GNU, Linux… o cosa?

Molto interessante questo grafico, mostra alcune percentuali indicative della composizione di Debian Sarge, misurate in linee di codice sorgente del software:

sloc-deb-pie-sarge.jpg

Pensavo sinceramente che GNU occupasse una fetta più grande, ovviamente senza nulla togliere al fatto che quella fetta è decisiva :)


Alcune considerazioni inutili e divertenti potrebbero essere che GNOME occupa meno della metà di spazio di KDE, o che Linux occupi meno spazio di OpenOffice.org… :D

Invece più seriamente, mi chiedo come sia ripartito quell’enorme “Other 72.9%”, e penso che sia proprio quello ad appesantire e rallentare i rilasci di Debian. Io resto un fermo sostenitore della bontà della scelta operata in Ubuntu, di focalizzare l’attenzione su un set minimo di applicazioni indispensabili e sufficienti ad avere un sistema realmente operativo dal primo avvio.

Ad essere sincero sarei idealmente per un modello ancora più aggressivo: rilasciare il core del sistema operativo, essenzialmente l’infrastruttura di sistema, e permettere all’utente di installare le applicazioni da terze parti, senza dover farsi carico di sincronizzare oltre 20.000 pacchetti nei repository…

ma si sa, questa è utopia :)

(fonte, via)

29 pensieri su “GNU, Linux… o cosa?

  1. Il fatto di non mostrare come sia composto questo 72,9% della torta la fa sembrare una ca**ata (IMHO) mi piacerebbe proprio saperlo!

  2. tutto sommato la ‘grandeur’ del progetto debian sta nel sapere gestire tutti questi pacchetti su così tante piattaforme… se si pensa a quanto codice sia, la lentezza dei rilasci non è più lentezza, ma incredibile velocità ;-)
    inoltre ubuntu può concentrarsi sui pacchetti essenziali proprio perchè c’è una scelta enorme di pacchetti che consente di decidere quali si vuole o meno, senza preoccuparsi di ripacchettizarli (a meno ovviamente di aggiunta di patch et similia… )

  3. Secondo me bisognerebbe vedere se la torta si riferisce alla totalità dei pacchetti che ci sono nei repository.
    Scommetto che un’installazione server di base vedrà aumentare a dismisura la fetta che arriva da gnu, scompare openoffice, x window, gnome , kde…
    Poi non ha senso confrontare gnome con kde… koffice non ha un analogo in gnome.
    Comunque il dubbio viene: ha senso parlare di Gnu/Linux? Forse per il sistema di base si. Ma per esempio Gentoo non si chiama Gentoo Gnu/Linux, ma solo Gentoo Linux proprio perché nel sistema di base c’è roba che arriva anche da BSD e altro!

  4. Secondo il mio modesto parere il grafico ha poco significato e poca importanza.
    Bisogna tener conto dell’effettiva utilità di questi milioni di righe, molti progetti open source sono ridondanti e spesso vengono abbandonati allo stato di beta malfunzionante, sta “bene” quindi quel 72,9%. Altra storia riguarda le percentuali dei software più famosi, bisognerebbe tener conto dei linguaggi usati e dei target di ogni applicazione per poter dare una stima più sensata.

    Sono fondamentali al funzionamento del piccì l’infrastruttura GNU, linux, Xorg e un qulunque DE, il resto è libera volontà di scrivere software e libera stupidità di voler includere l’utile e l’inutile sacrificando altri aspetti importantissimi… chi ha detto tempi di rilascio???

  5. cavolo! e da dove viene quel 73 % ? Microsoft? Apple? un file txt di Dan Brown (“il codice..”)? Le grandi aziende vengono conteggiate nei vari sottoprogetti a cui partecipano?
    ….e perchè non è presente Apache? nè MySql? forse stanno lì?

    e io chi sono? dove sono? perchè? ..e come?

    mah.

  6. Per la questioni kde,se si considerano tutti i vari moduli penso sia normale che occupi più della metà del semplice gnome!

  7. tutti quelli che dicono che il grafico è incompleto, impreciso o inutile, si sono letti l’articolo che lo spiega? no vero?

