Libertà³

Finalmente è ufficiale:

gplv3.png

È appena stata rilasciata la terza versione della licenza storicamente legata al successo e alla diffusione di GNU/Linux, la più importante, la più diffusa, la più rivoluzionaria, più idealista, più amata, odiata, discussa e …più nostra, in una parola. È un giorno storico, anche i detrattori del genio di Stallman dovranno convenire con me :)

Per avere un’idea dei principali punti in evidenza di questa versione potreste voler dare una lettura al testo della GPLv3 e alle FAQ. Se siete in grado di capire il legalese…

Buona lettura!

49 pensieri su “Libertà³

  1. Penso entro breve (considerando la difficoltà della traduzione di una licenza), avremo una versione non ufficiale italiana.

  2. Bene, se non c’é stata nessuna rottura.
    Certo SaS(Software as Service) e sw proprietario sono i nodi cruciali da limitare.

  3. Più che una traduzione vi posso indicare i punti salienti e importanti:

    3. Protecting Users’ Legal Rights From Anti-Circumvention Law.

    No covered work shall be deemed part of an effective technological measure under any applicable law fulfilling obligations under article 11 of the WIPO copyright treaty adopted on 20 December 1996, or similar laws prohibiting or restricting circumvention of such measures.

    When you convey a covered work, you waive any legal power to forbid circumvention of technological measures to the extent such circumvention is effected by exercising rights under this License with respect to the covered work, and you disclaim any intention to limit operation or modification of the work as a means of enforcing, against the work’s users, your or third parties’ legal rights to forbid circumvention of technological measures.

    Ovviamente è palese il tentativo di allontanare il più possibile i brevetti software (WIPO è lOrganizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, che sta dietro ai brevetti software) dal software GPL.

    Altro punto importante:

    A patent license is “discriminatory” if it does not include within the scope of its coverage, prohibits the exercise of, or is conditioned on the non-exercise of one or more of the rights that are specifically granted under this License. You may not convey a covered work if you are a party to an arrangement with a third party that is in the business of distributing software, under which you make payment to the third party based on the extent of your activity of conveying the work, and under which the third party grants, to any of the parties who would receive the covered work from you, a discriminatory patent license (a) in connection with copies of the covered work conveyed by you (or copies made from those copies), or (b) primarily for and in connection with specific products or compilations that contain the covered work, unless you entered into that arrangement, or that patent license was granted, prior to 28 March 2007.

    Un brevetto software è “discriminatorio” se non permette il rispetto di ogni punto di questa licenza, se proibisce l’esercizio di, o si rende partecipe della mancata possibilità di esercitare uno o più dei diritti sanciti da questa licenza (GPL v3). Non è possibile utilizzare questa licenza per il vostro software se intrattenete un rapporto (contratto) con terzi dell’industria del software, contratto basato sull’estensione della vostra libertà di distribuzione del software in questione previo pagamento, che garantisce ai terzi, comprendendo ogni altra persona che riceverà il software, un brevetto software “discriminatorio” a) legato ad ogni copia del software licenziato (o qualsiasi copia derivata dalle copie), o b) verso qualsiasi altro prodotto che contiene il software licenziato, a meno che non abbiate preso parte a quella disposizione, o che l’autorizzazione sia stata data prima del 28 marzo 2007.

    La mia traduzione fa schifo, ma è chiaro che questa parte contenga un monito verso i rapporti simili al tanto chiacchierato Novell-Microsoft (che continuerà ad esistere come preventivato).

  4. secondo me è chiaro che una licenza software non si deve preoccupare
    dell’eticità di chi distribuisce il software…

    se vado dal salumiere a comprare tre etti di salame, non mi interessa
    se mette su corna alla moglie :-) allo stesso modo la gplv3 pone vincoli
    non necessari alla libertà dell’utente.

    senza contare le spaccature che potrebbe generare nel mondo dell’open source.

    parafrasando il titolo di felipe, direi: libertà*(0.5)

  5. Non vedo come si possa parlare di libertà al cubo per una licenza di cui l’unico signore e padrone e stallman che, per sua stessa ammissione, si ritiene l’unico in grado di poter avere l’ultima parola sulla licenza.

  6. @ Marcantoni S. F.

    Credo che il primo punto che specifichi sia *molto* più col mirino puntato verso il DRM, che con i brevetti software. “technological measure” non lascia molto spazio al dubbio.

    @ zakk

    Da quando la GPL pone vincoli all’utente, tantomeno “non necessari”?
    Non mi pare che io abbia limitazioni nell’uso o modifica dei programmi GPL che adopero.

    Comunque, a mio modo di vedere, la GPL *è* una licenza etica. I suoi fondamenti sono etici, non ne può prescindere di colpo. Se la GPL2 sembrava a qualcuno un “buon compromesso”, ebbene , la GPL2 è sempre là. La nuova GPL3 aveva altri obbiettivi e per me poteva, e magari doveva, essere molto più radicale.
    Il punto 3 della bozza 2 era qualcosa di spettacoloso, totalmente antiDRM.

