Debian come la Wikipedia del software libero

Voglio segnalare un bel post riassuntivo di come lo strano, incestuoso rapporto tra Debian e Ubuntu (e derivate in genere) si stia evolvendo, e di come si profili un orizzonte sempre più condivisibile, almeno da parte mia :)

I dibattiti più o meno pacifici per definire la natura di mamma Debian rispetto alle numerose derivate, e infine rispetto all’intera comunità, sono all’ordine del giorno. Tempo fa ho anche scritto qualcosa che sfiorava l’argomento ma mi sono sempre rifiutato di definire Debian. Questa sembra l’occasione giusta.

Il post è di Andreas Lloyd e si intitola abbastanza esplicitamente “Debian come libreria di ricerca per software libero”. Vi invito a leggerlo perché merita, specialmente se  – come me – considerate l’intera comunità Debian come un interessante esperimento sociologico. Lars Risan lo definisce come l’espressione del famoso “Bazaar” teorizzato da Eric Raymond.

Prima di spiegarci la sua definizione, Andreas segnala alcuni tentativi passati, a volte un po’ maldestri. Come quello di Mr Ubuntu, che ha definito il rapporto tra Debian e la sua creatura, a metà strada tra il naive e il paraculo: “Se Debian è l’altipiano del Tibet, Ubuntu è l’Everest e il K2¹²

By contrast with Debian’s Plateau, Ubuntu is a cluster of peaks. […] Ubuntu needs to be humble about its achievements, because much of its elevation comes from Debian […] Many people have asked why I decided to build Ubuntu alongside, or on top of, Debian, rather than trying to get Debian to turn into a peak in its own right. The reason is simple – I believe that Debian’s breadth is too precious to compromise just because one person with resources cares a lot about a few specific use cases. We should not narrow the scope of Debian

In contrasto con l’altipiano Debian, Ubuntu è un insieme di picchi. […] Ubuntu deve essere umile sui propri meriti, perché molta della sua elevazione dipende da Debian […] Molte persone mi hanno chiesto perché io abbia deciso di costruire Ubuntu parallelamente o in cima a Debian, invece di cercare di convertire Debian in un suo proprio picco. La ragione è semplice – io credo che l’ampiezza di Debian sia troppo preziosa per essere compromessa solo perché una persona con molte risorse ha molto interesse per specifiche condizioni d’uso. Non dovremmo restringere lo scopo di Debian. (T.d.felipe)

Ma tuttosommato Mr Ubuntu ci sta simpatico: sappiamo che ci sa fare e quando dice cose del genere lo fa con uno spirito propositivo e disarmante. Invece c’è chi si è lanciato in accostamenti più malsani e completamente fuoriluogo, Andreas cita una discussione che si è generata nell’ultimo DebConf, in cui Debian è stata paragonata ad un gigantesco supermercato in cui Ubuntu va a scartare i migliori prodotti… Beh completamente fuoristrada, ma se non altro apprezziamo lo sforzo :D

Cosa succede invece se guardiamo la faccenda da un punto di vista più organico e “scientifico”? Beh, succede che possiamo sul serio considerare Debian come un immenso esperimento sociologico tenuto su da individui che gestiscono un progetto enorme per la comunità e lo fanno attivamente, mettendo a disposizione di tutti una base di competenze e conoscenze che diventa sempre più un punto di riferimento, con tutti i problemi e le responsabilità del caso.

Il paragone ideale? Io l’ho trovato oggi: Debian è la Wikipedia del software libero: conoscenza condivisa, al servizio di chiunque e senza pregiudizi. Ecco perché amo Debian ma uso Ubuntu.

Mi chiedo se sia una lettura condivisa da molti :)

– – –

[¹] Parafrasi mia, le parole esatte sono quelle riportate nella citazione
[2] Immagino che K2 stia per Kubuntu :D

26 pensieri su “Debian come la Wikipedia del software libero

  1. Credo che K2 stia per la montagna sempre nell’Himalaya e che è alta poco meno dell’everest (quindi molto maggiore rispetto all’altipiano del tibet (debian))

  2. Secondo me se Ubuntu ha (e l’ha avuta) una notevole diffusione ed un notevole utilizzo, a guadagnarci si trova pure Debian; Debian è certamente in un parallelo comparabile a Wikipedia (o al bazaar), Mr. Ubuntu ha avuto il pregio di metterla on-line questa Wikipedia, cioè di sdoganarla e di farla percepire come una risorsa importantissima.

