MEPIS torna a Debian

Singolare la decisione del team di MEPIS. Sono passati ad Ubuntu dopo la promessa di avere una base stabile (Dapper) ma supportata/aggiornata a lungo (LTS). Adesso tornano a Debian con quella stessa speranza.

mepis.jpg

Hanno anche loro ammazzato Dapper, insomma¹. Adesso tornano a Debian perché Dapper non è stata aggiornata quanto loro si aspettavano. Singolare per una serie di motivi, che diventano spunti per me abbastanza interessanti.


Sia chiaro che:

  • Non mi interessa criticare le scelte progettuali del team di MEPIS
  • Sono contento se Debian si dimostrerà una scelta più sostenibile per i loro scopi.
  • Stamattina ho puntato la sveglia ad un orario sbagliato (maledetto dentista)

Ho messo subito in chiaro quei punti perché – a differenza di quanto è troppo facile credere – non sono un succube del successo di Ubuntu e non ci vedo assolutamente niente di male nello sperare che Ubuntu sia in qualche modo uno stimolo per Debian. Voglio poter tornare a Debian un giorno.

Detto questo, continuo a non capire le motivazioni espresse dal team di MEPIS. Voglio dire… se avessero dichiarato: “Torniamo a Debian perché è più facile seguirne lo sviluppo” o “Torniamo a Debian perché non scende a compromessi con il software proprietario“… insomma qualsiasi cosa, avrei capito. Invece loro tornano a Debian perché Dapper non era abbastanza aggiornata.

Mi chiedo allora quanto mai potrà essere più aggiornata una versione stabile di Debian, se già appena uscita contiene software mediamente “anzianotto”. Lo dico senza alcuna polemica (per la cronaca, io quando avevo Debian usavo Sid, non certo la stable), ma: o non ho valutato bene il balletto di versioni tra una distro e l’altra, oppure il motivo addotto è semplicemente un pretesto.

In ogni caso mi preme aggiungere che anche io – come un po’ tutti – avevo creduto che Dapper avrebbe ricevuto più aggiornamenti nel corso della sua esistenza, e mi chiedo se questo possa mai essere possibile per una distribuzione che deve risultare affidabile e soprattutto stabile. Stabile non solo come una Debian sa essere, ma stabile anche nel senso di “punto fermo” per i fornitori di software di terze parti.

Beh auguri sinceri a MEPIS (io devo ancora provarla, prima o poi). Per chiudere con i dubbi esistenziali: sapete che c’è perfino qualcuno che ipotizza per Ubuntu uno schema di sviluppo a tre versioni contemporanee, in stile Debian? :)


[¹] par. South Park

46 pensieri su “MEPIS torna a Debian

  1. Secondo me il fraintendimento sta tutto nel concetto di aggiornamento.
    L’aggiornamento per un utente sta soprattutto nei pacchetti e nelle applicazioni, mentre chi deve generare un flavour o una distro derivata deve tenere presente l’aggiornamento del core system e soprattutto la coerenza e costanza

  2. Credo che il trucco per capire cosa muove quelli di Mepis sia ricordare cosa li spinse a suo tempo verso ubuntu.
    Mepis era, quando stava su Debian, una delle varie live installabili (Knoppix, Kanotix, Morphix, Sidux, ecc ecc) che seguivano Debian SID e rilasciavano release in tempi regolari facendo un bello snapshot dai repository unstable.
    Mepis aveva abbandonato Debian dicendo che Sid “era troppo inaffidabile per corstruirci sopra una distribuzione, e che le politiche di aggiornamento del repository non seguivano una policy chiara”.
    Ai tempi ero utilizzatore anche io di Debian, e non potevo certo dar loro torto: erano i tempi più buii di sid, in cui c’era tanta schifezza che arrivava persino in etch.
    E’ stato in quel periodo che anche io sono passato da Debian a Fedora, scoprendo un ambiente finalmente mantenuto con un po’ di puntualità.

