La Repubblica su Ubuntu Feisty

Voglio ringraziare di cuore Francesco Caccavella, due volte mio collega, per aver scritto un pezzo impeccabile su Ubuntu, e averlo fatto con la giusta dose di entusiasmo e rigore tecnico.

repubblica-ubuntu.png
Clicca l’immagine per l’articolo completo su repubblica.it

Non capita spesso di leggere articoli così piacevoli e liberi da forzature e pregiudizi, e voglio pensare di aver partecipato indirettamente, insieme a tutti voi, a mettere in fila le parole di quel pezzo. Senza nulla togliere all’autore, è chiaro :)

Complimenti Francesco, e grazie!

61 pensieri su “La Repubblica su Ubuntu Feisty

  1. Felipe, un favore; sai per caso se c’è qualche società quotata in borsa riconducibile ad ubuntu? E in quale borsa?

    Grazie mille

  2. Proprio un bell’articolo! Secondo me, anche chi non è espertissimo di computer può capire almeno il senso principale di quanto scritto. Davvero ben fatto!

  3. Però! Mi metto nei panni di uno che ne sa proprio pochissimo su Linux & C. (comodi, sti panni :D), è veramente scritto bene e diciamo “rende l’idea” che vale la pena provarlo.

  4. So di canonical ma come detto non è quotata.
    Ci sarà qualche altra società che controlla canonical, che di ubuntu gestisce il supporto, mi pare abbia 60 dipendenti.

  5. Finalmente su Repubblica si legge un articolo eccellente anche sul mondo open-sourciano, visto che sino ad ora avevano elogiato solamente un altro mondo…
    Lunga vita al cerbiatto!

  6. Fico, ma era proprio necessario mettere una immagine fatta su Vista? Felipe, potevi mandare tu uno screenshot :D

  7. Aggiungo per MAttia: Canonical Ltd. è detenuta (in gran parte se non totalmente) direttamente da Mark Shuttleworth, e dietro Ubuntu non c’è altro (a parte Debian, e così via!).

  8. Quasi non sembra un articolo de La Repubblica XD
    IMHO però si dovrebbe sempre ricordare la non compatibilità con applicativi Windows Only e il non totale supporto hardware. Mi sembra che per il fatto che “non è colpa della comunità” ‘sti difetti non vengano quasi mai evidenziati nelle recensioni… Meglio che l’utente sappia come stanno le cose al 100%.

  9. luca@loolapalooza:~$ wget http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scienza_e_tecnologia/software/linux-cerbiatto/linux-cerbiatto.html -qO - | grep -i GNU | wc -l
    0
    luca@loolapalooza:~$

  10. Questo è anche vero.
    Però è più difficile risolvere il Bug #1 sciorinando saggi di Stallman….

  11. Sì bello l’articolo, tra l’altro vederlo su repubblica dove non è insolito leggere markette a MS mi ha molto sorpreso! :-)
    Come direbbe Cetto Laqualunque: “Cchiù Ubbuntu p’ tutti!!”

  12. Ecco…un articolo davvero scritto bene…su un quotidiano nazionale importante come la repubblica certo aiuta molto di più che mille disquisizioni tecniche e passaparola…su siti e quant’altro…direi ben fatto :))Direi che ormai la strada per il successo e l’affermazione di ubuntu è segnata.

    ciao e buon ubuntu feisty a tutti!!!

  13. 2. EnricoTuxMind – 21 Aprile 2007 @ 13:38

    Cito dall’articolo che hai indicato :
    ” … Linus Benedict Torvalds, l’inventore del sistema operativo Linux …”

    Torvalds è l’inventore del “marchio” e della “filosofia” Linux … non può essere considerato l’inventore del sistema operativo , visto che Linux come ambiente è derivato da Unix.
    Anche l’idea del kernel non è tutta farina del suo sacco , visto che il kernel linux è derivato dal sistema minix , inventato dal prof. Tanenbaum e dai suoi studenti come clone di Unix usato per scopi didattici. Nei primi anni ’90 ci fu una grossa disputa tra Torvalds e Tanembaum : quest’ultimo voleva mantenere minix come sistema didattico , a differenza del primo che chiedeva di estendere e migliorare il sistema per le esigenze più diverse e quindi iniziare a distribuirlo come sistema utente. Torvarlds decise di fare un “fork” di minix e iniziare “l’avventura” XD … Il tempo ha comunque dato ragione a Torvalds ;-) …

    Tanembaum è anche l’autore di alcuni libri molto usati in ambito universitario ( almeno io ci ho studiato sopra ;-) )

    1. Modern Operating Systems – trad. italiana : I moderni sistemi operativi
    2. Computer Networks – Reti di computer
    2. Structured Computer Organization – Architettura del computer

    Ed è anche inventore di un sistema distribuito puro chiamato Ameoba ; alcune di quelle idee sono riprese da quasi tutti i sistemi P2P e dalla maggior parte dei sistemi di comunicazione VoIP … ;-)

  14. @34 dalloliogm
    Non lo dice solo la shell di loopback … quella linea di comando esprime il medesimo risultato su qualunque altra shell :-(

  15. @Anonimo:
    Linux non è un fork di Minix, al contrario è stato scritto da zero, come riconosciuto ufficialmente anche dallo stesso Tanenbaum.

