Storica vittoria per l’Associazione per il Software Libero

Ricevo da parte di Paolo Didonè, e pubblico:

[…] Abbiamo vinto e dunque il risultato più evidente è che non verranno spesi oltre 4,5 milioni di euro, derivati dai contributi dei cittadini italiani, nell’acquisto di licenze di software proprietario senza aver prima valutato tutte le possibili soluzioni tecnologiche adottabili e tanto meno senza aver considerato la possibilità di utilizzare software libero […]

Il comunicato integrale: http://www.softwarelibero.it/abbiamo_vinto

26 pensieri su “Storica vittoria per l’Associazione per il Software Libero

  1. Software libero vuol dire anche assumersi le proprie responsabilità : se qualcosa non funge non ci sarà più la mamma M$ con cui prendersela e TUTTI … ripeto TUTTI o cmq più di quanti ce ne sono adesso, dovranno essere un po’ più ferrati sull’argomento software e computer :-)

  2. Attorianzo: che facoltà fai? qui a padova in quasi tutte facoltà scientifiche hanno su tutti i computer linux (e ovviamente openoffice!)

  3. @bsod
    Dal link sul suo sembra di catania come me.
    Nella mia facoltà di informatica a catania cè ubuntu dapper(suppongo per il supporto di 3 anni). Grazie al laboratorio ho riscoperto linux dopo due ulteriori anni della mia vita buttati su windows…xd

  4. non canterei subito vittoria, al tg1 l’altra sera sentite cosa ha detto la giornalista Manuela De Luca (ignorante o in malafede):

    software libero = possibilita’ di scaricare la musica gratuitamente …

    il collegamento diretto al video su youtube:

    poi non dimentichiamo che il ministro del turismo e’ od era il presidente di microsoft italia … metterei piu’ puntini …. capisca chi vuole …

    qui e’ da dove l’ho saputo:
    http://www.gnuvox.info/index.php/2007/04/02/software_libero_il_tg1_da_una_libera_int

    Regards

  5. Idem… a Varese gli studenti (almeno, quelli d’informatica… io faccio Sc. Com.) sono ferrati, alcuni professori ANCHE… ma l’università – come la P.A. – s’ostina a farci digerire XP/MS Office (peraltro, inferiore al 2003… mah!), quando potrebbe passare gratuitamente a OpenOffice.org e insegnare qualcosa di più utile. Peraltro, anche in un mio esame viene poi fatto imparare MySQL (anziché MS SQL, e meno male!)… coincidenza o, idiozia? Ai posteri l’ardua sentenza…

  6. @Federico, A.Moretti

    Il passaggio ad un prodotto diverso non e’ mai “gratuito” in senso stretto.
    Dove lavoro io si e’ provato a passare ad OpenOffice, ma con risultati disastrosi.

    Il problema e’ finche’ devi comunicare con il mondo esterno hai bisogno di MS Office, PUNTO.

    Puoi anche accontentarti di comunicare in altri modi con il mondo (quali ?) ma resta il fatto che devi come minimo:

    1. convertire tutta la documentazione interna (tempo, costo)
    2. educare la gente (tempo,costo)

    Non che la cosa mi renda felice, ma e’ la triste realta’.

    Ciao.

  7. @Federico
    Provato anche Staroffice?

    In generale sono soddisfatto pure io,la competizione fa’ bene al mercato,sempre che non sia un solo gioco al ribasso ma che si valutino pure i contenuti.

  8. StarOffice lo usavo io tantissimo tempo fa, ero niubbissimo e abituato a malapena a MS Office, devo dire che la migrazione non è stata dolorosa, anzi, è stata facilissima!
    Anche OpenOffice m’ispira molto.

  9. @Federico
    Se tutti si decidessero ad avere quantomeno affiancato a M$ Office OOo si potrebbe comunicare in tutta tranquillità. Alternativamente il formato HTML spesso è un buon compromesso. Inoltre la compatibilità di Open Office con i formati chiusi della Microzozz migliora a vista d’occhio (voi quando lo avete provato?), ed ora grazie alla Sun è addirittura possibile leggere i file ODF con la suite Micorsoft.