    In Mepis si sono poi messi in testa di fare la distribuzione stabile, e si sono legati alla Dapper. Scelta, imho, sbagliatissima. Un po’ perchè era prevedibile che gli aggiornamenti per dapper si sarebbero contati sulle dita di una mano, e non so come si potesse sperare i contrario, ed un po’ perchè quelli di Mepis erano sempre stati bravi nel fare una distro ultra all’avanguardia, e non una distro stabile.
    Nel periodo in cui sono rimasti ad Ubuntu per Mepis è stato il periodo più triste: pochissime uscite, release beta costantemente bloccate ed in ogni caso distribuzioni che non erano nè aggiornate nè stabile.
    E, soprattutto, pochissima innovazione, che nelle release precedenti aveva invece contraddistinto questa distro.

    Ora in Mepis tornano sui loro passi e decidono che è meglio piangere dietro all’inaffidabilità del software che alla sua obsolescenza.
    Scelta condivisibile o meno? Chi lo sa.

    Io intanto spero che ricomincino a produrre un po’ meglio di quando si appoggiavano ad ubuntu.

  3. leggevo che in particolare non si aspettavano che in dapper i sw non venissero aggiornati a versioni più recenti seppur stabili

  4. A me sinceramente questo sembra un discorso da Fanboy Ubuntu… Ubuntu sarà bella, stabile e aggiornata quanto vuoi te, ma non avrà mai la “professionalità” di Debian, che sarà pure aggiornata quanto vuoi te… Ma non è una distribuzione “seria” come Debian.

    Spero che come al solito i miei discorsi non vengono fraintesi XD

  5. @felipe:
    io invece si sono succube del successo di Ubuntu penso che distro come mepis sono uno spreco di mezzi per risolvere il bug#1

  6. mepis fu uno dei miei primi amori.
    era una distro con un riconoscimento hardware incredibile ed una facilità di configurazione mostruosa per i tempi parliamo del 2002.

    io credo che abbiano fatto bene, in quanto adesso etch funziona molto bene, ed è meglio fare una dsitro derivata che derivata di una derivata.
    inoltre se leggete http://www.desktoplinux.com/news/NS6170488551.html noterete che grazie alla stabilità di etch possono concentrarsi su ottimizzazione kernel e riconoscimenti hardware, cosa che evidentemente adesso non riescono a fare altrettanto bene proprio per via della politica di aggiornamento di ubuntu che ogni 6 mesi riscrive praticamente tutto da zero.

    in ogni caso sul mio server tengo debian, ma sul portatile èpreferisco ubuntu e non me ne voglia felipe ho ancora beryl.

    saluti

  7. felipe ti assicuro che debian non ha bisogno di stimoli…. forse non hai provato etch e lenny…… spettacolari entrambe… e come velocità e stabilità rispetto ad ubuntu, non c’è storia.

    comunque, contentissimo che mepis torna indietro.

    1- questa storia di ubuntu comincia a darmi un pò i nervi, è una ottima distro però sta diventando troppo lo standard… e come molti sanno IO MI DANNO con la mia scheda audio ed il team di ubuntu fa delle scelte VERAMENTE DISCUTIBILI nella gestione di alsa.

    2-Pluralità è bello, mepis è una distro di qualità e dipendere “da una derivata” ha poco senso per me….posso capire le ubuntu cristian edition ecc ecc… ma per una distro come mepis meglio tornare a mamma debian, che come ho detto sopra è molto diversa

    3- Dipendere da debian significa avere le idee già molto chiare su cosa si sta lavorando. Ubuntu è imprevedibile nelle novità e nelle policy riguardo “le terze parti”….e sappiamo tutti quanto sono maniacali quelli di debian nell’inserire un pacchetto supertestato…..

    inoltre voglio ricordare a tutti che ubuntu si basa su debian SID (o unstable, come preferite)……… provate anche solo lenny (testing)…..

  8. @Tutti:

    Debian per me è “più seria” nel senso che Ubuntu è semplicemente la distro adatta a chi è alle prime armi, ma Debian va bene per chi vuole davvero il massimo dalla propria macchina.