  7. @9 la prossima volta verrà a te l’idea di fare una licenza rivoluzionaria, tranquillo.. non essere troppo invidioso…

  8. Bigshot.. non sono invidioso, tranquillo.. l’unica cosa che mi preoccupa è la quantità di gente che idolatra RMS solo perché è lui senza sapere nulla di quello che dice e del perché lo dice.

  9. @dave mi sembri un po’ confuso…
    ma ce l’hai su con RMS per quello che dice o con le persone che lo idolatrano…

    fermo restando che entrambe le cose non sono nulla di male in quanto espresisone del libero pensiero per le persone.

  10. Non ce l’ho con RMS per quello che dice… non lo condivido completamente, ma ciascuno ha il diritto di dire ciò che crede. Penso che, però, prima di fare propria l’opinione di qualcuno, bisognerebbe sapere di chi e di cosa si sta parlando. Personalmente non so quanti di quelli che lo idolatrano sappiano quello di cui si sta parlando e vedere così tante persone che abbracciano una forma di integralismo senza essersi prima creati una forte opinione personale non mi fa ben sperare.

  11. Veramente la gente idolatra RMS proprio perchè sa cosa dice e perchè lo dice =D.
    A meno che non adori le sue camicie o il suo peso forma.

  12. beh io fossi in te, dave, sarei molto più proccupati di quelli che nemmeno lo consocono rispetto quelli che lo idolatrano..
    che poi non è una bella cosa generalizare come fai te… ;)

  13. @17.

    Ma non ha troppo senso.
    Se non sei d’accordo con quello che dice e fa una persona, come puoi idolatrarla? Una opinione devi averla per forza. Se mi permetto di pensare che la gente con cui parlo di qualcosa non ha una propria opinione sulla questione, ogni discussione sarebbe totalmente inutile.
    Portando il discorso su RMS, non è che se uno approva la GPL3 o la direzione con essa intrapresa è d’accordo con Stallman (tantomeno è il suo idolo). Le licenze non sono opinioni, traducono semmai una certa filosofia in fatti. E proprio perchè so di che parla Stallman, ti dico che mentre la 1 e la 2 le ha praticamente scritte lui, lo Stallman-pensiero per la GPL3 si ferma alla seconda bozza, veramente molto diversa da questa. La GPL3 è una licenza più community-driven. E’ veramente troppo un compromesso. Capisco la necessità di introdurla, perchè era necessario ampliare lo spirito di difesa della libertà proprio della GPLv2 e adattarlo alle nuove minaccie dell’informatica moderna. Ma non ha affatto lo stesso effetto rivoluzionario della precedente, e avrebbe potuto eccome.

  14. La parte che tratta di DRM proprio non l’approvo. Il DRM è potenzialmente un vantaggio se usato con criterio invece questa licenza non lascia spazio a nessuna scelta.
    Per il resto sono convinto che una licenza non si debba interessare di accordi commerciali cosa che invece la GPL3 fa. Sono definitivamente convinto che la GPL2 fosse superiore a questa licenza e che esistano licenze per software open source ancora migliori.
    Spero che Torvalds & Co. decidano di non portare il kernel Linux verso questa licenza anche perché in passato Torvalds aveva parlato della possibilità di utilizzare il DRM per autenticare i moduli del kernel da poter caricare per introdurre un nuovo livello di sicurezza nel sistema e con questa licenza la cosa non sarebbe fattibile.

  15. @sirus

    Se tu programmassi software GPL, e un altra azienda prendesse il tuo codice, lo modificasse giusto un pò, e vendesse binari “GPL” ma *firmati* su un sistema che accetta solo i *suoi* binari *firmati* tu come la prenderesti? Non è un furto bello e buono del tuo codice?

    Linus ovviamente ha il diritto di parlare per il suo lavoro (mica poco!) ma non è detto che tutti gli sviluppatori OpenSource possano accettare quanto sopra.

    E poi, c’è poco da fare. Le tecnologie DRM con l’OpenSource cozzano non a livello “filosofico” o di “licenza”, ma semplicemente e puramente a livello tecnico: è impossibile che convivano. L’OpenSource non può negare ai suoi utenti nessun tipo di accesso all’informazione, ne può permettere la “security thorugh obscurity”.
    Non dico che questo sia bene o male, ma semplicemente un fatto.

    (e poi, diciamo la verita, il DRM tecnologicamente è un tristissimo fiasco, le aziende IT lo sanno e ci credono pochissimo, danno solo il “contentino” temporaneo alle major, ma intanto fanno virtualizzare i SO. A me spiace, mica no, ma è così.)

  16. @Mercurio
    Non credo che l’esempio che hai proposto sia un furto perché alla comunità ritorna comunque del codice funzionante e valide in aggiunta a quello che aveva già prodotto. Cambiando la base senza cambiare l’interfaccia (gestione del DRM) il modulo binario (perché binario? può benissimo essere open source anche il modulo) che dispone di una sua firma tutto potrebbe funzionare.
    Hai presente il caso di TiVo? Negli US c’è un tipo di TV via cavo che per sua costruzione necessita di una gestione dei DRM. TiVo utilizzava un kernel Linux modificato che gestiva il DRM. Il suo business sarebbe finito se il kernel Linux dovesse passare alla licenza GPL3 e le alternative sarebbero 2: forkare il kernel Linux all’ultima versione GPL2 e poi mantenerselo (un dispendio enorme di energie) oppure cambiare completamente piattaforma (BSD sarebbe un’alternativa che tuttavia a livello multimedia non è per nulla pronta). Qui è la comunità di GNU/Linux a perderci IMHO.

