Fedora rincorre Ubuntu, ecco i dettagli

Ho appena letto una interessante lista di 25 obiettivi da raggiungere per Fedora Core 7, sono tutti molto condivisibili ed espressi in modo abbastanza buffo, per cui ne consiglio la lettura a tutti.

fedorahat.gif

Tra i punti più interessanti segnalo questi:

  • Fedora Desktop, Fedora Server, Fedora KDE – questi li ho raggruppati io per comodità, nella proposta di piano sono tre punti separati… In pratica si tratta di riprendere l’intuizione di Ubuntu di dividere le distro in base al Desktop Environment. Manca l’equivalente di Xubuntu.
  • Fedora LiveCD – e magari renderlo isntallabile? Anche qui un’ottima idea che Ubuntu offre da un po’, solo che in Ubuntu non è una soluzione alternativa, è la soluzione ufficiale per installare o soltanto provare Ubuntu.
  • Velocizzare Avvio e Spegnimento – non mi aspetto che lo facciano, ma se adottassero Upstart di Ubuntu sarebbero veramente dei grandi.
  • Miglioramenti al sistema di init – non mi aspetto che lo facciano, ma se adottassero Upstart di Ubuntu sarebbero veramente dei grandi (2).
  • Sistemare e velocizzare rpm/yumfinché lo dico io sembra chissà quale offesa o “lesione d’immagine” come qualcuno ha avuto la faccia tosta di sostenere. Adesso che lo ammettono loro stessi forse si rimboccheranno le maniche per migliorare la situazione. Anche qui, perché non adottare ufficialmente APT una volta per tutte?
  • Facilitare l’installazione di codec per leggere MP3 – lodevole iniziativa, qualcosa del genere è già in via di sviluppo per Ubuntu, ma in Feisty non si limiterà agli MP3 e aiuterà ad installare molti tipi di codec.
  • Kernel RealTime – questa è l’unica cosa che trovo davvero interessante in tutta la lista, complimenti, anche se servirà davvero a pochissime persone è una caratteristica che spero arrivi pure in Ubuntu, nonostante il kernel di Ubuntu sia molto più complesso da patchare per questo :/

Beh, essenzialmente sembra che Fedora Core 7 miri ad essere quello che è Ubuntu Edgy già adesso, solo che Ubuntu ha in più:

  • L’uso di sudo al posto di un utente root separato. Usare un utente root mi sa di una cosa del passato.
  • APT e dpkg! Qui c’è veramente poco da argomentare
  • Una comunità incredibilmente attiva e vasta
  • Circa 20.000 pacchetti tra cui scegliere
  • Un unico CD che funge sia da LiveCD che da Installer
  • Un kernel che supporta di tutto e un ottimo riconoscimento hardware

Mi rendo benissimo conto che Fedora ha una propria dignità e un modo di concepire GNU/Linux suo, ed è giusto che sia così, ma questi 25 punti sono un buon inizio :)

Ecco l’articolo originale

69 pensieri su “Fedora rincorre Ubuntu, ecco i dettagli

  1. Beh, dopotutto un buon concorrente ad Ubuntu farebbe solo bene.
    Spingerebbe a sperimentar soluzioni alternative, ad innovare.
    Forse tornerebbe quella spinta innovatrice in parte disattesa da Dapper ed Edgy, e, ad ora, da Feisty.
    Ben venga Fedora.
    Ben vengano anche gli altri.
    L’ importante è non vendersi il c*lo come Novell.
    Il resto è giusto ed opportuno, se è concorrenza interna, lecita, che riesca a crescere anche verso l’ esterno, aumentando il numero e migliorando la qualità degli switchers.
    Sarebbe una bella sfida.
    Come lo sarebbe con soluzioni come HURD.
    Vedremo.

    Saluti.