    Simply and Clean.

  9. @Felipe: io come progetto al posto della tesi, per l’università, ho creato un server di posta antispam con la Dapper Server 64bit. Devo dire che una delle cose che più mi ha dato fastidio è stato l’utilizzo di una LTS… senza antivirus aggiornato. Se non è cambiato qualcosa in questi giorni il ClamAV sta alla versione 88.4 e ogni volta che si avvia mi bestemmia di aggiornarlo. Personalmente ho visto qualche aggiornamento ,durante il mantenimento, a Postfix e PhP, ma nient’altro in MESI. Capisco che debba essere stabile, però dal lato “supporto” non capisco bene cosa intendano. Se voglio fare un server con Dapper è perché mi dicono che è supportato per 5 anni, però non segatemi le gambe con un antivirus stravecchio come se l’antivirus fosse la cosa meno importante del server (di posta che poi passa roba ad Outlook..). Senza contare che più di qualcuno in internet aveva già protestato a riguardo MESI prima che arrivassi io (primo che capita), anche su i siti che raccolgono bug & co. di Ubuntu.
    Tutto sommato, vista la mia esperienza, posso pensare che non è una ragione da poco quella di Mepis, anche perché suppongo che loro abbiano esigenze molto più sostanziose delle mie.
    (Ma che poi la nuova Debian 4.0 Stable mi pare che sia più aggiornata della Dapper o sbaglio?)

  10. @ Ikitt

    evidentemente non hai provato debian. per questo non sai cosa intendi.

    Debian non è semplicemente una accozzaglia di sw. E’ tutto ben compilato e reattivo. Non ho provato gentoo, e credo che gentoo sia superiore per ottimizzazioni. Ma di sicuro Debian è davvero il massimo per chi vuole massima velocità e stabilità SENZA portage e compilazioni continue.

    Debian inoltre è compilata per TANTISSIME architetture, ed è una delle POCHE distribuzioni ad avere la variante AMD64 VERAMENTE FUNZIONANTE. Repository ben fornito e ben curata anche questa versione.

  11. dimenticavo, ovviamente anche slackware è una stupenda distro per stabilità e velocità, ma non avendola provata non posso esprimermi in merito.

    E poi ragazzi… si ok, ubuntu è una ottima distro, ben fatta, ha portato linux a livelli di usabilità migliore, però non dimentichiamo mai da dove provengono..

  12. @Artemis:
    Interessante valutazione. E poi non sapevo che provenissi anche tu da Debian :)

    @AkumA:
    Quella che hai riportato mi sembra un’indicazione più che sufficiente per dimostrare che secondo alcuni Dapper non si è rivelata poi così supportata e aggiornata nel tempo.

    Chissà se le cose andranno meglio con la prossima LTS.

  13. @Carlo #14 (aka Anonimo #11 suppongo)
    Gia`, forse e` cosi`. Le frasi fatte, pero`, non aiutano a formarmi un’opinione.

    Che vuol dire “ben compilato”, sopratutto considerando che una lamentela alquanto pressante riguardo i pacchetti debian era che questi erano compilati con –march=i486?

    Come fa una distribuzione a _rendere_ il software reattivo?

    Supportare tantissime architetture (come se qualche mese fa, in piena fase di lavoro su etch, non ci fosse stata la proposta di rendere alcune architetture poco usate e poco supportate “cittandini di seconda classe”) rende una distribuzione in grado di “rendere il massimo sulla propria macchina”? E non rallenta la fase di rilascio (un bug su MIPS conta o non conta quanto un bug su i386 per bloccare il rilascio)?

    In cosa la versione ed il repository amd64 di ubuntu sarebbero carenti?