    Oltre a questa hai scritto molte cose inesatte e mi permetto di suggerirti qualche lettura chiarificatrice :)

  16. @36 felipe
    ammetto che fork sia una parola “esagerata” :-D … potrei sapere almeno cosa nel resto è inesatto ;-)

  17. @Anonimo:
    al contrario, Torvalds chiese di poter prendere MINIX e modificarlo ma Tanenbaum non glielo concesse, quindi riscrisse un kernel da zero.

  18. @Thunder: Perchè altrimenti non mi spiegherei come l’anonimo faccia a conoscere quel FUD. Non ho mai trovato (può darsi che sbagli) una traduzione completa della diatriba in lingua italiana. BTW, senza inglese non hai molto dove andare a mettere le mani su GNU/Linux e sull’informatica in genere – e non è una situazione scorretta, imo.

  19. @anonimo
    Magari Informati un pochino prima di scrivere certe cose:

    http://www.cs.vu.nl/~ast/brown/
    Oppure:
    http://www.minix3.org/doc/faq.html#legal

    ” Linus has been accused of stealing Linux from MINIX. Is that true?

    No. Absolutely not. Ken Brown of the Alexis de Tocqueville Institution wrote a report, funded in part by Microsoft, claiming that Linus stole Linux from MINIX. Brown’s conclusion was that companies should not use Linux because the ownership of the intellectual property rights is unclear. This is complete garbage. While it is most unlikely that a 21-year-old student would have been capable of writing his own operating system had he not had the complete source code for a similar operating system available to use, study and modify, Linus wrote the initial version of the Linux code himself. The Brown report and a response from the creator of MINIX was discussed in detail on Slashdot.”

  20. Mi unisco ai complimenti e ai ringraziamenti a Francesco Caccavella per il bell’articolo su Ubuntu 7.04.

    GRAZIE a te … e GRAZIE Ubuntu :-P

    Ciao

  21. @GS Defender
    senti, mi unisco a Thunder (che nome :), dare per scontato che uno conosca l’inglese e’ da cafoni, senza offesa, sia chiaro, ma siamo su un blog italiano, italiano che, per quanto manchevole colpevolmente di troppi termini tecnici, rimane pur sempre italiano.
    Se per leggere un piacevole blog (e’ una parola inglese, ma il messaggio e’ in italiano) in italiano devo sapere l’inglese che piacere e’?
    questo non e’ contro l’inglese o qualsiasi altra lingua, e’ solo a favore dell’italiano, proprio non si riesce a capire?
    ciao a tutti i nomignoli inglesi, se li si traducessero in italiano nessuno ci si chiamerebbe, ma in inglese fa più figo, e anche un po’ più tamarro.
    scusa a felipe e a chiunque si senta offeso, non e’ mia intenzione farlo. Una cosa che ammiro di questo blog e’ il saper tradurre in maniera piacevole e sintetica gli articoli dall’inglese per portarli a mo’ di novello Prometeo ai poveracci italiani ;)

  22. c’è da dire anche, che l’inglese lo si dovrebbe studiare già dalle elementari. Se qualcuno non si impegna e non studia, poi non è che può dare la colpa a chi fornisce della documentazione in inglese.

    comunque basta OT che si stava parlando di un fantastico articolo :P

  23. @Diavolo_Rosso
    si stava parlando di un fantastico articolo in italiano!
    la discussione non e’ “OT” perché questo è un blog italiano! con tutto il rispetto per le lingue che io so, che felipe sa, che tu saprai, ok?
    non rispettare l’italiano è un offesa anche per te, e, per me, l’indignazione è una cosa positiva, come la conoscenza di un paio di lingue straniere, non di una sola e, per giunta, poco straniera.
    ciao Diavolo_Rosso, e tutti gli altri.

    ps: qualcuno le elementari le ha già fatte da un pezzettino (Traduzione :) non c’era l’inglese), non parli solo a ragazzini su internet, ma se parli in italiano, forse, parli agli italiani.

  24. @felipe et altri

    Ringrazio chi mi ha suggerito i link per “far luce” sulle mie “misconocenze” …

    Tuttavia mi permetto di ricordare che tutto ciò che l’utente “usa” e che va sotto il nome comune di “Linux” non ha niente a che fare con Linux ma con GNU : Linux non è indispensabile per farci girare uno userspace GNU e questi progetti lo confermano :

    Debian su Kernel FreeBSD
    Debian Gnu/Hurd
    GnuSolaris

    La stessa pagina di debian recita quanto segue :

    “Debian è un sistema operativo (OS) libero (free) per il tuo computer. Un sistema operativo è l’insieme dei programmi di base ed utilità che fanno funzionare il tuo computer. Debian utilizza Linux come kernel (la parte centrale di un sistema operativo), ma molti dei programmi di utilità vengono dal GNU project; per questo usiamo il nome GNU/Linux.