    Come vedi DRM ed open source possono andare d’accordo ed implementare la sicurezza tramite la firma dei moduli in ambienti “sicuri” non mi pare un’idea pessima e neppure un’idea che introduce dei lati oscuri dato che il codice di gestione sarebbe comunque visibile da tutti.

    Per quanto riguarda il fallimenti dei DRM sono d’accordo ma non credo che sia la tecnolgia in se ad avere problemi quanto le sue molteplici implementazioni; troppe implementazioni per avere interoperabilità assoluta. Inoltre se l’implementazione del DRM fosse open source sarebbe una cosa veramente ottima.

  17. @19… il discorso che fai tu è leggermente diverso… ovvio che aver letto e compreso la GPL3 ed essere d’accordo è una posizione rispettabilissima che non implica il fatto di amare RMS. Quello di cui sono preoccupato io è il discorso molto diffuso per cui “RMS è un figo, la GPL3 l’ha fatta lui, quindi la GPL3 è una figata”.

    Inoltre la GPL3 non è stata community-driven, ma community-consulted al massimo… la community ah potuto dare pareri, opinioni, idee, ma per sua stessa ammissione, RMS ha detto “io sono quello che avrà l’ultima parola su tutto quello che riguarda la GPL3 perché non vedo persona migliore al mondo in grado di farlo”… personalmente questo atteggiamento di RMS non mi pare il massimo della democrazia e non mi pare il massimo della libertà. È per questo che dissentivo sul titolo del post.

    @22… non sono d’accordo. Si possono benissimo fare sistemi DRM usando sw libero e per il sw libero; tecnicamente il DRM non vuol dire security thorugh obscurity.

  18. @sirus&dave
    voi non siete d’accordo con il concetto di FreeSoftware, non c’entra niente la GPL3.. è inutile discuterne quindi

  19. per come la vedo io questa licenza è stata pensata in modo da danneggiare
    deliberatamente linux (vedi il caso TiVO). E si sa che Linux, essendosi preso
    praticamente tutta l’attenzione mediatica del fenomeno open source, è sempre
    stato visto di cattivo occhio dalla FSF…

    Come ad esempio quando vengono piagnucolanti a dire che il nome giusto
    sarebbe “GNU/Linux” e non “Linux”, perchè si basa (anche) su software GNU…
    (il discorso fila, ma, tenendo conto delle proporzioni, bisognerebbe chiamarlo
    SUN/IBM/X11 Consortium/RedHat/BSD (c) University of California/GNU/Linux)

    Una domanda per tutti: se una licenza mi impedisce di fare certe determinate
    cose, come può rendermi più libero?

  20. @
    >
    &&
    >

    Si. DRM e open source, forse.
    Ma non DRM e free software.

    Il DRM in quanto tale è una feature di sicurezza, essenzialmente. E’ una tecnologia e basta, di per sè “non mi pare una pessima idea”. Ma nell’attuale panorama ICT menzionare il DRM praticamente implica menzionare il DRM-abuse, in una qualche forma. Il DRM tutela le libertà e gli scopi di chi lo implementa, non certo di chi lo usa. Il punto non è se questo sia legittimo/opportuno o meno, semplicemente non è etico nella prospettiva del software libero e di conseguenza della GPL.
    Il caso TiVo è l’esempio perfetto
    La GPL non pone limitazioni alle libertà dell’utente, e non ne pone su chi possa usare il software. E’ l’unica ragione di esistere della GPL è la difesa di queste libertà (0,1,2,3) e solo di quelle. Quindi si, la GPL di cose come HW e accordi commerciali communicidi, perchè che senso ha parlare di sw libero se non lo è l’hw (TC) e se non lo sono le sue basi legali (brevetti)? Altrimenti semplicemente la GPL non serve.
    E se posso dirlo, la GPLv3 serve poco.
    Quindi no, non si possono benissimo fare sistemi DRM usando sw libero e per il sw libero e no, DRM e sw libero non possono andare d’accordo.

  21. Volevo segnalare una chicca, che noi siculi definiremmo min****ta:

    http://www.gnu.org/licenses/gpl-faq.html#TOCv2v3Compatibility

    Is GPLv3 compatible with GPLv2?
    No. Some of the requirements in GPLv3, such as the requirement to provide Installation Information, do not exist in GPLv2. As a result, the licenses are not compatible: if you tried to combine code released under both these licenses, you would violate section 6 of GPLv2.

    Ovvero, non posso mettere insieme codice GPLv2 con codice GPLv3, tutto questo per cavilli(GPLv2 non obbliga a fornire istruzioni di installazione). Se questa è libertà! Intendiamoci, io apprezzo tanto il lavoro del progetto GNU, ma queste cose e l’insistenza sul nome Linux, piuttosto che GNU/Linux, che GNU/X11/Mozilla/KDE/and/many/others/Linux sono ridicole e, in ultima analisi, contro la libertà di eseguire, copiare, studiare software che sono alla base del movimento Free Software.

