesso, ricchissimo di potenzialità espresse male a causa di queste barriere di comunicazione.

Forse Aaron, nella sua invidiabile lucidità ha previsto anche questo?

– – –

[¹] Ovviamente nessuno si sogna di far notare che KDE significa proprio K Desktop Environment

31 pensieri su “KDE4: Timidi accenni di marketing?

  1. Se il futuro KDE 4 avrà questi presupposti (lo spero per la comunità OSS) allora sarà sicuramente il mio prossimo DE.
    Anche perchè per il momento Gnome non sta facendo nessun progetto per il futuro che parli di innovamento.

  2. sono d’accordo con aaron… se non altro per il fatto che mi hanno sempre fatto skifo i nomi delle applicazioni ke kominciano tutti kon una kappa o ke kontengono komunque kostantemente una kappa… mi da l’effetto di qualcosa di poco serio…

  3. Poi fai un post in cui spieghi come si fa a convincere la propria ragazza che andare a letto con un’altra è un’evoluzione naturale del rapporto? :)

  4. suona fantastico, e tanto per confermare la visione attuale di Aaron che vuole correggere, un esempio personale: su slackware ho sempre usato (anche quando avevo KDE – ora uso fluxbox) mplayer – xchat – xmms -> tutta roba gnome.

    Pero’ vorrei ricordare che ambedue i signori gnome e kde non guardano di buon occhio la scomposizione dei DE a favore dell’utenza. Credo che sostituire il Window Manager rifilato col DE a favore di uno piu snello, e fare sforbiciate altrettanto sostanziali, nn sia tanto semplice ed automatico (qualche anno fa avevo fatto una ricerca nel merito senza risultati – optando quindi per fluxbox)

  5. Oooohh era ora! E’ da molto tempo che sostengo che il marketing possa diventare una componente essenziale per il successo di Linux, e ciò non necessariamente può voler dire che la sua introduzione nel oss vada a “sporcarne” la purezza. Sarà forse perché lo studio, ma ho sempre avuto l’impressione che l’ “approccio al tutto” dei geek finisse col torcersi contro lo stesso linux, impedendone la diffusione su larga scala. Non a caso, Ubuntu ha avuto il successo che ha avuto *anche* per abili scelte di immagine e comunicazione. Magari sono poco palpabili a prima vista, ma ci sono , si sono dimostrate azzeccate ed hanno spinto moltissima gente a passare da una distro alla quale erano affezionati per altri motivi, ad Ubu.

    Condivido molto di ciò che dice Aaron. Anche se non vedo un grosso problema nella gestione del nome KDE. Il problema semmai sta nella gestione dei nomi delle singole applicazioni, che il più delle volte suonano male o infastidiscono quel tipo di utenza che preferisce parlare correttamente piuttosto che utilizzare tutte queste Kkkkk. L’approccio “ad ombrello” è un’idea molto interessante.

    Quoto Luca! Gnome purtroppo sta per perdere il treno, e dimostra ancora una volta quanto possa essere controproducente il rigido approccio degli sviluppatori. Da utente Gnome questa cosa non può fare altro che farmi inca**are!

  6. @Lore:
    Io credo che ci sia bisogno di gente come te… visto che sei un utente GNOME insoddisfatto perché non consideri l’idea di partecipare attivamente alle liste di discussione più “markettare” di KDE? :-)

    @eulin:
    Originariamente sì, poi il riferimento venne cambiato in “K” semplicemente. Cmq in orgine era “kool”… agghiacciante eh? :D

    Credo che comincerò a fare più attenzione a KDE da adesso, se mantengono le promesse che hanno fatto noi avremo un Desktop assolutamente inimitabile e totalmente svincolato da mire espansionistiche di varia natura

  7. mah… sarà una questione di telepatia…
    Anche io ho subito pensato a Plasma come nome!
    Sarà che ricorda MacOSX e Aqua.
    Dopo 5 anni ad usare KDE sono passato ad ubuntu e GNOME perchè non ne potevo più del caos che regna in KDE (4/5 applicazioni che svolgono lo stesso scopo installate di default). Spero vivamente che la versione 4 sia all’insegna della pulizia prima che delle frociate grafiche. Speriamo anche che cambino ARTS con qualcosa di più decente.

