Differenti accoglienze per la GPLv3

A qualche giorno dal rilascio della terza versione della licenza “più nostra” (cfr “Libert೓), nel bene e nel male, in salute e in astinenza, ci sono già orientamenti contrastanti nel valutarne l’impatto.

richard_stallman.jpg
Voglio quel poncho!

C’è chi l’ha adottata allegramente, chi continua a studiarla, e chi invece la boccia tout court. Ecco una brevissima panoramica dei pareri dei nomi più direttamente interessati e interessanti… in ordine sparso.


Samba

Il team di sviluppatori di Samba ha – com’era prevedibile – abbracciato la GPLv3 con una certa fretta. Ricordo che il grosso del team Samba si è licenziato “summo cum schifo” da Novell (cfr “Un altro sviluppatore Samba lascia Novell“), e che ha condannato fin da subito l’accordo Microsoft/Novell e quindi ha conseguentemente abbracciato la GPLv3 (anche se non sembra, il legame c’è).

Attenzione, domanda retorica: “Chissà se parte di questa decisione è dettata da strascichi di quello schifo?”.

Canonical

Dopo le solite polemiche che circondano qualsiasi entità che abbia un minimo di successo, Canonical ha cominciato a rilasciare parti di Launchpad alla comunità. La licenza scelta è “GPL v2.1 o – a scelta – superiore”, quindi anche la v3.

Linus

L’uomo del Kernel ha detto no. Forse. In realtà non ho ancora letto sue dichiarazioni esplicite sulla GPLv3 finale (se qualcuno sa qualcosa…), ma dalle sue esternazioni nel recente passato, direi che da “non esattamente favorevole” era passato a “moderatamente ottimista” (cfr “L’ultima GPLv3 è “moderata”. Linus applaude, Novell piange ma non troppo“).

Vedremo, anche perché forse c’è una certa azienda che produce un certo sistema operativo che…

Sun

Già, proprio Sun, e proprio Solaris. Dopo Java rilasciata GPL aspetto la loro prossima mossa, credo sia lecito essere ottimisti.

Magari dopo aver scartato i regalini ci aggiorneranno sul loro piano riguardo alla GPLv3?

Microsoft

Hanno fatto sapere di non essere toccati dalla GPLv3. Devono però ancora decidere se sono distributori di Linux, nel qual caso la faccenda si complica.

Novell

Vedi punto precedente

32 pensieri su “Differenti accoglienze per la GPLv3

  1. @Michele:
    No
    Scherzi a parte io ho sentito che Microsoft non garantirà nessuna protezione per tutti i software gpl3 distribuiti da Novell. Quindi appena tutti i programmi linux passeranno a gpl3 l’accordo praticamente chiuderà (a meno che Novell non continui a distribuire software gpl2 vecchio pur di far felice Microsoft :P)

  2. Come sempre al posto di commenti inteligenti lascio delle domande…

    Ho cercato da più parti ma non ho trovato una traduzione in itliano della gpl3… qualcuno sa dove trovarla???

  3. @Dzamir
    Si, lo so. La cosa importante, secondo me, e che una voce importante ha fatto capire la direzione da seguire, evitando la frantumazione delle posizioni. In questo modo abbiamo una visione netta, un Software puo essere gpl v.2 o gpl v.3. Non ci sono tante gradazioni che rendono il fronte meno compatto.

    E questo non significa divisione, visto che software gpl 2 e 3 possono convivere pacificamente. Sta poi agli autori del programma decidere con coscenza.

  4. In effetti l’opinione di Linus al riguardo è molto influente…se non per il fatto che sviluppa il kernel, sicuramente per il fatto che è il “possessore” del nome comune del nostro sistema operativo

  5. eh eh linus come al solito non ha peli sulla lingua ;) personalmente sono d’accordo con lui

  6. Torvalds:
    “chi dice che fare uso della GPLv3 sia espressione di libertà, sappia che non fa altro che limitare la libertà altrui….è questa è solo un ipocrisia.”

    Del resto si sa che a Torvalds non è mai piaciuta la “religione” Open Source.

    Lui considera il codice libero il miglior metodo per creare qualcosa, ma ha sempre detto che non per questo deve essere un dogma….

    …Altro che Libertà³…

  7. buh, secondo me linus sbaglia perché asservendo la cultura alla moneta è inevitabile che la prima si trovi nella posizione peggiore

  8. W le aziende che fanno soldoni su Linux e compagnia briscola… purchè lo facciano nel rispetto delle regole (leggi RedHat, IBM e… Canonical? lo posso dire? :D )

  9. Premesso che sto ancora leggendo la licenza e che non sono un avvocato mi permetto di fare degli apprezzamenti preliminari.

    La necessità dell’upgrade da v2 a v3 è ben spiegata in http://www.gnu.org/licenses/rms-why-gplv3.html da San Stallman in persona.