  22. @zakk

    Una domanda per tutti: se una licenza mi impedisce di fare certe determinate
    cose, come può rendermi più libero?

    … e io ti faccio questa domanda… il non esser libero di uccidere qualcuno (almeno in Italia) ti rende più o meno libero?

    Probabilmente (nelle intenzioni degli autori) la licenza ti impedisce di fare delle cose in modo tale che tu non possa usarle per limitare la libertà altrui… non trovi?

  23. @Emanuele
    GPLv2 e GPLv3 sono imcompatibili non solo per i cavilli che citi ma per punti ben più importanti. DRM (in parte limitati) e Patents. Riguardo il nome basta una qualsiasi buona lettura sulla nascita del movimento Free Software per capire come mai si dovrebbe parlare di GNU/Linux.

    @Zakk
    Se vuoi massima libertà per il tuo software allora usa BSD (GPL compatibile). GPL ha da sempre un solo scopo, far sopravvivere il FreeSoftware in un mercato dove il FreeSoftware non è tutelato.

    Riguardo Richard Stallman e la sua presunta “mano pesante” su GPLv3 posso dire solo una cosa: Richard Stallman sa quel che fa da 30 anni a questa parte e per far sopravvivere il FreeSoftware (il software che state usando) serve un leader forte. Chi non crede più in Richard proponga qualcuno… inutile dire che se in 30 anni nessuno ha osato togliergli il posto di leader un motivo ci sarà.

  24. @zakk: ma sei cretino o fai finta? che una licenza ponga dei limiti mi sembra quantomento OVVIO! una licenza che non pone limiti si chiama rinuncia-completa-dei-diritti-dell-autore, che in quel caso rilascia nel pubblico dominio senza porre condizioni. La GPL, per quel poco che ne ho capito nei meandri del legalese e come sottolineato da altri, impedisce all’autore di un software che *usa* codice di altri già GPL di rilasciarlo senza garantire la stessa libertà di cui lui stesso ha goduto. Alla fine della fiera il succo mi sembra questo.
    Chi vede nel DRM qualcosa di positivo, poi, o è pazzo o ha qualche interesse in ballo. Una tecnologia DRM diffusa significa che io compro (e pago) un dispositivo/software e poi saranno altri a decidere via via quello che io potrò farne. Qualcuno ha presente i codici regionali dei DVD? ABUSO allo stato puro, e voi vorreste che diventasse la regola? Dovrei permettere alle major di decidere con quale lettore posso ascoltare la musica che ho comprato? Perché non fargli decidere anche il colore delle tende in casa, allora? Per il Trusted Computing, anche se filosoficamente il discorso ha più senso, in pratica verrà anch’esso utilizzato per limitare la libertà dell’utente. E qualcuno applaude anche? A me sembra di essere in una gabbia di matti… Ma tornatevene a Windous, che li la vostra mentalità da sudditi è più apprezzata.

  25. Mi scuso per gli insulti, so che non sta bene, ma in questo caso mi sembrano molto appropriati. Mi sembra impossibile vedere uno che si lamenta perché qualcuno sta difendendo i *suoi stessi* diritti… mah.

  26. Salve a tutti, secondo la mia modesta opinione da incompetente Rebelsoft@31 e sari@32 hanno centrato la “questione GPL”: questa licenza non è fatta per tutelare la libertà del singolo programmatore che rilascia codice libero, bensì per garantire la libertà a tutti gli altri utenti e quindi alla comunità di chi usa-sviluppa software libero.
    Per esagerare, è un pò come quell’articolo della Costituzione che vieta la riorganizzazione di un partito fascista: dal punto di vista teorico è una grave limitazione della libertà del cittadino, ma è posta per il maggior bene comune.
    E comunque, se qualcuno si sentisse sgradevolmente stretto, c’è *BSD, come dice sempre sari

  27. @rebelsoft: lo stato italiano pone delle leggi che puniscono comportamenti ritenuti illegali (l’omicidio) in base a valori condivisi da tutti (la sacralità della vita umana)… la non libertà di commettere un omicidio è il risultato di un lungo processo dialettico (vd. http://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_sociale)

    capirai che il confronto con stallman (che pure ho apprezzato quando ha parlato a Padova un mesetto fa) che scrive la GPLv3 tra le critiche di varie parti della comunità open è abbastanza impari :-)

    @Marcantoni (sari) Francesco:

    nessuno della comunità FreeSoftware si è imposto come leader oltre a Stallman perchè erano troppo impegnati a scrivere buon codice… Se fosse per Stallman IMHO la comunità FreeSoftware adesso sarebbe composta da un centinaio di geek che usano Hurd e dicono: “uau! quasi funziona!”

  28. @Sirius

    Cosa ne sarebbe dell’OpenSource se Dell installasse e consentisse l’esecuzione sui suoi PC di tutti i programmi Linux come binari firmati?

    Se “io” (e tutti gli utenti-sviluppatori di Linux) cioé, non potessi usare i sorgenti dei programmi che modifico? Chi programmerebbe OpenSource?

    Insomma, come la vedresti pensando “TiVO” sui “PC”? (e tutti i dispositivi che stanno sostituendo il PC o dove Linux funziona?)