  8. grazie felipe!
    Da quel che ne so il nome prende l’ispirazione dal primo DE che è stato disponibile su Linux (il CDE Common Desktop Environment).

  9. Spero solamente che per Plasma intendano il significato originale, cioè “essere modellato” e non quello fisico di “cozzaglia” di ioni ed elettroni…(forse quel che è ora)

  10. Tutte questi progetti e visioni su KDE4 mi fanno essere impaziente verso la prossima release. So che manca tanto comunque… ma tutto tempo a favore dello sviluppo…

    Da utente Kubuntu che apprezza anche Gnome mi aspetto sì un KDE4 più funzionale, semplice, razionale insomma, ma non vorrei che si perdesse la personalizzazione estrema, che è una delle componenti che mi fanno preferire KDE a Gnome. Insomma secondo me si possono conciliare le due cose.

    Riguardo al nome non oppongo resistenza al cambiamento, ma a questo punto dovrebbero cambiare anche i nomi di tutte le apps con la K, che in KDE sono un buon 80%.

  11. @Maramax:
    Io propendo per il significato originale! :-)

    @Tyler:

    Insomma secondo me si possono conciliare le due cose

    Già, si può ma è una cosa *veramente* difficile! In ogni caso non credo ci sia la mimima volontà di “eliminare” opzioni. Razionalizzarle però è sacrosanto. Al momento con KDE3 ci vuole una “Laurea in Nerd Lyfestyle” per “configurare” l’applet dell’orologio. Ma dico io…

    a questo punto dovrebbero cambiare anche i nomi di tutte le apps con la K

    Questo non è un problema così insormontabile:

    1) Il nome “interno” della app può anche non essere necessariamente quello usato per riferirsi ad essa (es. menu). Un esempio potrebbe essere kmplayer -> Media Player

    2) Molte nuove app hanno abbandonato la consuetudine di cominciare per “K” (vedi amarok). Alcune non hanno nessuna “K” nel nome (vedi Codeine, ottimo player)

  12. Io propongo KWindows o Kflat kutonti … :-(

    … A me KDE piace così com’é anzi sarebbe l’ ora di smetterla con le semplificazioni… qualche opzione da configurare in più non guasterebbe !! se continua così ….
    credo che dovrò cambiare Desktop Environment o reinstallare il vecchio KDE 3.2 sulle nuove distro…

    … Un consiglio compratevi VISTA (TM)

  13. @Felipe:
    Beh è un’idea! Leggendo le prime due righe pensavo che mi avresti suggerito di partecipare alle liste di mktg di GNOME… invece mi suggerisci KDE?! Sono un utente GNOME insoddisfatto è vero, ma resto pur sempre un utente GNOME! ;-) Ci penserò!

    Comunque questa cosa di incasinare tutto deve essere proprio una filosofia di KDE… perfino l’elenco dei modi per contribuire al progetto è incasinato! (o forse è un test di logica per vedere se sei un tipo da KDE?! :P )

  14. lascio un messagio un po’ controcorrente… a me KDE piace cosi’ come é! E’ da tanti anni il mio DE, ed é migliorato costantemente ad ogni release, e oggi ha raggiunto una notevole qaulita’ e stabilita’ anche nelle parti piu’ complesse (tipo tutte le funzioni di Konqueror). Anche le apps in effetti hanno fatto passi da gigante (k3b, ma anche kate, kile).
    Amo il fatto di poterlo personalizzare a fondo e non vorrei mai perdere la possibilita’ di cucirmelo su misura.
    And it looks nice indeed as a desktop!
    Ovviamente miglioramenti sono sempre benvenuti ma sinceramente non vedo il punto nel cambiargli il nome. Inoltre e’ tutto da vedere che le apps KDE vivranno di vita propria sotto WIN e MAC.
    Lasciatemi dire.. lunga vita al desktop KDE!