    Il tentativo di evitare la nota “tivoization” nel senso più largo possibile è, secondo me, lungimirante ed estremamente positivo.
    A meno di un ‘golpe legale’ che miri a legalizzare i brevetti nell’area software, la licenza mi sembra ben fatta. Protegge sicuramente dai furbetti del quartierino che potrebbero utilizzare sf GNU nella creazione di device ‘chiusi’. Device cioè che fanno girare solo sf auorizzato dal costruttore.
    Se qualcuno vuole fare questa operazione commerciale, lo faccia, ma paghi il sf o lo autoproduca.

    Non apprezzo particolarmente il riferimemento a MS e a Novell nelle motivazioni di un disegno di licenza, è quantomeno poco elegante.

    Non capisco i commenti di Linus: la licenza stessa definisce il concetto di “libertà”:

    “we are referring to freedom, not price. Our General Public Licenses are designed to make sure that you have the freedom to distribute copies of free software (and charge for them if you wish), that you receive source code or can get it if you want it, that you can change the software or use pieces of it in new free programs, and that you know you can do these things”

    Le limitazioni all’arbitrio offerte da v3 sono afferibili a quelle di v2: sono copyleft centriche. Si è esteso il concetto di copyleft al device che fa girare il software. La licenza non limita la libertà di chi la adotta! Sembra quasi che Linus sia turbato da qualcosa che non capisce a fondo e che, tutto sommato, non tange il suo progetto (a meno che non volesse una Linus Machine che facesse girare solo i suoi Linus Programmi).

    Fa sorridere la posizione di Canonical: adottare v2 o supriori equivale ad adottare v2 in quanto v2 e v3 sono dichiaratamente incompatibili nel documento di Stallman.

  10. Sinceramente non riesco proprio a capire come si potrebbe limitare il business dei distributori Linux nel caso in cui questi ultimi decidessero di adottare la v3!
    Esempio stupido (ma lampante): RedHat guadagna fior di quattrini ogni anno eppure ben pochi provengono dalla VENDITA del loro sistema! La maggior parte derivano, anzi, dai contratti di assistenza ad alto livello che RedHat stipula con la maggior parte dei suoi clienti. In quale modo tale business potrebbe essere intaccato?

  11. no, come dice il sito gnu.org
    se si dice
    GPLv2 or later
    comprende la GPLv3 in quando la “later” del caso ;)

    guarda, è nelle FAQ

  12. @bigshot

    No, laùe FAQ dicono
    Why should programs say “Version 3 of the GPL or any later version”?

    Appunto, non version 2. 2 e 3 sono dichiarate incompatibili da Stallman.

    Inoltre

    My company owns a lot of patents. Over the years we’ve contributed code to projects under “GPL version 2 or any later version”, and the project itself has been distributed under the same terms. If a user decides to take the project’s code (incorporating my contributions) under GPLv3, does that mean I’ve automatically granted GPLv3’s explicit patent license to that user?

    La risposta è “no” però io che distribuisco con la 2 resto nella 2 e non assumo la 3.

    Continuo a credere che canonical dica una cosa poco sostenibile. Lei resta nella 2.

  13. Bah, io da tutta questa storia riesco a trarre una sola conclusione: Che si inizi a tirare la cacca in faccia a Linus, ovvero… Fossimo arrivati al capolinea è?

    Beh, se cominciamo a prendercela con chi, tanti anni or sono, ci ha permesso di arrivare dove siamo arrivati…

    Comunque sono amareggiato da una specie di “sensazione di declino”: E’ da quando ho letto di quella affermazione di uno dei tanti “guru” dell’Open Source, riguardo l’invito a sviluppatori hardware di un certo spessore a rilasciare i sorgenti dei driver – “Se non rilasciano il codice sorgente dei loro drivers faremo si che i prossimi kernel siano in grado di caricare solo moduli GPL” – mi pare diceva.

    Allora quindi, spiegatemi voi, perchè io non ci capisco piu una mazza: Ma che differenza c’è tra un affermazione come quella che ho appena detto, e l’ennesima imposizione di mercato dettata dall’ennesima azienda che occupa l’ennesima posizione di assoluta predominanza di un mercato?

    Beh, a me sembra la stessa identica cosa: O fai questo e rinunci a quello, o fai quell’altro e rinunci a quest’altro. Ma in entrambi i casi, questo “dover rinunciare” ha un vago sapore di “dictat”. E questa definibile come “Libertà” quindi?

    Mmm… mi sà che và a finire che mi compro un I-Mac.