  3. Spero non ti offenderai, ma quando ho letto la tua “parafrasi” sono rimasto per un attimo perplesso, perché non credevo che Shuttlework fosse capace di dire una simile stronzata :D

    Il gruppo di picchi è ben altra cosa, ed ha in effetti un tono molto meno altezzoso.

    Cluster ha anche valenza di disordine (anche in musica, per esempio), che contrasta con l’apparente linearità del plateau; d’altra parte il disordine è anche vivacità e vitalità, è forza esplosiva; ma lo stesso plateau è un altipiano di origine vulcanica! Una linearità quindi pagata al prezzo di tumulti interni violenti come quelli che generano una montagna. E un insieme di picchi non sarà mai una montagna.

    Non significa necessariamente che Ubuntu arrivi più in alto di Debian: questa è la rappresentazione figurata di come Mr. Ubuntu vede la comunità… con un po’ di captatio benevolantiae, ve lo concedo ;)

    Riguardo all’articolo, l’idea di Debian come enciclopedia del software libero inoltre è molto carina, e nemmeno riduttiva, perfino un complimento, a mio parere. :)

    Ciao

  4. Io ho sempre considerato Ubuntu un metapackage di Debian con una comunità accogliente e una testa di ponte commerciale pronta a limare le incompatibilità con il mondo non open. Dal punto di vista professionale è tranquillizzante pensare che se Ubuntu sparisse domani potremmo ritornare da mamma Debian, smarronando per le comodità da ricompilare :) , ma senza perdere il nostro know how, le nostre abitudini e la qualità cui teniamo tanto.

    Ubuntu è un comodo e moderno dialetto, ma la lingua è Debian.
    Almeno per ora.

    Che ne dite?

  5. Non posso che dire “IDEM”. Anche io “…amo Debian ma uso Ubuntu” e non avrei saputo comunicarlo bene come hai fatto tu.
    Proprio ieri sera ne parlavo con mio padre, utente Windows ed “idealmente” attratto da GNU/Linux, che aveva letto il manifesto di Ubuntu e ne era rimasto affascinato arrivando a defnire Ubuntu “una filosofia” mentre io sostenevo che mi pare più “una persona (Mike) ed un azienda (Canonical)”. La filosofia è Debian, ma non sono riuscito a dirglielo perché abbiamo finito col litigare (come sempre purtroppo).

  6. Beh, io penso che una delle difficoltà dei SO gnu/linux nel raggiungere il primo posto sia proprio il fatto che ce ne stanno troppi..ormai Ubuntu si è piazzata prima in classifica da un pezzo, è stata capace di convertire tantissimi utenti(me compreso) che prima faticavano a configurarsi un desktop completo.
    Secondo me sarebbe meglio concentrare gli sforzi su una cerchia più ristretta di SO, in modo da renderli come riferimento principale, sia per chi si avvicina per la prima volta al pc,sia per i professionisti.Debian sarà sempre una sorgente pura per nutrire Ubuntu nella sua crescita,ma il mondo cambia e bisogna evolvere rapidamente per arrivare primi.Nel mio piccolo ho notato che Ubuntu è stata l’unica distro capace di far tremare “mele e finestre”.

  7. @NoWhereMan:
    Figurati, non mi offendo per niente :) Cmq la parafrasi ci sta tutta eh, Mr Ubuntu intendeva proprio quel tipo di picchi: è stato lui a nominare il K2 e l’altipiano del Tibet :D

    Per cluster di picchi lui intendeva Ubuntu, Kubuntu, Ubuntu Server ecc ecc Non ci trovo niente di eccessivamente altezzoso, ma era riferito a quello.

    @Simone Brunozzi:
    Ottimo, mi fa piacere sentire che il tuo parere è simile :)

    @James Frog:
    Dai dai, passa questo link a tuo padre così vi incontrate qui! Potrò finalmente essere come “maria de felipe”…

    scusate -.-

  8. Idee vecchie, direi che riguardano proprio il nocciolo (kernel) del progetto Debian in sè. Jonathan Oxer, nell’ articolo L’ Universo Debian ci ricorda che: All’ avvio del progetto, era diffuso un concetto generale: Debian sarebbe dovuta diventare una solida base su cui poter costruire altri progetti. Usando Debian come struttura portante, diversi gruppi di persone avrebbero potuto creare il proprio ambiente software personalizzato per andare incontro alle proprie specifiche esigenze, senza dover reinventare tutto da capo ogni volta.