  15. “bellezza come elemento fondamentale della funzionalità” ???
    Questo non ha mica capito molto dell’interazione con l’utente. Belle icone su un programma che non lavora come dovrebbe, che mi obbliga ad interrompere la concentrazione per rispondere a domande che potrebbe evitare, mancanza di default “ragionevoli”, opzioni inutili e fuorvianti, rottura della metafora visuale (es. bottoni che non spuntano più come ai vecchi tempi, che li vedi e capisci subito che vanno “premuti”, ma elementi decorativi tipo InternetExplorer, totalmente piatti, confusi con lo sfondo, senza bordi, che si colorano solo quando ci passi sopra con il mouse…).
    Forse dovrebbe leggere i libri di Alan Cooper:
    http://www.cooper.com/
    (vedere su amazon, alcuni pure tradotti in italiano, es. “disagio tecnologico”)
    o anche Joel Spolsky
    http://www.joelonsoftware.com/

  16. @felipe
    penso che potresti consigliare all’anonimo di lasciare su amazon i libri di qualche guru new economy e di leggersi Aristotele e Platone e in genere tutti i filosofi greci che hanno espresso il concetto del calocagathia: Tutto ciò che è bello (“calos”) è anche buono e vero(“agathos”), e viceversa.

  17. @Riccardo:
    Mi piace l’idea di citare i classici greci per spiegare la mia idea di come dovrebbe essere l’interfaccia grafica di un OS.

    Grazie mille!

  18. Agli eruditi di cui sopra:
    Aaron scrive di “bellezza come elemento *fondamentale* della *funzionalità*”.
    E’ evidentemente falso che ciò che è bello sia funzionale
    E’ evidentemente desiderabile che ciò che è funzionale risulti gradevole alla vista
    E’ evidentemente saggio preferire il funzionale al bello, quando non si possano ottenere le due cose.
    Ragazzi, forse dovreste ripassarvi Platone… e non estrapolarne frasi nate in tutt’altro contesto e con tutt’altro significato, altrimenti è facile dire che siccome “Tutto ciò che è bello (”calos”) è anche buono e vero(”agathos”), e viceversa”, visto che Aaron è davvero bruttino, da quel “viceversa” risulta che sia cattivo e falso ;P
    Se volete leggere Cooper, vi migliorerà la vita non di poco, altrimenti pace.
    Volete un esempio del bello disfunzionale di Aaron?
    Il “miglioramento” della taskbar di KDE 3.5.x che di *default* ha i pulsanti relativi ai programmi in esecuzione senza bordi (stile “elegant” come l’ha chiamato lui), una gran bellezza ma davvero “disfunzionale”. Glielo è stato fatto notare, anche da uno del team della Usability, ma “l’esteta” non ha voluto sentir ragione.
    http://bugs.kde.org/show_bug.cgi?id=116752
    Poi se mi dite che “Aaron è intoccabile, non vogliamo nessuna critica, tutto quello che fa è buono, bello e giusto” allora è inutile discutere.

  19. @Anonimo:
    Continui a far finta di non capire o cosa? Tu mi porti esempi *brutti* e *non funzionali*, io ti parlo di bellezza funzionale. Semplicemente due piani diversi.

    Perché mai bellezza dovrebbe significare meno funzionalità?

    Ovviamente se mi prendi un esempio di KDE3 (che io non uso proprio perché ritengo brutto) c’è poco da argomentare: significa non hai capito le mie parole. Se vuoi le rendo più semplici con uno schemino:

    KDE3 = brutto e ipertrofico
    KDE4 grazie a idee come quella espressa da Aaron = si spera bello e funzionale

    Non capisco come possa spuntare sempre il classico saputello che contesta cose del genere… E rigorosamente anonimo ovviamente ._.

  20. @Anonimo
    il viceversa solitamente si legge cosi:
    “se A implica B” allora il “viceversa” significa “B implica A” e non “non A implica non B”

    e cmq anche senza scomodare i filosofi greci è semplice buon senso: interfaccia grafica funzionale (quindi buona) implica che sia bella.

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