  2. avevo un’idea che mi ronzava da proporre a quelli di fedora…
    ora, sudo c’è dentro in fedora con l’installazione di default…
    ora, anaconda è così bello… e non penso sarebbe malvagio chiedere nella schermata dove attualmente si mette la password di root se si vuole usare sudo (default) oppure root e quindi su.
    magari se mi ci si libererà del tempo faccio io..
    ma tra il dire e il fare…

    per quanto riguarda yum… uhm
    yellowdog update manager è sempre stato lentino a causa e del suo funzionamento logico e del suo linguaggio di programmazione…
    pian piano lo stanno rifacendo tutto in C…
    penso che presto diventerà un’ottima alternativa ad apt-get…
    si ratta di pazientare ancora poco…

    ah, devo dire una cosa… per i pacchetti “non free” come supporto mp3 e simili penso che fedora abbia degli spunti che quelli di ubuntu dovrebbero prendere ad esempio…

    perchè se io voglio ascoltarmi un mp3 su amarok dovrò installare amarok-extras-nonfree
    mentre per k3b c’è kde-extras-nonfree
    insomma… bisognerebbe prendere il meglio da tutto e fare la distro con la personalità che + si preferisce, e non fare lotte che sono sono altro che stupide anche se senza danni apparenti…

  3. Mah, felipe, sinceramente di tutto quello che hai elencato penso che l’unica cosa necessaria sia una community che IMHO è un po’ carente (anche se sinceramente non sono iscritto alle ML, quindi è un’ipotesi).

    Per il resto yum raddoppia la velocità ogni release, ma per come è concepito è impossibile che raggiunga la velocità di APT; 20000 di conseguenza sono (putroppo) solo un’utopia. Per quanto riguarda upstart non lo conosco, ricordo però che si parlava di initrg solo che nella 6 non è arrivato in tempo.

    Sulla velocità, IMHO fedora mi è sembrata molto veloce, non ho fatto confronti quindi non so come sia rispetto ad ubuntu. Di sicuro la velocità non è una sua debolezza.

    ciao

  4. — APT e dpkg! Qui c’è veramente poco da argomentare —
    Non direi, secondo ora smart è ancora migliore.

  5. Sono tute migliorie lodevoli e sono d’accordo su ogni punto.

    L’unica cosa che hai detto su cui mi sento di dissentire è sull’utilizzo di sudo.

    Personalmente credo che l’utilizzo di sudo in un sistema equivalga a renderlo insicuro almeno quanto windows 98. Tanto vale usare sempre root.

  6. Mah…per quanto ne dicano i sostenitori di fedora….secondo me fedora è lontano anni luce da ubuntu

  7. Beh penso che invece sudo sia un’ottima comodità.
    Tanto la differenza tra avere un accesso user-land e un accesso all’account di root non è una gran differenza, basta sfruttare qualche bug a tua scelta del kernel o di una qualsiasi applicazione.
    Quindi dal punto di vista dell’intruder avere un accesso come utente normale o utente root non è una gran difficoltà in più quindi tanto vale facilitare la vita all’utente normale permettendogli di eseguire comandi come se fosse root con un comando esplicito (almeno si presume sappia cosa stia facendo).

    Fabio

  8. D’accordo su tutto tranne che su sudo: come puoi dire che root sia un’idea del passato??? Semmai è il contrario: che sicurezza può dare il poter fare “di tutto” con la semplice password di utente!? A quel punto tanto vale loggarsi come root…
    Per il resto mi sembrano obbiettivi interessanti.

  9. Spero di no. Kubuntu Edgy (@ 64 bit per lo meno) ha diversi problemi ed è per questo che passo a Sabayon che, a parità di supporto, ha molti più programmi utili. Spero di no perchè non vorrei che tutte le distribuzioni fossero afflitte dagli stessi problemi.

