Il futuro della pacchettizzazione in Linux

Questo articolo tratta un argomento che reputo abbastanza interessante, anche se forse non è uno degli esempi più alti di giornalismo potrebbe meritare una lettura (english only).

polishlinux.gif

Vale la pena segnalarne qualche parte, sappiate che prende in breve esame i principali metodi usati per installare/gestire pacchetti attualmente, e poi prospetta abbastanza cautamente un futuro prossimo di predominanza di una soluzione.

…è stata proprio la soluzione prospettata ad incuriosirmi ancora di più su una tecnologia che guardo con un misto di buone intenzioni e sospetto


I cinque metodi presi in esame:

  • Sorgenti
  • Sorgenti “gestiti” (*BSD, Gentoo)
  • Gestori di pacchetti (RPM, DEB, TGZ…)
  • Binari precompilati (le app di terze parti)
  • Sistemi indipendenti (Autopackage, Klik…)

Il risultato? Beh, penso che alcuni di voi lo abbiano intuito:

the wide acceptance of the refreshed CNR (Click-And-Run) system, which is going to support all the major GNU/Linux distributions in the near future

l’ampia ricezione del rinnovato sistema CNR (Click-And-Run), che supporterà tutte le maggiori distro GNU/Linux nel futuro prossimo (T.d.felipe)

CNR mi incuriosisce sempre di più, specie da quando ho saputo che verrà integrato in una prossima versione di Ubuntu (“Linspire e Freespire deriveranno da Ubuntu!“).

In realtà si accenna – debolmente – anche ad una possibile soluzione che potrebbe essere creata ad hoc dalla Linux Foundation, ne abbiamo parlato in passato nel post “LSB vuole unificare RPM e DEB, le “capocce” danno l’OK!“.

(via)

5 pensieri su “Il futuro della pacchettizzazione in Linux

  1. Non ho mai provato CNR, ne ho solamente sentito parlare, ma quando sara’ incluso nella prossima versione di ubuntu provero’ a fare un confronto con synaptic, che io apprezzo molto. L’unica cosa che mi preoccupa e’ l’integrazione tra software commerciale e non che CNR permette di installare. I puristi del movimento open source storceranno il naso, io personalmente non vedo nulla di male nell’installare un sw commerciale su GNU/Linux, solo bisogna sapere che certi diritti per l’utente finale vengono revocati (accesso al codice sorgente, possibilita’ di modifica dello stesso, ecc). Staremo a vedere.

  2. Mi ritrovo quotidianamente a pacioccare con apt sul server tuttofare casalingo e con gentoo sul portatile.

    Apt (e sistemi analoghi) e’ davvero comodo, per quanto ogni tanto se ne esca con delle richieste che fa girare le p411e a me, non immagino un utente alle prime armi (l’unrar che richiede LA CHIAVE GPG??).

    Dall’altra parte l’emerge di gentoo non smette mai di solleticarmi, ha delle possibilita’ di tuning e di ottimizzazione da far spavento, ma per pacchetti grossi passano LE ORE (hasta il distCC siempre comunue!).

    In piu’ sotto windows (ahime si) uso solo piu’ applicazioni portable che sono un buon equivalente delle CNR.

    Sara’ una banalita’, ma per me la distro ideale dovrebbe bilanciare il meglio dei due mondi. Del tipo, il sistema di base (tutte le utiliti, demoni, server e libs) varrebbe la pena di compilarle (eventualmente anche le KDE e Gnome Libs). Per quel che riguarda le singole apps un approccio alla CNR o klik sarebbe comodissimo, specie per quegli utenti che si avvicinano al mondo linux e hanno bisogno di testare un po’ di applicazioni (per non parlare della possibilita’ di spostare le apps su una chiavetta!!)

    In sti giorni sto cercando di testare un approccio simile sulla gentoo, se riesco a buttare giu’ due righe ti terro’ aggiornato!

  3. io li ho provati un pò tutti. Emerge e apt-get sono il massimo, se migliorassero apt-build apt sarebbe perfetto. Troppo una comodità, altro che CNR.

  4. Non vedo cosa possa avere questo CNR in più di synaptic (per non dire apt) dove si clicca sul pachetto che si vuole e questo viene automaticamente scaricato ed installato insieme alle dipendeze che richiede.

    @/V: non mi sembra un qualcosa di insormontabile la richiesta della chiave gpg da parte di apt anche perchè non ne pregiudica il funzionamento. quindi non vedo che problemi potrebbe avere un novizio con apt; a volte c’è qualche problema con le dipende ma un apt-get -f install risolve la maggior parte delle volte

  5. Se a qualcuno può interessare l’amministratore di PolishLinux ha aperto un progetto wiki per creare una versione italiana del sito: http://perchelinux.wikidot.com/

    Chiunque volesse partecipare è ovviamente ben accetto. Per il momento servono soprattutto dei traduttori inglese/italiano. Una volta tradotte le priorità (Choose OS + First Steps) dovrebbe essre possibile cominciare a dare vita al sito italiano vero e proprio (e allora saranno utili anche degli editori).

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