    Sul fatto che i dipendenti vadano aggiornati con dei corsi o quantomeno seguiti da qualcuno sono d’accordo: è inutile dire che è uguale ad Office ed è facile, perchè per un utente medio il passaggio non è affatto trasparente… :(

  10. @ Federico

    Io al momento sto utilizzando OpenOffice, il tuo discorso comunque lo capisco.
    Ma tieni conto che OpenOffice aumenta di versione in versione la compatibilita’ con MS Office, quindi non mi ci trovo male anche a modificare contenuti esterni (magari dei .doc creati con MS Office) e ri-salvarli poi sempre in formato .doc.

    Questo e’ un punto cruciale tra l’altro anche perche mio padre usa MS excel e se Calc si dimostra abbastanza compatibile, potrei pensare di togliere definitivamente windows dal suo computer e metterci una distro linux.

  11. Ok, ci sarà l’utopia di non spendere soldi nel comprare subito software proprietario, ma invece questi soldi verranno spesi per le persone che useranno il loro tempo a discutere sulle alternative (per poi, magari, scegliere comunque software proprietario).

  12. In italia certe cose non possono avere futuro, non a breve almeno.
    Non esistono strutture in grado di fornire una benchè minima base di istruzione per gli utenti.
    Se non contiamo i costi di licenza, dobbiamo aumentare i costi di formazione del personale e di assistenza.
    Il software libero non è “più conveniente ed economico” per definizione.
    Credo sia importante da sottolineare.

  13. Utopia? Ma come si fa a dire certe cose? Con quello che si spende per i prodotti m$ per licenze e tutto quanto, si potrebbe benissimo finanziare i corsi per il passaggio da questi ad altre alternative. I prodotti m$ ti sembrano forse di qualità? Ma non te ne rendi conto che l’unica cosa che fanno è cambiare l’interfaccia grafica?

    E poi impara cosa vuol dire bene la parola utopia, invece di scrivere termini dei quali non conosci il significato.

  14. @Federico (#11): Beh, il problema della conversione è relativo, perché OO.o “apre” (e modifica!) anche tutti i formati MS… e considerando l’output in PDF con un click, sarebbe più semplice anche da quel punto di vista. Certo la transizione – specie per gli amministrativi, che rispetto a mia madre (che insegna alle medie e conosce OO.o, peraltro!) imbelli… – non è mai una cosa semplice, ma neanche impossibile… almeno, volendo risparmiare. Altrimenti, per come la vedo io si potrebbe tagliare il personale inutile (come gli 8 – sic! – assistenti per prof. e i segretari improduttivi)! XD

  15. @chi dice che software libero = niente più supporto
    si possono fare contratti con aziende che si occupano di fornire il supporto, la spesa sarebbe inferiore ai contratti con microsoft e i soldi restano in casa.
    inoltre..
    l’assistenza a cosa ti serve? cambiare il disco quando si rompe? se si non cambia nulla da prima
    installare applicazioni? non mi sembra serva assistenza per questo

  16. Ho appena sentito la notizia a caterpillar su radio due dove hanno intervistato il direttore dell’associazione per il software libero.

  17. grande vittoria!! ora bisogna vedere se non finisce come col CNIPA… in breve: il CNIPA valutava il Software Libero (faceva finta) e intanto stipulava sempre più accordi con la M$ -.-

    in quel periodo c’è stato anche il Linux World Expò ed erano presenti membri del CNIPA stesso… alla mia domanda sul perché di questa cosa ho ricevuto una risposta senza diritto di replica: “abbiamo stretto alleanze con M$ per via del riuso del sw” e amenità del genere.. quando invece non si pone il problema del riuso e di licenza con il Software Libero.. vedete un po’ voi in hce mani siamo…

    @ Daniele #2: si ok era nella direttiva stanca (in tutti i sensi) ma hai appena letto in che mani siamo…

  18. vittoria??? ho appena visto una scuola “elementare” riempire il laboratorio con 30 pc ninjia con windows xp professional e office 2003.. addirittura il professional!!!! :(

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