  14. scusate se mi permetto, ma leggendo con un po’ di calma le parole di Woodford citate da desktoplinux, i motivi principali emergono abbastanza chiaramente:
    per quanto Etch possa risultare “anzianotta” come se non più di Dapper, c’è una differenza sostanziale, che risiede nel fatto che Debian (a differenza di Ubuntu) rende possibile gli aggiornamenti “incrementali” in maniera molto più agevole di Ubuntu. se infatti Ubuntu rilascia una distribuzione “almost new” (sic) ogni sei mesi, mantenere una derivata con cicli di rilascio più lunghi è molto faticoso. inoltre c’è da dire che ubuntu e debian ormai hanno una marcata incompatibilità binaria, il che rende il tutto ancor più drammatico (non si può aggiornare la dapper con pacchetti di debian).
    insomma, mi pare chiaro che Woodford vuole avere una base stabile da cui poter attingere, anche per quanto riguarda i pacchetti aggiornati! attingere da una experimental di Debian non è come attingere da Ubuntu, perchè ubuntu (a detta dell’autore) ogni sei mesi ti stravolge un po’ tutto e non le puoi stare appresso.
    questo a quanto ho capito io…non mi sembra ci sia nulla di così sbagliato

    ciao!

  15. @ikitt

    non me ne intendo di compilazione, ma parlo semplicemente per impressione d’uso, il che credo sia molto di più rispetto alla “teoria” che si cela dietro ste robe.

    Un dato di fatto è che Debian è più sciolta, sia con gnome che con kde. E non sono il solo a dirlo, ma anzi se usi san google scoprirai che *ubuntu non è una scheggia.

    sempre riguardo il 64 bit: pare che abiti in qualche altro mondo. Ho provato la versione 64bit sia di ubuntu ke di kubuntu, a dir poco buggate e pessime. Non c’era nessun vantaggio ad usarle e dopo vari crash ho deciso di lasciarle perdere. Differente il discorso per debian. Sempre se leggi in giro non sono in molti ad esser soddisfatti di ubuntu64

    Per il resto, se non l’hai già fatto, give it a chance. Sembra quasi che Debian vi faccia schifo. Posso capire graficamente (ma sfido qualcuno a non sistemarla in 5 minuti con 4 icone ed un tema) , ma per il resto è una distro che merita rispetto per il suo alto standard qualitativo.

  16. La LTS a mio parere non può e non deve avere troppi aggiornamenti: solo quelli di sicurezza sono obbligatori, gli altri no. Ho un server con Gentoo e spesso invidio FreeBSD che ha una gestione molto chiara del ramo stabile e degli aggiornamenti o una distro più tranquilla in fatto di aggiornamenti come la Etch: voglio che il server faccia il dovuto e che il software sia sicuro, ma non voglio continuamente installare pacchetti nuovi (con i problemi di aggiornamento delle configurazioni che ne derivano). Quindi per me ha perfettamente senso che in LTS non si vedano aggiornamenti se non di sicurezza. Quelli di Mepis hanno fatto sicuramente la cosa giusta, o in alternativa dovevano andare su una Ubuntu più aggiornata e cambiare di volta in volta, anche se è ovviamente più incasinato come viene scritto al #18.

  17. @Carlo
    Impressione d’uso, quindi niente numeri, niente fatti. Niente “teoria”, ma opinioni che, come tali, sono tutte valide, perche` sono tutte astratte. Ed e` esattamente questo il motivo per cui chiedo lumi (e continuo a chiedere lumi).

    Sul fatto che debian sia piu` o meno sciolta e ubuntu piu` o meno impallata, senza numeri, senza “teoria”, prendo atto e passo avanti. Opinioni: ognuno ha le sue.

    Riguardo amd64: sara`. Anche qui prendo volentieri atto. Sui forum di ubuntu-it, che ho frequentato per parecchi mesi, si sentivano al 95% lamentele di mancanza di software per amd64, non di crash. O forse le ho ciccate io, boh.

    Ah, e visto che c’e` cascato il discorso: uso debian da circa 3 anni. Solo debian (sul PC principale). SID, su amd64, da quando il port non era ufficiale, da quando si consigliava di installare mediante DebianFromScratch, e da quando esistevano i branch pure64 e gcc-34 (e io usavo gcc-34, manco a dirlo). Forse un pochino lo so di quel che si parla.