    Comunque ci tengo a precisare che sono perfettamente neutrale rispetto alla questione: solo capisco chi non si sentirebbe di distribuire software OpenSource a queste condizioni. (penso a molti campi oltre il PC).

    Nessuno obbliga nessuno ad usare la Gpl3, è una scelta in più.
    La GPL non è mai stata “darla via gratis”, per quello c’è la BSD.

    E sarò pure fatalista, ma penso che il modello OpenSource abbia anche i suoi limiti, che sono direttamente collegati ai suoi vantaggi, come spesso capita in ogni cosa.

  29. @Gasolino: modera i termini, grazie…

    Nessuno sta dicendo che il DRM va bene, sto solo dicendo che il software
    libero deve essere libero per tutti, e se qualcuno vuole usarlo con il DRM
    è libero di farlo. Io ho in ogni caso il sorgente e (visto che il DRM non mi piace)
    lo compilo dove voglio io e lo uso senza DRM… Cosa c’è di più normale?!?

    Tra l’altro la pensa come me Linus Torvalds che non è proprio
    il primo cretino che passa.

    Ripeto per l’ennesima volta che una licenza software non deve fare il processo
    alle intenzioni dell’utilizzatore. IMHO…

    Gasolino, prima di dare del cretino agli altri, medita su questa frase di (san) Linus Torvalds, va:

    […] trying to make the world a slightly better place _without_ trying to impose your moral values on other people. You do whatever the h*ll rings your bell, I’m just an engineer who wants to make the best OS possible.

  30. @zakk
    Omicidi a parte immagino sia chiaro che la GPL ponga dei limiti (beh, è una licenza) per tutelare la libertà altrui.
    La libertà del singolo programmatore è a monte… scegliere se rilasciare o meno il proprio codice sotto GPL ;-)

  31. lo stato italiano pone delle leggi che puniscono comportamenti ritenuti illegali (l’omicidio) in base a valori condivisi da tutti (la sacralità della vita umana)… la non libertà di commettere un omicidio è il risultato di un lungo processo dialettico (vd. http://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_sociale)

    capirai che il confronto con stallman (che pure ho apprezzato quando ha parlato a Padova un mesetto fa) che scrive la GPLv3 tra le critiche di varie parti della comunità open è abbastanza impari :-)

    E’ impari solo l’importanza della questione, ovviamente la vita di un uomo è qualcosa che per la maggior parte degli uomini è la cosa “più importante”, qualunque significato vuoi dare a questa espressione. E’ la vita, ca**o.
    Ma praticamente non hai fatto nient’altro che confermare la validissima obiezione di rebelsoft.
    La licenze GPL impedisce comportamenti ritenuti non etici in base a valori condivisi dalla comunità (l’importa della condivisione della conoscenza e degli strumenti software e della libertà nel loro uso). E’ ovvio che la GPL non ti renda libero in senso assoluto. Ma così come non ci lamentiamo di non poter uccidere il vicino di casa (se c’è la tua firma sul Contratto Sociale….), è giusto che la licenza GPL “mi impedisca di fare determinate cose rendendomi così meno libero” (se credi nel valore della conoscenza e della libertà di aiutare tutta la società).

    nessuno della comunità FreeSoftware si è imposto come leader oltre a Stallman perchè erano troppo impegnati a scrivere buon codice… Se fosse per Stallman IMHO la comunità FreeSoftware adesso sarebbe composta da un centinaio di geek che usano Hurd e dicono: “uau! quasi funziona!”

    Nessuno verrà mai a dire che Stallman è il miglior hacker sulla terra, crispio, non è così.
    Quella comunità del FreeSoftware che prospetti tu nell’apocalittico caso il codice lo scrivesse solo Stallman, di sicuro sarebbe una vera comunità. Il concetto e il valore del FS non cambia in funzione del numero di persone che ne fanno parte.
    Forse hai dimenticato che ci sono degli applicativi che usiamo oggi che sono codice scritto da Stallman. Chiediti perchè hacker molto migliori di Stallman hanno potuto collaborare insieme, tra cui il tuo beneamino Linus. Paradossalmente è grazie a Stallman, alle sue idee, e al suo “nero su bianco” che non ci sorbiamo Hurd.
    Se fosse qualcuno che scrive codice, che magari crede nel sw libero perchè è sw di qualità a dover guidare la comunità, sarebbe la cosa peggiore che ci possa capitare. Cosa accadrebbe se fosse il modello proprietario quello per il miglior sviluppo del miglior sw?
    Abbiamo bisogno di qualcuno che creda nel sw libero perchè è libero, ed per questo che Stallman è ancora lì da 20 anni e passa. Non perchè qualcun altro doveva giocare col compilatore.

    o compilo dove voglio io e lo uso senza DRM

    Ti consiglio di informarti bene su cosa sia il DRM che ci vogliono propinare.