    Mi pare che Ubuntu – fondamentalmente – abbia creato un ambiente software altamente personalizzato, integrato e amichevole, specialmente per chi è alle prime armi.

    La cosa fondamentale da non perdere di vista resta il fatto che Debian non è una distribuzione GNU/linux, ma una *meta* distribuzione. Ad oggi mi risulta essere, oltre al sistema operativo con più pacchetti e che gira su più piattaforme hardware, l’ unico progetto in grado di utilizzare kernel diversi (linux, freeBSD, Hurd, netBSD).

    Ubuntu fa proselitismo con scelte di marketing davvero azzeccate e, come a suo tempo dissi di Mandrake, il merito di diffondere il software libero gli va riconosciuto completamente. Peccato per alcune pecche, che vanno proprio a scapito del software libero ed a favore del marketing: l’ uso della parola “gratuito” un po’ ovunque nel sito italiano e l’ assoluta non chiarezza riguardo alle politiche di licenza del software distribuito.

    i mie 2€cents :-)

  9. mi hai beccato, non ho letto l’articolo completo :D però tu non hai citato proprio quel pezzo :D però devi ammettere che era un gran bel pezzo di poesia (se non fosse che che il Tibet non è di origine vulcanica :D)

  10. Sinceramente sono d’accordo con chi dice che ubuntu selezione i pacchetti di debian e aggiungo anche che ubuntu si preoccupa di prendere le cose piu’ aggiornate pacchettizzarle e testarle meglio, molto meglio di quelle che fornisce debian (sempre roba in testing ed experimental quella piu’ nuova) fornendo quindi una debian aggiornata e che si puo’ definire “stabile”.

    In quanto invece alla frase “Debian è la Wikipedia del software libero: conoscenza condivisa, al servizio di chiunque e senza pregiudizi.” a me pare che nella comunita’ debian ci siano un fracasso di pregiudizi, quando si leggono i forum, si parla in chat gli utenti debian spesso sono i puo’ accaniti totalitari intolleranti e fondamentalisti utenti linux che si posso trovare. se non usi debian vieni sbeffeggiato preso in giro, messo da parte, ignorato … questo sempre su chat forum e anche nei LUG, comportamente che solitamente non si osservano nel grosso degli utenti di altre distro…

  11. Non prenderei troppo in considerazione i fondamentalisti di Debian, molti sottolineano l’uso di Debian solo per farsi fighi, anche io uso Debian su un notebook, ma piu’ volte ho sfruttato il lavoro fatto da Ubuntu e dagli utenti Ubuntu.

  12. Si pero’ com’e’ che quasi tutti che con cui ho parlato che usano debian fin’ora solo un paio si salvano ? mentre di gentuisti ubuntuiano susiani e mandrivari bene o male son tutti tranquilli ? in molti sono a pensare che gli utenti debian in buona parte siani degli invasati privi di senso pratico arroganti etc …

  13. Io amo sia Debian che Ubuntu, ma riconosco che sono due cose completamente diverse. Da una parte io interpreto Debian come un oceano, il piu grande contenitore di software libero disponibile, animato e orchestrato da idealisti che credono che il software sia effettivamente qualcosa di più di un semplice prodotto tecnologico. Il software viene visto come una risorsa, un bene comune, un patrimonio. In questo senso interpreto debian come una “banca” che preserva il patrimonio della comunità assicurandosi che rimanga effettivamente composto di software “pulito” rimettendolo poi nelle mani della comunità stessa una volta terminato il processo di “purificazione”. Questo processo è proprio quel groviglio di idee, battibecchi, casini interni ecc. che fanno si che alla fine solo ciò che viene veramente considerato “libero” riceva poi quel sigillo di qualità che è dato dalla sua inclusione nelle varie distro debian.

    Ubuntu per me è in questo senso una “distribuzione di debian” opportunamente limata e “dopata” da software non propriamente libero che permette ai profani di avvicinarsi con più facilità al software libero. Ubuntu è un bouquet di software altamente integrati colti perlopiù dall’immensa prateria costituita da Debian.
    Come altri hanno detto prima di me, sono contento dell’esistenza di ubuntu ma sono ancora piu contento della permanenza di Debian dal quale potremo sempre attingere come da una fonte di acqua cristallina.