  18. ok. la prossima volta metto IMHO, ok?

    facciamo che, IMHO, nella mia merda di athlon64 certe distro girano meglio di altro.

    bah.

  19. @felipe:

    Quando, in altre sedi (ma anche qui su questo blog) ho parlato a destra e a manca delle annose questioni “rpm vs deb” e “yum vs apt” ho sempre detto di conoscere entrambi, e di parlare a ragion veduta.
    Certo, l’argomentazione “ti assicuro che so di ciò di cui parlo” è stata ormai tritata da totali incompetenti che sboproneggiano, e quindi forse non si è mai notato che anche io lo dicevo :)

    Ho alcuni anni di esperienza sia su soluzioni debian sia su soluzioni redhat, ed ho sempre usato indistintamente l’uno o l’altro.
    Il mio passaggio “personale” da deb a rpm si è però consumato negli ultimi mesi in cui etch era testing, e quando ormai su quel repository c’era tutto e il contrario di tutto. Sul mio computer misi allora Fedora, che si stava approntando a rilasciare la FC5 stabile.

    Se andassi avanti sarei offtopic, quindi mi limito semplicemente a far notare che si, anche io vengo da debian. woody (testing per poco) per la precisione, prima ancora di affrontare soluzioni redhat :)
    Bei tempi quelli ;)

  20. Il fatto secondo me è che c’è questa visione ottimisticamente distorta di Ubuntu, e forse ne sono rimasti vittima anche quelli del team di Mepis.

    Ubuntu la uso, mi ci trovo, la reputo un’ottima distro sotto molti aspetti, ma non è perfetta, e comunque è anche una distribuzione giovane, e per quanti soldi possa metterci dietro Shuttleworth non è che può far saltare fuori l’esperienza in certi ambiti che hanno ad esempio quelli del team di Debian quando si parla di Rok Solid (scivoloni a parte, ma quelli capitano a tutti), e l’esempio di ClamAv non aggiornato è per me molto pertinente e decisamente indicativo che per quanto riguarda l’aspetto Lts/Server il team di Ubuntu debba ancora chiarirsi bene in testa su cosa bisogna puntare per avere un prodotto realmente valido.

    Ciò detto, credo che il post di bastianazzo sia molto illuminante, ed è innegabile che visti gli obiettivi, quelli di Mepis abbiano fatto la scelta migliore, Ubuntu cambia troppo in fretta per starci dietro con una derivata che non sia una banale aggiunta di pacchetti (come può essere Linux Mint, la Christian Edition (boccaccia mia taci)) :P

  21. PS: come ho più volte detto, pur essendo un Ubuntista piuttosto sfegatato (ma non fanboy spero), su un Server non la prendo nemmeno in considerazione, almeno non per ora, poi in futuro si vedrà…

    (mannaggia che non si può editare :| )

  22. secondo me hanno fatto bene.. lo sbaglio è stato passare a ubuntu.. la cosa ai tempi mi ha fatto venire i dubbi sulla stessa esistenza di mepis: che senso ha avere un clone di Kubuntu????
    perchè questo era diventata mepis: kubuntu senza sudo..
    e dall’agile coniglietto che era nella versione 3.2 è diventato un pachiderma.
    spero che tornino ai fasti di un tempo..

  23. condivido appieno la scelta di warren e soci e a dire il vero speravo da tempo di sentirla.
    anche se su #mepis si vociferava che la 7.0 avrebbe usato feisty come base.

  24. dopo aver letto tutti i commenti, alcuni davvero interessanti, ancora non ho capito che ragione di esistere aveva mepis. non l’ho mai provata e non mi va di farlo, se sono tanto bravi potrebbero aiutare ad andare più veloce qualche distro, se debian non accetta slanci di questo genere che lo facciano con ubuntu o qualche altra, ma crearne una nuova mi sembra sempre il solito spreco di cervello oppure la solita stupidata.
    come commento può essere un po’ niubbo, ma c’è qualcuno che mi spiega che cos’ha mepis di diverso e cosa ci guadagnano loro e GNU/Linux a fare una distro diversa invece di collaborare ad una esistente tipo debian o ubuntu con KDE o GNOME o Desktop o Server o altre 4-5 cose diverse sempre nella stessa distro?