    Aggiungo che ci sono molti progetti che hanno superato la logica di linux e altri che offrono un “meccanismo temporaneo” come ad esempio questo :
    Linux sopra il microkernel L4″

    ;-)

  25. @dudek. Non capisco veramente il tuo atteggiamento. Ok, non tutti conoscono l’inglese. Comunque GSDefender stava dando il link ad un articolo che lui reputava informativo, e che è in inglese, che ci può fare? Tradurlo sul momento? Non mi sembra un buon motivo per dargli del cafone.

  26. Fantastico questo articolo, sono mesi che cerco di abituarmi pienamente a Linux (sono in dual-boot da circa 10 mesi) e se Feisty è davvero quello che dice l’autore, sarà uno spasso.
    Il modo di scrivere è pressappoco eccezzionale, mentre leggevo mi è venuta voglia di scaricare immediatamente la iso e di installarla.

    Lo sto facendo infatti :)… vi faccio sapere!

    Ciao e grazie.

  27. I giornalisti dovrebbero essere tutti cosi, non come la maggiorparte che gonfiano e stravolgono le notizie solo per avere lo scoop!
    Lui, Caccavella, si è limitato a mettere un po di entusiasmo in una notizia che non può fare latro che rispecchiare al realtà!
    BEN FATTO!

  28. @dudek

    il blog non è stato MAI scritto in inglese e, anzi, grande lode a felipe che si preoccupa di tradurre tutte le citazioni in inglese che propone.

    qui il problema è che è stato “aggredito” un utente perchè ha proposto un articolo di approfondimento in inglese.

    ricordiamoci che la comunità non è solo quella italiana. non si può pretendere di imparare e poi bistrattare ogni articolo che non è scritto in italiano.

    P.S. ok ci può stare che 10anni fa alle elementari non si studiava inglese, ma 10 anni fa alle superirori e alle medie si studiava eccome. quindi i casi sono 2. o sto parlando a gente millenaria che viveva in italia quando ancora si parlava l’etrusco oppure sto parlando a gente che cmq l’occasione di imparare l’inglese l’ha avuta. quindi ripeto….se l’occasione non è stata sfruttata, non ne deve perdere chi magari un articolo in inglese se lo legge ben volentieri :)

  29. Installato Feisty sul mio hp pavilion dv6146eu …. sembra andare tutto ok, come al solito bisogna mettere l’opzione “noapic” all’avvio del kernel sennò si congela tutto.
    Sempre problemi con la solita broadcom wifi… a volte la legge e lavora (finalmente sn riuscito a farla andare solo che non riesco ancora ad usare WPA) e altre volte non la rileva proprio come periferica.
    Pensando fosse un problema di linux, riavvio in win e da lo stesso medesimo problema.

    Ora chiedo a voi gentilissimi utenti di pollycoke, può il driver originale di UBUNTU aver danneggiato la scheda?
    Ciao a tutti.

  30. woznihack, l’hardware moderno e’ sempre dotato di circuiti di protezione, quindi se gia’ e’ difficile riuscire a rompere una scheda da software (leggende metropolinate riportano che un virus anni e anni fa riusciva a rompere i monitor IBM impostando una frequenza di refresh fuori norma), ormai la cosa rasenta l’impossibile.

  31. @Anonimo #50
    E’ la solita vecchia diatriba Stallman vs Torvalds, di fatto senza Torvalds non avremmo mai visto nulla di GNU funzionare su una cosi vasta utenza, e senza GNU non avremmo mai visto il kernel linux su una così vasta utenza. ORA è possibile vedere gnome senza troppe difficoltà su altri kernel, ma prima la cosa non era così semplice, e cmq non abbordabile.

    La discussione tra Tanenbaum (scrittore “del” manuale di elettronica, e delle basi dei sistemi operativi) e Torvalds passata alla storia riguardava su come doveva essere un kernel: Tanembaum allora professore di Torvalds sosteneva che per i sistemi moderni il “microkernel” (di cui minix ed oggi hurd -ma su ques’ultimo non sono certo- fanno parte) era la situazione ottimale, in pratica un core molto piccolo e tutti i moduli caricati di contorno, i vantaggi dovevano essere stabilità e scalabilità; Linus invece era un sostenitore dei kernel “monolitici” (l’attuale kernel Linux è monolitico anche se IMHO l’ottica penso stia lentamente variando, Windows pure ha un kernel monolitico) in cui molto è integrato nel kernel (prendi windows che ha pure buona parte dell’interfaccia grafica) guadagnando in prestazioni e responsività del sistema operativo. In pratrica mettendo a confronto un microkernel ed un monolitico moderni, questultimo lo potremmo definire “a bassa latenza”. Se si volesse essere maligni si potrebbe definire Torvalds in quanto giovane guardasse alle prestazioni, ed il suo professore con qualche anno in più sulle spalle di esperienza guardasse invece un pò oltre verso affidabilità e durata.

  32. @Svalutizzato:
    Se ti riferisci alla schermata, c’è un bel logo di Ubuntu sopra. Se invece parli della recensione… tranquillo: è Ubuntu :)

    Grazie per la implicita segnalazione del progetto TheOpenCD cmq, nonostante non abbia capito il tono del tuo commento

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