  32. @stefanauss

    1) Il tuo ragionamento fila liscio come l’olio fino a quando dici “la licenze GPL impedisce comportamenti ritenuti non etici in base a valori condivisi dalla comunità”…

    La comuntà invece si è spaccata , pressapoco 50/50… I valori anti-DRM, anti-questo, anti-quello, sono tutt’altro che condivisi… Avevo fatto notare, ma evidentemente non l’hai capito, che è proprio qui che l’analogia col contratto sociale svanisce… I valori non sono condivisi da tutti :-)

    2) Per inciso: il codice scritto da Stallman che uso è veramente poco: forse qualcosa nelle fileutils (tar, gzip) e cmq sempre a linea di comando… Emacs lo evito come la morte e il gcc l’hanno praticamente riscritto completamente da quando l’aveva sviluppato lui… (non che questo conti più di tanto, solo per specificare)

    Riconosco a Stallman i meriti comunque di essere stato un pensatore innovativo, e quindi su questo punto siamo d’accordo!

    (Stallman mi sta antipatico per le menate su GNU/Linux e per la connotazione politica che cerca di dare al movimento FreeSoftware)

    2.5) Mi spieghi cos’è un __beneamino__? E’ un beneamato beniamino?

    3) Ci sono tante forme di DRM… E la definizione è vaga. Ad esempio in un applicazione mission-critical è fondamentale sapere che i binari non siano stati modificati… Se applicassimo una firma digitale all’immagine del kernel Linux, sarebbe un’ottima cosa… E questo è sempre DRM stando alla definizione di Wikipedia (“[…] la possibilità di rendere protetti, identificabili e tracciabili tutti gli usi di materiali adeguatamente “marchiati”.”) E anche Linus lo cita come esempio.

    Se invece parliamo del DRM nella sua accezione comune, è il concetto stesso di “security through obscurity” che fa a pugni col concetto di opensource… Cioè una società che produce una tecnologia di protezione, se rilascia i sorgenti, gliela craccano il giorno dopo… (se non li rilascia magari passa una settimana, ma questo è un altro discorso :-))

    Quindi il concetto di DRM nella sua accezione comune è totalmente incompatibile con l’opensource, e il problema di software di protezione rilasciato con licenze open NON SI PONE… (il progettista del caveau di una banca, rilascerebbe mai le planimetrie del suo progetto, assieme alla configurazione completa del sistema d’allarme, spianando la strada ai ladri?!?)

    Ciao e scusate per la lunghezza.

  33. Considerando che comunque la bsd funziona bene, nel senso che i vari bsd sono sviluppati attivamente e in certi ambiti sono pure migliori di linux, sarà interessante vedere se gli sviluppatori piu pragmatici cominceranno a interrogarsi sul modello gpl, insomma un nuovo capitolo dell eterno balletto tra free software e open source

  34. @ zakk
    Ciao,

    1) Anche se resto convinto che in buona parte dei casi si tratti di ignoranza, disinteresse o superficialità, è vero, hai ragione tu: la comunità è divisa. L’andazzo è che fintanto che l’etica non implica la rinuncia a qualcosa, viva l’etica, viva i valori del sw libero. Ma a mio parere tra tutti quelli che usano sw libero (comunità in senso lato), siamo quasi tutti a ritenere giusta e desiderabile la visione di Stallman. Se però scindiamo la comunità tra chi ci crede sul serio e chi invece ci scende a compromessi, allora siamo alle percentuali che dici tu.
    Quello che forse ho davvero frainteso è a quale “fifty” appartieni tu, e quindi approfitto per chiedertelo =).

    2) Esattamente quel codice intendevo. Poco, ma di uso quotidiano. Qualcuno avrà pure cominciato a scrivere codice. =)

    Riguardo alle menate, forse lo sono davvero, ma Stallman ha ragione anche qui per me. Se ogni volta che qualcuno menziona Linux, intendendolo come Sistema Operativo e non come kernel, usasse al suo posto “GNU” (non GNU/Linux, GNU e basta), la popolarità del progetto GNU e conseguentemente il suo successo sarebbero esponenzialmente maggiori. Perchè in fin dei conti la domanda “Ecchecosè sto Linux?” che uno si può porre certo, è interessante, ma si esaurisce presto tra aneddoti e risvolti tecnici.
    “Ecchecosè sto GNU?” può andare molto, molto oltre.
    E non sarebbe nemmeno ingiusto, o irrispettoso, o ingrato o quello che ti pare nei confronti del kernel e dei suoi developers. Il valore di un S.O. coincide con quello dell’insieme dei suoi applicativi, e quelli con “Linux” non hanno granchè a vedere.

    Non so che intendi per “connotazione politica”, ma se ti riferisci al fatto che la FSF si occupi di accordi economici e politici come MS-Novell, o aspetti commerciali come il DRM, allora non so. Non so, se non è di queste cose che devono occuparsi, allora possono tranquillamente spegnere i loro sistemi liberi, giocare a canasta e godersi l’andropausa. La GPLv3 impedisce che il sw libero si renda “complice e vittima” delle TPM TiVo-style ed estende la protezione dei brevetti MS al sw che la Novell distribuirà sotto la stessa licenza. Ossia protegge la libertà dell’utente. Ora che lo hanno fatto, partitina a canasta.

    2.5) Fisssssssssscalissimo. =D

    3) Hai ragione, il DRM è un mondo vasto. Come ho detto prima è una feature, una tecnologia di sicurezza che tutti dobbiamo essere liberi di volere o non volere usare. Ho capito benissimo Linux nelle sue lamentele alla prima bozza della GPL, che di fatto impediva al sw rilasciato sotto GPL di far parte di un sistema DRM.