  10. mah? slackware in un solo cd può diventare server web o desktop con tantissimi strumenti per lo sviluppo, DB, linguaggi come php, i vari gcc, ruby…
    veloce e pulita nell’installare e disinstallare i programmi

  11. @paolo: non voglio fare flame pero’ dire che slackware e’ “veloce e pulita nell’installare e disinstallare i programmi” e’ un po’ una stupidaggine imo

  12. Io sonceramente ho avuto ENORMI e per ENORMI intendo nottate per riuscire ad installare Ubuntu su una SUN x4100 e alla fine in azienda mi hanno obbligato a far installare fedore core6 che riconosceva il raid subito…

  13. L’uso di sudo al posto di un utente root separato. Usare un utente root mi sa di una cosa del passato.

    Che cazzata! Forse con windows ti troverai meglio

  14. I tuoi commenti sembrano provenire da un fans di ubuntu…

    Come fai a dire che “Usare un utente root mi sa di una cosa del passato” ? Dai è ridicolo, è uno dei vantaggi di linux

    L’RPM se non lo sai fa parte di LSB (Linux Standard Base)…

    Su Ubuntu, se hai Gnome e vuoi mettere k3b o altro programma kde, ti devi scaricare una marea di pacchetti. Lo stesso dicasi per il contrario (se installi Kubuntu e vuoi mettere programmi di gnome come gimp o gaim).
    Fare distro diverse per Gnome e kde è uno dei difetti di ubuntu.

  15. @peppe: sudo è il modo per stare il meno possibile con privilegi amministrativi. Su Winmerda stai sempre con privilegi amministrativi (versioni $$$$$ a parte). Ho concluso.

    @Fabry:

    1) Ma felipe è un fan di Ubuntu.
    2) Non tutto quello che fa parte
    3) Fare distro diverse per GNOME e KDE è la forza di Ubuntu: si chiama pluralismo.

  16. @obylan:
    @Luca:
    @peppe:
    Dalle vostre parole traspare un’ignoranza quasi commovente… ma c’è sul serio qualcuno che pensa che sudo permetta a chiunque di eseguire compiti di amministrazione? :D

    Vabbè, invece di deridervi spiego velocemente che soltanto chi è nel file “sudoers” ha diritto ad amministrare il sistema, e questo in Ubuntu vale solo per l’utente creato in fase di installazione. Qualsiasi altro utente non ha nessun diritto di usare sudo. Correte ad informarvi invece di commentare a sproposito.

    …e prima di decretare che le mie sono cazzate ricordate di connettere sempre il cervello.

    @tutti gli altri:
    Grazie per i commenti :)

  17. Sono d’accordo con Luca…

    Io sulla mia Kubuntu, veramente non riuscivo a mettere il sudo davanti a ogni comando che dovrebbe essere dato da root.
    Allora aprivo un shell di root con “sudo bash”, e a questo punto tanto vale ricreare l’account root.

    E’ una delle cose più razionali e pulite di UNIX, la separazione tra account con priviliegi limitati e account con privilegi di amministratore, perchè buttarla via?!?

  18. @felipe: ho visto solo adesso il tuo commento… ho capito che non tutti possono usare sudo… ma trovo più comodo scrivere

    $ su
    # apt-get update
    # apt-get upgrade
    # apt-get install nomepacchetto
    # exit

    piuttosto che

    $ sudo apt-get update
    $ sudo apt-get upgrade
    $ sudo apt-get install nomepacchetto

    che mi sembra molto meno razionale… Cmq prob è anche questione di abitudine…

  19. @zakk: non la si butta via; si prende l’esperienza derivante dall’avere anche un solo account amministrativo attivo (pessima idea) e invece di concentrarsi su ottocentomila metodi di autenticazione (cito PAM solo per parlare di quello più recente), che devono sempre essere riformati e/o corretti al primo problema, si riduce il tutto ad un’applicazione userlevel, che resta sempre uguale a sè stessa, backend a parte.