  25. Un dato da analizzare sarebbe il numero di utenti delle distribuzioni. Ad esempio quanti sono gli utenti di Mepis, quanti quelli di Debian e quanti quelli di Ubuntu? Sarebbe interessante avere in mano un po’ di statistiche.

  26. @28
    perchè Ubuntu che senso ha? Anche quelli di Ubuntu avrebbero potuto cessare lo sviluppo della loro distro per fare andare avanti Mepis, ma questo è l’open source e l’open source è uguale a pluralità, nel caso si preferisse avere un solo prodotto c’è sempre win o mac.

  27. Secondo me Ubuntu ha pagato Mepis perchè la usasse come base per le proprie distribuzioni : del resto Mepis ha (aveva ?) un ottimo sistema di riconoscimento dell’hardware e quelli di Ubuntu ne avevano disperato bisogno. Magari speravano anche di portare via qualche sviluppatore. E invece Mepis tracchete , fa marcia indietro … o perchè inizialmente non aveva capito le vere intenzioni di Ubuntu , o perchè magari all’inizio avevavo bisogno di quei soldi (semmai Ubuntu abbia davvero sganciato qualche quattrino :-\ ) , o perchè Debian semplicemente permetteva loro di esistere mentre Ubuntu sembra volere proprio l’opposto.

    Stranamente poi, su tutti i blogs in cui leggo critiche al mondo troppo frammentato delle distribuzioni linux , guarda caso fanno recensioni auree delle distro targate Ubuntu : non so , magari uno si aspetta che qualcuno parli di Fedora, di Debian , di quella_che_volete_voi … no … L’argomento frammentazione delle linux distro corrisponde unicamente al santificare Ubuntu come panacea di tutti i mali.

    Lo scopo era quello di raggiungere l’accordo con Dell : una volta raggiunto l’accordo , il mezzo attraverso cui si è giunti ( le sponsorizzazioni) non serve più e viene lasciato a se stesso e al suo destino , a mo’ di stadio dell’Apollo.

    In Italia lo scopo era invece assicurarsi le forniture per la PA : il Parlamento invece ha decretato il successo di quella distro che Ubuntu e quelli alle sue dipendenze , volevano affondare.

    Bella mossa poi chiamare la distro Ubuntu con tanto di spezzone di intervista a Mandela che spiega l’origine del termine !!! Già … però guardacaso il patron è un sudafricano ricco di famiglia e come (credo) tutti i discendenti dei coloni si è arricchito grazie anche allo schiavismo.

    Beh che dire … un esempio di fair business.

  28. @Anonimo

    Se ciò che scrivi fosse un libro, sarebbe assai creativo.
    Purtroppo questo sarebbe *secondo te* un estratto della realtà.

    Peccato, se tu ne avessi azzeccata anche solo una potremmo stare qui a parlarne, ma capisci che così è proprio impossibile :)

  29. “Stranamente poi, su tutti i blogs in cui leggo critiche al mondo troppo frammentato delle distribuzioni linux , guarda caso fanno recensioni auree delle distro targate Ubuntu : non so , magari uno si aspetta che qualcuno parli di Fedora, di Debian , di quella_che_volete_voi … no … L’argomento frammentazione delle linux distro corrisponde unicamente al santificare Ubuntu come panacea di tutti i mali.”

    qui secondo me non ha torto…

  30. @34

    Io credo che l’ingiustificata santificazione di Ubuntu (cosa verissima) non passi per il problema della frammentazione, ma che sia una cosa a sè stante.

    Del resto, se volessimo parlare di frammentazione delle distribuzioni, finiremmo rapidamente in cacca persi nel cercare di stabilire un criterio univoco per cui una distribuzione “ha senso di esistere” o meno.
    Credo anche che, a prescindere dal criterio, sarebbero realmente molto poche le distribuzioni a ad avere senso, e con ogni probabilità ubuntu non sarebbe tra queste.