  8. @Musikele: quel 73% se non ho capito male viene da te, da me e da noi, cioe’ tutto quell’insieme di applicazioni non necessariamente legate ad un’entita` o ad un desktop

    un’esempio??

    mmh… firefox? virtualbox? qemu?

    insomma, tutto il software che non c’entra con quei gruppi…

    spero di averlo interpretato in modo giusto questo grafico che imho, e’ molto incompleto…

    ciao

    gufo

  9. > Io resto un fermo sostenitore della bontà della scelta operata in Ubuntu,
    > di focalizzare l’attenzione su un set minimo di applicazioni indispensabili
    > e sufficienti ad avere un sistema realmente operativo dal primo avvio.
    Mi trovi abbastanza d’accordo con te, ma secondo me questo non va bene per due categorie di persione:
    1) I niubbi totali, che non sanno nemmeno cosa siano synaptic, apt & co., forse per loro sarebbe più comodo avere una dotazione più completa già in partenza
    2) Chi non ha una connessione ad internet. Ok, sono pochi, ma è la situazione del PC che ho in montagna, che è del tutto isolato, e avere una buona dotazione software “di serie” o quantomeno sul CD è molto comodo.

  10. linee di codice….
    si fa presto a dire linee di codice.. secondo me sono dei pivelli e hanno contato anche i comemtni :D
    spesso le licenze non gnu gpl hanno licenze scritte per intero a inizio file dato la specificità dell’eventuale licenza :D

    sarebbe davvero un bluff

  11. @Luca
    1) non esiste praticamente nessuno che installa ubuntu o debian senza sapere di apt, visto che è il primo comando presente in OGNI guida giacche qualcosa da installare c’è sempre :P

    2) se qualcuno non ha internet si può procurare i cd con dentro i pacchetti e usa apt facendolo puntare sul cd, cosi potrai aggiornare la tua linuxbox anche nel nebrasca :)

  12. […]
    > penso che sia proprio quello ad appesantire e rallentare i rilasci di Debian.
    > Io resto un fermo sostenitore della bontà della scelta operata in Ubuntu,
    […]

    Beh, allora per fortuna che esiste Debian, per chi vuole un intero repository consistente. E per fortuna che c’e’ Ubuntu, per quelli che non utilizzeranno mai quel 72.9% di software ._.

  13. @Diavolo_Rosso
    1) Beh, prendi un niubbo che si installa *Ubuntu/Debian venendo da windows senza leggere uno straccio di guida (come ho fatto io un paio d’anni fa con mandriva), non è detto che sappia cos’è APT… Certo che però sarebbe sempre meglio documentarsi.

    2) Infatti, io per quel PC ho scaricato sia OpenSuSE 10.2 su DVD (pieno zeppo di pacchetti), sia Debian completa dei primi 5 CD.

  14. In quel 72% c’è perl , apache , php … etc etc etc … non sono bruscolini … o mi sbaglio :-D ????

  15. Ma basta criticare debian!!! Mi avete proprio stressato. Debian va benissimo così e i rilasci vanno benissimo così. Con sarge ho server stabilissimi. Con etch ho il desktop perfetto. Non vi piace? Makivese***la, usate ubuntu e non stressate l’anima.

  16. Come cos’è quel 72,9%?
    E’ la marea di software presente nei rep di sarge che nn fa parte degli altri elencati.
    Vi ricordo che Sarge è composta da 14CD di pacchetti binari!
    Da qualche parte c’è un sito con l’elenco delle varie versioni di Debian con il numero di pacchetti presenti in ognuna.

  17. @Felipe
    “Ad essere sincero sarei idealmente per un modello ancora più aggressivo: rilasciare il core del sistema operativo, essenzialmente l’infrastruttura di sistema, e permettere all’utente di installare le applicazioni da terze parti, senza dover farsi carico di sincronizzare oltre 20.000 pacchetti nei repository…”

    Ma questa “cosa” non si chiamerebbe più Debian ;)
    E tu ti fideresti a mettere su internet un serverino con “applicazioni di terze parti” perchè non incluse nel “core”?

  18. Per gamberetto:
    >Comunque il dubbio viene: ha senso parlare di Gnu/Linux? Forse per il sistema di base si. Ma
    > per esempio Gentoo non si chiama Gentoo Gnu/Linux, ma solo Gentoo Linux proprio perché
    > nel sistema di base c’è roba che arriva anche da BSD e altro!

    GNU/Linux sono tutte le distribuzioni linux PER FORZA. Una distribuzione linux non esiste senza GNU. Tutte le librerie di base sono GNU. Il compilatore c per far funzionare tutto l’accrocco E’ GNU, tanto e’ vero che si chiama GCC. Anche in Debian ci sono programmi con licenza bsd.

    Fosrse si potra parlare senza GNU in OpenSolaris, ma non credo nemmeno li’ se e’ vero che hanno dichiarato che appena la gpl 3 sara’ pronta, quest’ultimo migrera’ di licenza.