  14. @ Di ME : penso proprio che per alcuni usare Debian fa figo, sa di elite nella mente di qualcuno, come usare Slackware. Io ci sono affezionato ma non e’ che mi sento migliore di chi usa Ubuntu o altro. Sempre Linux e’.

  15. Io uso Debian, ho iniziato con quella e ormai mi ci trovo molto bene. Certo ho provato/usato anche Ubuntu e Kubuntu e ne sono rimasto molto colpito dalla loro semplicità: cose che faccio in Debian da shell, lì le facevo con tre click. Ma chi conosce la via lunga e si trova bene, raramente cambia per quella corta.
    Devo dire che non disprezzo assolutamente chi non usa Debian per un qualsiasi motivo: è troppo difficile, e’ poco aggiornata, ha un riconoscimento hw a volte limitato, ci sono utenti invasati che ti sbeffeggiano, ha un brutto logo, ecc… Ognuno fa le sue scelte.
    Sicuramente se qualcuno per puro caso mi chiedesse cosa provare ad installare, prima penserei a Debian (perché la conosco meglio e saprei magari aiutare un po’ di più, anche se i problemi sono simili a quelli di Ubuntu con soluzioni simili), poi ripensandoci ripiegherei su Ubuntu se l’amico/a magari ha poca voglia di sbattersi.
    Probabilmente la grandissima diffusione di Ubuntu è dovuta alla pubblicità sia della fondazione sia dei vari utenti che l’hanno provata e a buon pro la consigliano.
    Uhm… esistono altri modi per diffondere un sistema operativo? Ah sì! Ci sono riusciti installandone di default sui pc preconfezionati… :P

  16. Sono da pochi mesi un utente di ubuntu, e devo dire di esserne soddisfatto. Mi è sempre interessato il mondo linux, riuscivo a fare le installazioni delle distribuzioni, ma mi fermavo quando avevo la necessità di installare un’applicazione o dovevo configurare un po’ meglio il mio sistema. Attraverso ubuntu e la sua comunità sono riuscito a soddisfare le mie esigenze. Mi pare di avere capito che l’architettura di ubuntu derivi da Debian. Bene, se è così, ringrazio la comunità Debian per avere permesso a me di utilizzare con qualche risultato un sistema GNU/Linux e avere permesso a moltissime persone di abbandonare sistemi proprietari. Senza Debian niente Ubuntu.

  17. Prima di tutto ti volevo fare i complimenti per il bellissimo blog..2 volevo comunicare alcune mie impressioni su ubuntu da utente debian convinto :-) poco tempo fa dopo quasi un’anno di latitanza da linux sono ritornato in questo fantastico mondo e per riniziare ho installato ubuntu visto che ne parlavano tutti bene..e devo dire che il primo impatto è stato più che positivo soprattutto dal punto di vista grafico, bel tema del mouse, bootsplash all’avvio, temi e colori coerenti con tutto l’ambiente grafico, insomma mi sono trovato davanti ad un’ambiente davvero accogliente :-) , poi ho dato una sbirciata ai menu e ho trovato synaptic + un’altro programma per installare le applicazioni che cmq nn ho gradito per niente! trovo + semplice e intuitivo l’uso di aptitude! inoltre sapendo che ubuntu nn ha installato i codec per gli mp3 di default ho cercato un po’ su internet ma nn ho capito molto sul come installarli… insomma trovo più semplice l’istallazione di una debian (che ho attualmente sul mio pc) base e poi aggiornata tramite internet! l’unica cosa da rimpiangere rispetto a ubuntu è forse l’offerta degli effetti grafici per il desktop ma per il resto credo che debian nn abbia nulla da invidiare rispetto alla ubuntu anche in termini di semplicità nell’utilizzo…

    p.s una volta scrivevi sul forum di html?

  18. ciao a tutti,
    io amo Debian e uso Debian/testing, ma a chi mi chiede :

    “vorrei usare linux, tu quali mi consigli?”

    rispondo:
    “Ubuntu linux, non ci sono paragoni !!!”
    ;-)

    Ditemi, succede anche a voi che la prima volta che un winzozzaro sente la parola Ubuntu, non la capisce e farfuglia “U…..chi?”
    :D

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