    GPLv3 Bozza 1, punto 3
    No covered work constitutes part of an effective technological protection measure

    Punto ampiamente rivisitato, e responsabile delle aperture di Linus alla GPLv3 (che è decisamente auspicata da numerosi kernel-hacker).
    Invece non c’entra nulla il DRM proprietario, che si basa appunto sulla StO. niente a che vedere col sw libero.
    Il vero DRM della quale la GPLv3 si occupa è quello delle TPM (Trusted Platform Module), cioè in breve il DRM usato in combinazione ad HW protetto. In questo caso *non puoi* rimuovere il DRM, non è che visto che il DRM non mi piace, lo compilo dove voglio io (tanto ho il sorgente) e lo uso senza DRM… cosa c’è di più normale?.
    Ti impediscono con la tecnologia di usufruire delle libertà che la licenza ti assicura. La GPLv3 è il necessario rimedio a tutto ciò.

    Non mi scuso per la lunghezza, sennò qua che stiamo a fare, però è una fortuna che felipe non moderi i commenti. =D

  35. @43… giusto una nota tecnica… l’utilizzo del TPM da solo non impedisce proprio niente. Utilizzare un TPM con un sistema libero non toglie alcuna garanzia all’utente. Mi puoi portare un esempio di un sistema libero (ad esempio GNU/Linux, ma anche un altro va bene) su cui grazie all’uso del TPM sia possibile impedire la modifica/ricompilazione di un sorgente?

    Il TPM non ha alcuna ripercussione su quello che avviene sulla macchina, ma, se abilitato, comporta il fatto che la macchina locale sia in grado di fare ad un’entità esterna un report riguardante la configurazione della macchina; l’entità che riceve il report ha delle garanzie riguardo all’autenticità e alla genuinità del report, ma cosa la configurazione sia e come venga raccolta è in gran parte resposabilità del sistema operativo.

    Tutto questo può effettivamente essere usato per limitare la libertà dell’utente, ma solo nel senso che l’entità esterna può decidere di non erogare un certo servizio ad una macchina che ha una configurazione non corretta (ad esempio il sw GPL modificato e ricompilato). Purtroppo questa è una decisione dell’entità esterna e non vedo come il ricordo alla GPLv3 possa cambiare le cose.

  36. @stefanuass: 1) se i valori etici sono quelli della GPLv3 io mi colloco nella parte della comunità che non li condivide… se i valori etici sono quelli, ad esempio, dell’open source initiative, li condivido pienamente :-)

    2.1) Ma allora qui siamo d’accordo! Stallman ha scritto poco codice, e gli attribuisco poco merito come hacker… E’ stato però il primo a farlo e quindi gli attribuisco merito come pensatore.

    2.2) Sul fatto di GNU/Linux ti faccio notare che il software GNU non è nè il più usato, nè quello più indispensabile (cfr. http://www.busybox.net/) per un sistema Linux…
    Sarebbe molto più logico chiamarlo SUN/Linux (la SUN ha scritto in proporzione molto più software) o X11 Consortium/Linux (il pacchetto X11/X.org non può praticamente essere rimpiazzato, altrimenti ci ritroviamo senza interfaccia grafica)

    2.3) Per quanto riguarda la connotazione politica, se per caso ti fossi trovato a Padova alla conferenza di Stallman un mesetto fa, avresti assistito ad una conferenza che parlava di software libero, ma nella quale ogni 5 minuti c’era una frecciatina ora sugli USA (definiti “organizzazione terroristica”), ora su Bush e ora su Berlusconi (“se stesse annegando in mare non lo salverei”).

    Quello che fa la FSF lo condivido in massima parte, il modo in cui lo fa (questo tono da guerra contro i potenti e contro il sistema) mi fa pensare che non sia ancora un organizzazione matura (Stallman sembra uscito dai primi anni 70 :-)…

    3) l’ultimo sondaggio che hanno fatto sulla Linux Kernel Mailing List sulla GPLv3 ha visto tutti votanti (i maggiori kernel hackers), meno che un astenuto, contrari http://lkml.org/lkml/2006/9/22/176

    Riguardo al TPM ti ripeto che in alcuni casi (ovviamente non sul computer di casa) un controllo sul software di quel tipo è cosa buona… Ovvio che bisogna cmq vedere chi controlla e per che motivo controlla :-)

    4) Infatti, ringraziamo dell’ospitalità felipe :-)

  37. Spiego meglio il punto 2.3: il rappresentante di un’associazione che vuole porsi come interlocutrice di Novell, Microsoft e delle più grandi società di software a livello mondiale, non può fare, quando parla in veste ufficiale, considerazioni politiche “da bar”…

    E poco serio!

  38. @ dave

    Hai ragione. Usavo il TPM non nella sua accezione di “Chip Fritz”, ma nel suo significato di piattaforma autenticata, una “TP” alla TiVo per dirla.
    Ciò non toglie i Trusted Platform Module siano effettivamente ciò che dici tu.

    @ zakk

    1) Ok, ma il punto è che i valori etici che muovono la GPLv3 sono gli stessi che muovono la GPLv2.