  20. @felipe
    ignoranza, deriderci, ma chi sei per poter dire che “usare l’utente root” è cosa del passato?
    Allora saprai dirci qual’è il futuro?
    Da quant’è che usi linux? scommetto da quando è uscita furi la ubuntu, talmente giocattolosa e immediata che tutti possono installare (quindi ci sei riuscito pure tu), e la storia si ripete come per windows, tutti credono di essere diventati esperti, e poi…

  21. E poi volevo aggiungere che per ritornanare alla modalità classica ovvero usando su,è questione credo di 30 secondi o giu di li,dipende dalla propria velocità di digitazione!

    per quanto riguarda le distro separate,non vedo il motivo se uno utilizza solo apps gtk di scaricarsi un dvd pieno di roba di kde che non eserà mai,invece se uno utilizza apps kde non vedo che differenza faccia scaricare librerie kde in fase d’installazione o al momento del bisogno!

  22. Riguardo a sudo: mi è capitato di vedere spesso (e anche di farlo in pratica, quando iniziai a provare linux) utenti con la cattiva abitudine di utilizzare sempre l’utente root. Questo non perchè fossero ignoranti e fessi, ma perchè abituati a windows, dove di norma si utilizza l’utente administrator per fare tutto.

    Sudo permette di nascondere al novello la possibilità di fare tutto come root. Considerate anche che un novello difficilmente dopo aver installato ubuntu la prima volta si mette ad usare la shell e inizia a fare tutto con sudo.

    IMHO per gli utenti “che sanno cosa fanno” l’uso o meno di sudo va a comodità: non esiste la cosa giusta o sbagliata.
    Almeno questo è ilmio pensiero. Spero di non generare flame.
    :-) :-)

  23. @francescodi: Io uso Ubuntu Edgy AMD64 e non ho nessun tipo di problema. A che ti riferisci?
    @khelidan: Il vantaggio sta nell’averlo pronto OOB. Non tutti hanno una connessione broadband, e magari si fanno scaricare la ISO della distro dall’amico – visto che, nonostante io sia un fan sfegatato del terminale, l’interfaccia grafica è richiesta da tutti, mi pare cosa carina fornire la possibilità di avere una GUI esattamente come la si è vista in screenshot.
    @whitenoise: Ma sono installabili (non lo so, te lo chiedo)?

  24. per zak

    $ sudo apt-get update
    $ sudo apt-get upgrade
    $ sudo apt-get install nomepacchetto

    basta fare
    $ sudo su
    e poi fai quello che vuoi come root

    $ apt-get update
    $ apt-get upgrade
    $ apt-get install nomepacchetto

  25. Giusto una cosa su sudo: e` uno strumento molto piu` flessibile di su. Permette, ad esempio, di far impersonare root ad uno specifico utente solo per alcuni e ben definiti comandi, e non con tutti i comandi (come e` nella configurazione di default di ubuntu). Il tutto senza far conoscere a nessuno la password di root. Questo consente di “distribuire” la responsabilita` amministrativa del sistema su piu` utenti. Chiaramente, tutto cio` e` comodo nelle installazioni dove ci razzola un sacco di gente (universita`, dipartimenti etc.). Per l’utente casalingo, forse, e` piu` comodo su…

  26. @zapman: per esempio perchè è in grado di distruggersi il database da solo.

    Ho gestito in passato un sistema con Red Hat 7.0, e un semplice

    rpm –install pacchetto.rpm
    (sostituisci a pacchetto.rpm una serie di pacchetti del CD ufficiale, verificati con gli MD5)

    è riuscito a:

    * fare segmentation fault
    * corrompere il database

    cosa che non mi è mai successa con dpkg e pacchi debian, anche in condizioni estreme.