  19. Beh, a proposito di gnu, l’integralismo di Stallman è stato in parte anche un danno… Si legga a proposito il libro su RMS edito da apogeo (disponibile online sotto gpl o quel che l’è). Il suo tentativo di creare un s.o. che sia free software (non chiamatelo open source se no rms dà giù di matto), antecedente a linux, è in sostanza fallito, e ora quello che è successo è che l’appellativo ‘gnu’ è stato, secondo me in maniera un po’ disinvolta, affibbiato a linux, e Torvalds, da buon pragmatico qual è, non ha fatto più di tante storie.

  20. “I numeri sono come le persone: se torturati abbastanza dicono qualunque cosa.”

    Secondo me bisognerebbe fare attenzione, e valutare con un po’ più di oculatezza i risultati.
    Secondo le conclusioni “a braccio” che sono state ripetutamente riportate, in pratica Debian Linux non dovrebbe neanche essere considerato “Linux”, visto che questa componente non ha che un misero 2.3%. Per estensione, anche la riflessione su GNU/non-GNU diventa una gran fesseria.

    Questo perchè non ha senso paragonare quante linee di codice ci sono, rispettivamente, di kernel del sistema operativo, di librerie di sistema, o di un pacchetto di videoscrittura.

    Il kernel svolge funzioni essenziali, ma molto *basilari*, quindi è normale che abbia poco peso in termini di righe di codice.

    Un po’ meno peso ce l’ha tutto l’armamentario di GNU, che tra l’altro, oltre alle librerie, implementa una miriade di comandi e strumenti. E questi strumenti (che vanno quasi tutti dal’indispensabile al dannatamente utile) sono inevitabilmente formiche, paragonate a qualunque comando pachiderma di Gnome o KDE.

    Ma provate a limitare l’analisi al peso delle singole componenti *ESSENZIALI* che il sistema operativo “Debian Sarge” usa per mettere in piedi e rendere funzionante un pezzo di ferraglia, e magari i risultati non sembreranno così indecifrabili.

    Ovviamente niente più che i miei 2 cent.

    eNjoy

  21. @kahuna:
    Esattamente. O quasi ._.

    @basta-con-gli-attacchi-a-debian:
    Guardate che il fatto che io parli di Debian significa solo che la ritengo una (meta)distribuzione di cui vale la pena discutere e per la quale provo “affetto”. Non voglio attaccare Debian, solo discuterne. Non voglio cambiare Debian (anche volendo, non potrei), solo discuterne.

    Non credo che si debba avere paura di semplici discussioni :)

    @Ntropia:
    Non sono completamente allineato alla tua interpretazione (non riesco a dire che il kernel abbia più importanza di GNU o viceversa), ma grazie per il commento, piacevole e chiaro :)

  22. Aspettiamo la gpl 3, potrebbero aprirsi scenari interessanti su quel versante per i kernel, non fosse altro che per le dichiarazioni di sun che vuole rilasciare opensolaris sotto gpl3. Onestamente credo che sarebbe una brutta botta per Linus, Potrebbe esserci anche piu’ supporto per solaris che per linux, dato che sta da piu’ tempo in giro e che ha sun dietro le spalle.

  23. @felipe:
    Il mio commento non era volto all’esaltazione dell’uno a spese dell’altro, ma semplicemente per dire che volendo essere un po’ più obbiettivi, non è così facile attribuire facilmente i pesi relativi.

    Per quanto mi riguarda, sono gli uni indispensabili agli altri, perchè GNU senza kernel era un progetto zoppo, ma Linux senza GNU lo sarebbe stato altrettanto.

    Quanto a criticare Debian, non mi pare che Felipe si sia schierato contro, ma come diceva un vecchio slogan dei tempi di Woody:

    DEBIAN. Because 5 kernels, 12 hardware architectures, and 17,000+ packages can’t be wrong.

    Attualmente mi pare chei pacchetti disponibili siano circa 24000, le architetture 15 o 16, e i kernel 6…

    eNjoy

    [Insomma, se non si era capito, sono di parte, e non poco ;-) ]

  24. X Felipe, guarda che ubuntu non credo abbia molti meno pacchetti di debian, non contare il fatto che venga distribuito su un cd rispetto ai 2-3 dvd di debian. Bisogna anche tener conto dei pacchetti nei repository, nel caso di Ubuntu la maggior parte sono solo parzialmente sotto controllo diretto.
    Ciò che soffoca debian è la burocrazia interna non le scelte tecniche.

    X Ian
    Lo spero anch’io, mi è sembrato che Linus non sia aderente al 100% con la filosofia free software. Staremo a vedere.

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