  14. @v4ldemar
    E da quando in qua non essere d’accordo con quello che dice Linus vuol dire tirargli escrementi in faccia? Nessuno lo costringe ad adottare la GPLv3.
    Non nego che spesso la comunità OpenSource tenda a macchiarsi di estremismi effettivamente poco redditizi ma non mi sembra poi tanto estremista asserire che il codice inizialmente pubblicato come libero debba restare tale indipendentemente dai vari “trattamenti” che esso subisce così come non mi sembra estremista asserire che l’utente deve essere libero di prendere il suo bel pezzo di hardware e farci quello che gli pare indipendentemente dalle direttive del produttore. Certo poi le garanzie offerte dal produttore saranno più limitate ma questo non mi sembra poi tanto grave.

  15. Rimango convinto che la licenza migliore sia quella adottata da BSD.

    “Ecco il codice, facci quel che ti pare!”

    Quale migliore interpretazione della “libertà” per chi usa il codice, se non questa?

  16. @Alberto

    thanks :)

    @sevencapitalsins

    sì, l’unico problema della bsd è che…sì, hai il codice, fai quello che ne vuoi, ma così per tutti. Quindi non vieterebbe a nessuno di prendere tutto codice bsd, modificarlo, chiudere il tutto e rivendere. Oppure prendere codice bsd ed integrarlo in progetti chiusi senza rilasciare le modifiche. Libertà sì, ma forse fino a questo punto è meglio di no, non trovi? Cioè, penso sia anche giusto che se viene rilasciato open deve restare così, la bsd non lo permette questo, la gpl sì (devo ancora leggere la v3, sono rimasto alla bozza 2 :( )

  17. BSD e’ una licenza che se non esistesse sarebbe uguale. Difende il copyright, si basa sul diritto d’autore, ed e’ la sola differenza con la licenza Public Domain (pubblico dominio). Ha dei meriti storici, ma come licenza, insomma, non c’e’ niente di innovativo e oggi non mi pare proprio sia una delle soluzioni migliori, visto che decine di aziende l’hanno usata per arricchirsi alle spalle del lavoro altrui (vedi Apple e Microsoft, per esempio).

    La GPL e’ invece una licenza che a livello storico, e oggi ancor di piu’, ha cambiato davvero il mondo dell’informatica, e non solo. Perche’ ha portato l’attenzione su dei valori fermi nell’interesse degli utenti e della conoscenza, piuttosto che sui soli sviluppatori e sulle aziende. Non e’ la licenza perfetta, ne’ quella da usare sempre, ma semplicemente non si puo’ piu’ far finta che non esista, perche’ questa comincia ad essere usata anche per farci del sano business, contro soluzioni chiuse e proprietarie che non danno nessun vantaggio per la societa’.

  18. @ (Cover || Giorgio Caligni)

    Riesco a vedere i vostri punti di vista: è innegabile che se nessuno mi dice

    «Guarda, ho migliorato il tuo codice, ecco come ho fatto»

    probabilmente la mia pigrizia mi impedirà di migliorare il codice e un prodotto commerciale basato su quanto avevo prodotto io sarà “migliore”.

    Questo sarebbe un ragionamento valido se io avessi generato del codice veramente innovativo, a cui le aziende potrebbero eventualmente essere interessate e che persone senza scrupoli copierebbero senza ritegno. Sì, qui una licenza “restrittiva” ci va.

    Ma se il mio codice non è, francamente, nulla di innovativo (ossia nella maggioranza dei casi), lasciamo pure che aziende in affanno lo copino.
    Le aziende serie sono quelle in grado di innovare e probabilmente non troveranno nulla di interessante in quello che faccio io, le altre dovranno investire molti soldi in marketing per vendere un prodotto già superato dai tempi.

    Ma per i comuni mortali, coloro che passano le notti su google per trovare una funzione di javascript che esegua l’autoscroll in maniera “morbida” (è un esempio), una licenza BSD è l’ideale: un lavoratore ha spesso bisogno di qualcosa immediatamente utilizzabile senza dover consultare l’avvocato dell’azienda (avvocati, vil razza dannata…)

    Per farla breve: dopo 5-10 anni tutto è obsoleto, e per quel “tutto obsoleto” la cosa migliore è una amichevolissima BSD, la GPL è troppo restrittiva per poter essere applicata su cose ormai assimilate.

    Ultimo esempio: tutti sanno come funziona un’auto, si potrebbe benissimo rilasciare sotto BSD il progetto della vecchia 500 di Dante Giacosa. I cinesi la riprodurranno immediatamente e magari ne venderanno pure qualcuna :) ma nessun costruttore serio farà mai qualcosa con quella che per loro è carta igienica.

    I progetti della nuova 500 vanno rilasciati in GPL :)

  19. Postilla: non sono esperto di licenze (meglio: non ne ho letta nessuna e non ho intenzione di leggerne nessuna) quindi mi inchinerò già da ora a chi ne sa più di me :)

    A ciascuno il proprio lavoro, agli avvocati il loro XD

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