  27. @daniele:

    se fai “sudo su” ottieni la stessa cosa del “sudo bash” che davo io… e allora (secondo me) tanto vale ricreare l’account root e vivere felici…

    l’approccio di ubuntu sarebbe quello di dare “sudo nomecomando” per ogni comando che richiede i privilegi di root (guarda un qualsiasi howto/guida/tutorial di ubunut per rendertene conto)

    @GS Defender:

    anche sudo usa PAM! (ldd `which sudo` | grep pam)

    Cmq sono d’accordo che l’account root abilitato di default è una cosa poco sicura, ma collegarlo ad un account utente è ancora meno sicuro (visto anche che il target di ubuntu è cmq un utente _medio_, non interessatissimo alla sicurezza, e gli utenti di questo tipo hanno di solito password releativamente facili da indovinare)

    L’approccio più sensato è secondo me quello di freebsd (o almeno era così parecchi anni fa quando l’ho provato): root non può fare login da console, e solo gli utenti del gruppo wheel possono ottenere privilegi di root con su (inserendo una password _diversa_ da quella del loro account)

  28. gs defender…
    apt-get fa ben di peggio variando giusto un paio di righe di repository :D
    yum non farà MAI tutti quei casini… e non sparo balle… anzi, se leggi il codice scopri che è lento proprio per evitare questo + o – :D

    ognuno ha i suoi pro e i suoi contro…

  29. quanti commenti… cmq, secondo me bisognerebbe adottare un init in stile BSD (la velocità si sente) e magari usare pacman come gestore pacchetti… è veramente ottimo!! Io personalmente lo preferisco ad apt-get, e gestisce in maniera ottimale pure i port (apt-build è buggato)

  30. @tutti:
    sudo è anni luce più avanti, lo ripeto e lo confermo. Dover ricordare due password è antiquato. Incitare i niubbi a loggarsi come root e connettersi a internet come root è antiquato. Il concetto stesso di superutente è antiquato.

    Inoltre il post di Anonimo#32 spiega in due parole uno dei grossi vantaggi di sudo: suddividere compiti in base ad aree specifiche. Posso far gestire apache all’utente “webmaster”, ftpd all’utente “fileserver” e così via… senza che nessuno di loro possa compiere danni.

    @Bigshot:
    yum è lento per altri motivi. a parte deve caricare *tutti* i metadati di *tutti* i pacchetti in memoria per capire come soddisfare le dipendenze, quando invece ogni pacchetto .deb porta con sè quei dati.

    @Anonimo #36:
    apt-build è un hack, non viene distribuito da *nessuno* nella configurazione predefinita e non vedo cosa c’entri in questa discussione

    Ma perché conitnuate a scrivere commenti da anonimo? :(

  31. felipe:
    ci sono i pro e i contro… come si diceva…
    poi che ci vuoi fare… gli rpm sono stati i primi pacchetti di questo genere… non si possono pretendere così tante ottimizzazioni…
    secondo me stanno aspettando solo di vedere come evolve smart…
    anzi, lo spero…

  32. Ciao a tutti,
    Premetto che uso redhat linux dalla 4.2 e sono poi passato a Fedora Core 1 fino a FC4 in seguito ho iniziato a usare Ubuntu Hoary e tutt’ora sto usando Edgy.
    Mi trovi d’accordo con quanto detto nell’articolo di Felipe, vorrei pero’ spezzare una lancia in favore di fedora, molte idee e programmi innovativi sono arrivati in questi anni dai laboratori di redhat e dalla comunita’ di fedora (uno fra tutti il mtico network manager) che ha dato un forte contributo spesso ripreso da Ubuntu. Penso che l’interazione fra le varie distribuzioni “pilota” stia creando in questo periodo un interessantissimo circolo virtuoso dal quale noi tutti non abbiamo che da guadagnare. Spero solo che si inizi a pensare anche ad una standarizzazione piu’ seria che permetta l’utilizzo di software intercambiabile senza esagerati problemi (interessante Click di cui si e’ parlato su questo sito qualche giorno fa), insomma un core comune che vada oltre il debole LSB e che premetta di non frammentare troppo l’enorme comunita’ di menti brillanti che si e’ creata intorno al kernel di linux.

  33. @Diego:
    Grazie per il commento, non ho mai affermato il contrario: anche io credo che la concorrenza sia ottima.