    2.1) [Solved] =)

    2.2) verissimo, ma non intendevo attribuire a GNU una maggiore percentuale in codice. Intendevo dire che quelle di Stallman non sono “menate”. L’insistenza su GNU/Linux è una precisa, motivata, esatta azione con lo scopo, ovvio, di diffondere il software libero. Purtroppo / per fortuna non c’è nessuna azienda che decide il nome per noi, e Stallman associa la GPL al software libero, cosa che Torvalds ad esempio (specialmente lui) non ha mai fatto. Alla fine la definizione (quasi) più completa per un sistema libero con kernel linux sarebbe GPL/Linux o_O.
    Alla fine ritengo naturale e giusto che il sistema venga identificato dal kernel Linux, ma capisco e condivido (io uso GNU/linux, trovo il nome completo nell’accezione che dò io al sistema che uso) la posizione di Stallman, che non è campata in aria.

    2.3) Sono stato ad una conferenza di Stallman a Cosenza, allora lì si è un po’ trattenuto, credo.
    Capisco che magari qualcuno lo possa trovare irritante =D.

    Più che come “intelocutrice”, io parlerei di antagonista, lo trovo più corretto. Sinceramente non ci tengo che Stallman si pettini e vada in giacca e cravatta alle conferenze o che faccia/non faccia battute più o meno spiritose. Anzi, alla fine Stallman per me ha ben poco di ufficiale, è sì un presidente, ma è un personaggio in senso totale probabilmente. Alla fine il suo lavoro lo fa (per dirla in modo riduttivo), è questo è quanto, no? xD

    3) Ma quale LKML? Vecchio o nuovo testamento? =D
    A parte gli scherzi, il punto di vista degli sviluppatori del kernel è noto (ad ogni modo, quel sondaggio è relativo all’uso della GPLv3 più che della licenza in sè). Ma gli sviluppatori del kernel, e più di tutti chi ha scelto la licenza, cioè Torvalds, perseguono finalità che non sono del tutto nelle corde del sw libero. Linus stesso lo ha detto chiaramente, sempre sulla LKML. Non c’è niente di sbagliato, e fa bene Torvalds a rifiutare in blocco la GPLv3 se non si addice al suo modo di vedere il sw, ma non può farlo dicendo, come ha detto, che la GPLv3 infrange lo spirito originale della precedente versione, che la 2 è una licenza molto migliore della 3. Infrange solo la sua idea di GPL, che è una idea legittima e magari da molti condivisibile, ma non coincide con lo spirito originale della GPL, quello della FSF. La GPLv3 meglio tutela le libertà 0,1,2,3 è come tale persegue meglio le finalità sancite nel preambolo e nelle 4 libertà.
    Gli sviluppatori hanno altre idee, normale che la trovino peggiore.

    Per il TPM è vero che in alcuni casi è buona cosa (ovviamente non sul pc di casa =) ), lo dissi anche io in precedenza, hai ragione a dire che è tutta una questione di chi ne fa uso, del come e del perchè. Ma casi di DRM come quello del TiVo, costituisce una rimozione della libertà 0 ed è per questo che non va (ovviamente per me. Se ti ritrovi nella OS definition allora sarai su un’altra lunghezza d’onda xD)

  39. @stefanauss

    1) Se i valori fossero gli stessi, perchè scrivere una nuova versione?!? Nuove situazioni (DRM) spingono la FSF a fare nuove scelte e a proporre nuovi valori etici (in continuità con quelli vecchi senza dubbio)

    Ad esempio il valore anti-TPM della GPLv3 nella GPLv2 non esisteva perchè nessuno si immaginava cosa potesse essere il TPM quando l’hanno scritta…

    I valori non sono gli stessi, riconosco comunque molta coerenza e molta continuità da parte della FSF tra le due stesure della GPL.

    2.2) Ti ho spiegato perchè trovo la definizione GNU/Linux campata per aria… Perchè il software GNU in qualunque sistema Linux moderno non è nè il più necessario (esistono librerie alternative alla libc, i tools GNU esistono in busybox o al massimo si importano quelli di BSD… Xorg invece è insostuibile, non esistono alternative __funzionali__) e non è neanche il più presente in termini percentuali… “X11 Consortium/Linux” o “SUN/Linux” sono più logici come nomi…

    2.3) Il movimento free/open, visto da fuori (conosco, non me ne vogliate, un dirigente Microsoft) e dal mondo dell’impresa è visto come una banda di ragazzini… Ed è per questo che aziende come Parallels (ed è solo l’ultimo caso) violano noncuranti la GPL (o la LGPL nello specifico caso)…

    Queste aziende si sognerebbero mai di violare un brevetto Microsoft?!? Io penso proprio di no… Un’immagine “più professionale” dell’open source agevolerebbe la sua adozione nell’impresa (alcuni considerano ancora Linux il SO scritto da 4 ragazzini nella loro cantina) e ci darebbe sicuramente più rispettabilità…

    C’è ancora gente che crede che la GPL non sia impugnabile legalmente… E sinceramente quando viene a spiegarmela uno vestito da Sant’IGNUzio (http://org.ntnu.no/emacs/images/saintignucius.jpg) il dubbietto che sia una cretinata magari mi viene…

    3) [Solved]

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