  31. @ Artemis

    Dipende dai criteri, se stabilisci il “Motivo di esistere” sulla base dell’utenza (meritata che sia) allora Ubuntu ne ha molti di motivi di esistere, almeno allo stato attuale; se fai una divisione, che so, desktop/server nuovamente Ubuntu ci può cascare in quanto unica distro Desktop di un buon livello con pacchetti deb; come no, tanto ci sono già Mandriva, Suse e volendo Fedora, che sono tutte rpm ma sono 3 che bastano e avanzano.

    Solo che non si possono stabilire dei criteri univoci sul diritto ad esistere di una distro, quindi tocca tenersi sto marasma, e cercare a quel punto di tirarne fuori il meglio possibile, e sia chiaro che anche io reputo tutto questo pluralismo uno spreco di forze, e penso che volendo un paio di distro oggettivamente superflue si possano anche identificare, ma non ha senso farlo ;)

  32. @Cobra

    E’ appunto quello che tentavo di far passare: ovvero che discutere sul senso di esistere delle distribuzioni non ha alcun senso.
    Io comunque quando parlavo di criteri mi riferivo a qualcosa di un po’ più tecnico. Dare un senso di esistere in base all’utenza acquisita non è un buon modo, perchè conferisce importanza ad un prodotto per quanto è usato, cosa che l’esperienza insegna essere un pessimo indice della qualità.
    Tanto che il primo prodotto per cui vale questo discorso è Windows, ed entrambi sappiamo come è.

    Se parlassimo di prerogaive tecniche sarebbero davvero pochissime le distribuzioni ad avere senso di esistere.
    E’ proprio per questo che non ha alcun senso parlarne.
    Per quanto la frammentazione possa essere uno spreco di energie e blablabla è il motivo stesso della vitalità del software libero e del suo rapidissimo sviluppo.
    Le soluzioni migliori sono trovate con la “selezione naturale” del software, scovate in mezzo a tante soluzioni diverse tutte realmente sperimentate, in cui solo le migliori sopravvivono.

    Se tante persone pensassero alla soluzione migliore e la realizzassero il processo sarebbe più lento e la soluzione non altrettanto ottimale.
    Anche per questo motivo non ha senso farsi delle seghe mentali sulla frammentazione :)

  33. Praticamente abbiamo detto la stessa cosa alla fine dei conti ;)

    Però sul discorso base d’utenza mi permetto un appunto: è vero che la soluzione più usata non è per forza la migliore, ma è anche vero che non puoi fare un paragone Distro-più-usateWindows, perchè il secondo la base d’utenza se l’è fatta imponendosi di fatto, mentre le distro vengono comunque scelte dalle persone, che poi si facciano guidare da pubblicità, apparenza, moda e balle varie, e quindi non facciamo necessariamente la scelta migliore siamo d’accordo, ma una distro molto usata in ambito Linux non ha comunque ottenuto la sua posizione come l’ha ottenuta Windows :)

  34. A giudicare dalle scelte ballerine di Mepis mi viene da pensare che risolverebbero i loro problemi basando le proprie distro su un sistema flessibile come quello di gentoo.

    Qualcuno ha ipotizzato che dietro la scelta di dapper da parte di mepis ci fossero accordi strategici con ubuntu. Secondo me è possibile, visto che non capisco che senso abbia derivare una distro da una distro già derivata.

    Quando uno cucina non crea tutto con le proprie mani… ma un conto è comprare la sfoglia già pronta (mepis su debian) un altro è prendere una saint honorè già bella e cotta, reimpastarla, riscaldarla e metterci la panna fresca sopra (mepis su ubuntu)… semplicemente non ha molto senso.

    Come non ha senso, imho, fare confronti continui fra ubuntu e debian. E’ come fare un confronto fra un saint honorè e la pasta usata per fare i suoi bignè.