    Non credo ci sia da spezzare lance per Fedora, non l’ho attaccata e neanche criticata, anzi. Seguendo Ubuntu non si può fare altro che migliorare, così come in altre occasioni mi sono detto felice che Ubuntu si sia allineata alle scelte operate in Fedora (vedi Compiz e la Desktop Effects applet).

    Spesso noto che le mie parole vengono accolte in maniera un po’ troppo manichea e magari vissute un po’ male. Non è il tuo caso ovviamente, ma mi hai in qualche modo ispirato a scrivere questo concetto :)

  34. Ciao a tutti,
    piu’ leggo questo blog e piu’ mi rendo conto che la gente non ha un cazzo da fare. Si parte da critiche stupide a risposte che sarebbe meglio non dare ed evitare. Ragazzi…….. e’ un blog non e’ la tribuna politica, ne tanto meno una gara a chi lo ha piu’ lungo.
    Se volete argomentare le vostre opinioni apritevi un blog e scriveteci su i vostri pensieri, non affollate di CA**ATE un blog che puo’ essere utile per aiutare gli altri. Tra parentesi non frega a nessuno di sentire critiche. Datevi una regolata che di protagonismo si puo’ anche morire ;)

    Ciao ciao

  35. @zakk: E chi ha detto che non lo usa?
    Il problema sta nel vedere chi lo usa, un applicazione di login o un applicazione userlevel.
    @Bigshot: Ma il problema non sta in apt-get, quanto nei repository. Io poi parlavo di dpkg.

  36. @felipe: se crei l’account “webmaster” e “fileserver” con la loro password e senza possibilità di login da console, e poi dai le password a “pincopallo”, che deve amministrare il server web/ftp per conto tuo, ottieni la stessa cosa (l’utente userà “su” e non “sudo”) con la differenza che non ti devi fidare della password di pincopallo ma la password la scegli te, amministratore…

    ma a parte questo se il discorso di sudo lo fai in un ambiente desktop potrei anche essere d’accordo, ma in ambiente server penso che qualsiasi amministratore si tenga ben lontano da sudo&c.

  37. @GS Defender: lo dici te!

    scrivevi parlando di sudo “…invece di concentrarsi su ottocentomila metodi di autenticazione (cito PAM solo per parlare di quello più recente)…”

    a casa mia “invece di” vuol dire che una cosa esclude l’altra… non so dalle tue parti :-)

    cmq a parte gli scherzi ho capito quello che vuoi dire, ma non mi sembra sudo la soluzioni a questi problemi… e poi PAM non è tanto male…

  38. @zakk: Ho riletto quanto ho scritto (l’intero commento) e non è solo poco chiaro. E’ una mmerda. Non lo capisco io che l’ho scritto, figuriamoci se lo dovevi capire tu :-d

    La mia non voleva essere una critica a PAM, ma al modo in cui /sbin/login viene ogni volta bummiato con nuovi backend. L’argomentazione che ho messo è andata in tutt’altra direzione. :-(

    Scuse a tutti.

  39. Ah: defendergs2 = GS Defender

    Stavo facendo una prova con un altro account, e mi sono dimenticato di fare il logout :P

  40. @GS Defender: ah ok :-) su questo sono d’accordo…

    in effetti in /bin/login c’è un mezzo casino… uno dei miei incubi peggiori con linux risale a quando ho cercato in compilare e installare a mano le password shadow e PAM… tanti anni fa su una slackware se non mi sbaglio…

  41. In ambiente server sudo è da evitare. In ambiente desktop, per andare incontro all’utente meno avvezzo ai sistemi unix-like, sudo è una buona trovata.

  42. Sono d’accordo sull’uso di sudo, ho iniziato ad usarlo solo quando sono approdato ad Ubuntu ( e non è la mia prima distro , ho inziato con Mandrake 9.0 per poi passare a Gentoo 2004.3 , e le go provate veramente tutte Slack e Debian comprese ).
    Aiuta gli utenti meno esperti ed è comodo per l’uso desktop.
    Il fatto di diverlo ri-digitare ad ogni riga di comando aumenta la sicurezza, non vorrete che qualcuno si dimentichi di essere SU ?
    Gli utenti esperti che ritengono più sicuro l’uso di su possono sempre disabilitare i sudoers.

  43. Principalmente l’utilizzo massiccio di sudo mi pare una gran baggianata, soprattutto quando si deve fare veramente qualcosa da root. Mi sembra impossibile anche che qualcuno che ha una minima idea di quello che sta facendo si dimentichi che sta digitando con i permessi di root, c’è sempre un # a ricordarvelo (mentre il prompt utente ha un $).

    Ovviamente l’utente root non è affatto una cosa antiquata, stiamo andando verso il tipico errore dell’utente windows, si fare tutto da Administrator, ed è così che si prendono virus/rootkits/etc.

    Per quanto riguarda la velocità di boot, argomento a me caro perchè ci ho sbattuto la testa da poco, la cosa migliore sarebbe passare ad un sistema di init diverso, come ho fatto io. Ricordiamo che il tempo di FC6 è comunque, secondo diverse fonti, ottimizzabile con pochi e semplici passaggi.
    Io ho la mia slackware-current che mi garantisce su un centrino 1.6 un desktop KDE pronto a lavorarci in massimo 25 secondi.

    Poi sono da sempre critico sull’uso di gnome come WM (KDE è inconfutabilmente superiore, e ne ho dato la prova a più di una persona) e sull’uso di kernel non-vanilla, che è un abominio.

  44. bho..star qui a pensare se meglio su o sudo..ma dai..
    dall’altra parte su ubuntu..tutti a pensare di aggiungere driver propietari e/o codec come se con quelli poi uno per magia si ritrova ad essere piu’ pratico di linux
    si fanno tante boiate per i nuovi utenti e niente per chi linux lo usa gia’..sono arrivato a sentire che sarebbe meglio levare la shell..e si…il 98% delle cose che faccio arriva da li..siccome uno nn sa scrivere “lsmod” andrevve veramente fatta sparire
    cmq esistono i terminali di root per fare ste cose….xterm da root e nn devi mettere ne su ne sudo ne godo…

  45. Io sudo e si sente :-)
    Comunque il discorso sulla sicurezza tra i due sistemi è irrilevante, dato che se scegli una password debole sono cavoli. E se anche questa fosse di 15 caratteri di punteggiatura, basta una live per mandare tutto a monte.
    Per quanto riguarda la tenera e dolce Fedora dobbiamo pensare che ha un obiettivo totalmente diverso da Ubuntu, il nostro mandingo superdotato. Il principio ispiratore della distro sponsorizzata da Red Hat è quello di sperimentare nuove soluzioni e di essere per questo quasi sempre spigolosa. Per non parlare dell’utopistico progetto di tenere fuori quanti più pacchetti possibile e tenerli negli extra. Fedora non è malaccio, ma non è come Ubuntu, che ha l’ambizione di diventare la distro definitiva.

  46. per Alexxx: basta una live per mandare tutto a monte…

    mai sentito parlare di fs criptati e password del bios?

  47. nessuno che non abbia provato sudo puo’ capirlo, io stesso l’ho capito solo dopo qualche settimana. All’inizio ti pare una brutta parola, fai fatica a scriverlo sempre, pensi che la sicurezza del sistema sia minore delle altre distro con root separato da user.
    Quando capisci che:
    sudo ti rende piu’ consapevole dei comandi che dai.
    non devi ridigitare la password perche’ per qualche minuto rimani root.
    che puoi crearti tutti gli utenti che vuoi come le altre distro.
    che se usi una, due, dieci password facili e’ lo stesso, meglio una buona e se vuoi star sicuro crei un utente che non puo’ diventare root e navighi tranquillo con quello.
    Allora capisci anche che quella di “sudo” non era una cattiva idea, e cominci a chiederti perche’ le altre distro non lo mettano di default semplificando la vita a tutti, esperti e non.
    Certo se non l’avete provato …

  48. Io il sudo l’ho provato, e mi pare una gran baggianata, esiste per utilizzi diversi da quelli che propongono le distribuzioni *ubuntu. Se uno deve lavorare avendo i permessi di root, deve avere una shell dove è loggato come root. E’ veramenre una questione di comodità innanzitutto, parlo ad esempio di quando si usa una rete wireless un po’ ballerina, che fa sempre comodo avere un terminale pronto per rilanciare wpa_supplicant, e per rimaneggiare le interfaccie di rete.

  49. @wxnet:
    Io parlavo di utenza comune. Io non ho un filesystem criptato, come penso il 99% degli utenti. Per quanto riguarda la password del bios, è la cosa più sciocca del mondo da bypassare, basta togliere la batteria e connettere il ponticello di reset. Se uno ha l’accesso fisico ad una macchina non ci sono modi per proteggere i dati. Anche nel caso di un filesystem criptato, basterebbe fare il backup dei dati e decriptarli poi con comodo. Eppoi la partizione di root sarebbe in tutti i casi in chiaro, abbastanza poco sicura da inserire un qualsiasi rootkit o spyware appositamente creato e poi spedire la passphrase. Comunque sono dei casi limite, ma bastano a rendere irrilevante la differenza di sicurezza tra sudo e su.

  50. non si capisce bene di cosa parli, in Ubuntu c’e’ il terminale root, basta aprirlo con il mouse, altrimenti dai sudo su e rimani con il # quanto tempo vuoi, anche se non e’ proprio una buona idea tenere sempre aperta una shell come root.
    Sembrano tutti problemi pro o contro Ubuntu o Fedora, e’ sempre GNU/Linux, quella che vi sta piu’ comoda e’ quella migliore per voi. Io mi sono abituato a sudo e a Gnome usando Ubuntu ed ora non me la sento di fare a meno di nessuno dei due, quando usavo Fedora, prima di provare Ubuntu, pensavo fosse la migliore.

  51. @Alexxx
    riguardo al file system criptato e’ una gran bella cosa e non capisco perche’, almeno in quelle che ho provato io, di tutte le distro solo suse chieda se lo vuoi di default durante l’installazione. Sarebbe una bella cosa se fosse piu’ usato insieme a tutte le tecniche per rendere piu’ sicuro un copm, tecniche che di solito vengono considerate materia da esperti e che invece servirebbero per lo piu’ a gente comune.

  52. @felipe:
    so ancora poco riguardo ubuntu (e l’ambiente linux in generale purtroppo) perché lo uso da soli 2 mesi quasi…quindi visto che non ti posso aiutare a perfezionare il blog con articoli nuovi ecc..ti faccio notare un errorino del cavolo:
    nella lista delle cose che ubuntu ha in più, hai messo l’apostrofo dove non ci voleva…(scrivi troppo velocemente:D)
    la frase incriminata: Un kernel che supporta di tutto e un’ottimo riconoscimento hardware

    che occhio da videogamer leet:o asdssadasd

    bye:)

  53. HO COMPRATO DA 3 GIORNI UN HP DV 2164EU E VI DICO CHE HO SUBITO INSTALLATO KUBUNTU IL GIORNO DOPO FEDORA E DOPO CIRCA 10 MINUTI DI FEDORA REINSTALLATO KUBUNTU E VI DICO TENETEVI KUBUNTU CHE E’ UN MISSILE CAPITO FEDORA FA PENA VE LO GARANTISCO PER INSTALLARLO CI SI PERDE PIU’ DI 1 ORA SE FEDORA CHIUDESSE FOSSE MEGLIO

  54. @LUCA ma io non capisco come mai tanta gente che se la prende con fedora io penso che si non riesco a usare una distro devo andare in giro nella rete a sparare mer** invece di provare risorvere il problemi visto che io non credo che la vostra distro sia perfetta

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