    Sarò un cretino ma non riesco a tifare nè per ubuntu nè per debian nè per gentoo (che pure è la distro che preferisco)… e mi fa sorridere chi vorrebbe vedere la propria distro preferita sui server di tutto il mondo, senza nemmeno sapere cosa conta davvero per un server.

    Boh… tanto rumore per nulla… come questo commento del resto, che mi sembra talmente banale da dover essere cancellato :-)

    @Federico
    Invidio FreeBSD per molti motivi, non solo quello… il kernel di FreeBSD è (IMHO) superiore a quello di linux per i server. Ad ogni modo, non capisco perchè hai problemi a gestire gentoo su un server. glsa-check è tutto quello che serve per aggiornarlo con le ultime patch di sicurezza. Un server funzionante e in produzione non va mai aggiornato se non per quanto riguarda la sicurezza (o se proprio non puoi fare a meno degli specifici aggiornamenti dei singoli pacchetti, aggiorni solo quelli).

    @Cobra78
    Sinceramente non ho capito cosa intendi dire… La gente ha scelto windows 3.1 su PC al posto di Amiga, Atari, Apple e compagnia bella… ha operato una scelta secondo dei criteri, più o meno discutibili. Tecnicamente è evidente che Amiga, Atari e Apple (per non parlare di sistemi più “esotici” come VMS) erano superiori a Windows 3.1 su PC, eppure la gente ha scelto altro. Fino a regalare a Microsoft il monopolio. Non vedo dove sia l’imposizione, che è un fatto più recente, stigmatizzato e condannato dai tribunali di mezzo mondo, e che peraltro sta segnando la fine di Microsoft (in un mercato libero le imposizioni si pagano).
    Il vero salto di qualità di noi tutti sarebbe smetterla di parlare di “distro migliore”. La distro migliore semplicemente non esiste.
    Il software libero dà la libertà di scegliere. *questo* mi sembra già di per sè *il meglio*. Il resto è opinione personale, quindi intoccabile e sacrosanta.
    In tal senso quoto in pieno Artemis.

  35. @H_Seldon

    Stavo per rispondere a Cobra esattamente con lo stesso concetto espresso da te, quindi mi limito a quotarti :)

  36. Mepis. Gran bella distribuzione. E’ stata quella che ha determinato il mio recente abbandono totale di Windows. Ho sofferto quando ho abbandonato MEPIS per Kubuntu, per via del fatto che MEPIS ha avuto un eccellente riconoscimento dei driver. Purtroppo non sono più un programmatore Unix, ma un utilizzatore del PC. Ho bisogno di una distro che mi permetta di essere produttivo. MEPIS non segue gli aggiornamenti di OpenOffice, non è compatibile con i driver per ubuntu di stampanti e scanner, la versione 6.0 era più veloce della 6.5 nella grafica tridimensionale e nei giochi. Comunque ha un eccellente supporto a livello di forum. Il migliore che io conosca. Ubuntu arrossisca. Non ho trovato sui vari forum di ubuntu/kubuntu… la stessa competenza e rapidità di intervento che ho trovato su MEPIS.
    Spesso ho risolto i problemi di Ubuntu e Mepis appellando ai siti per debian. Ammiro il lavoro di debian e i vari commenti mi hanno convinto che deve essere la prossima distribuzione che proverò.
    Io sono uno di quelli che sostiene che concentrare un po’ di più gli sforzi su poche distribuzioni gioverebbe all’intera comunità linux, o meglio unix-derivati. Ma sono convinto che non è saggio fare forzature, come creare un’altro FreeBSD sul kernel linux. No. La pluralità è un vantaggio. Ma credo che si debba prestare più attenzione agli utilizzatori finali delle distribuzioni. Quelli che non necessariamente compilano i pacchetti.

    http://simplix.wordpress.com

  37. allora, piccolo riassunto dei post sempre più ot:
    lodare ubuntu per uno dei motivi che la rendono un’ottima distro sotto certi aspetti
    ==
    santificare ubuntu

    non è che per caso c’è qualche incongruenza in questo assunto? (retorica … )

  38. Mepis è stata una delle prime distro avute,mi piaceva soprattutto l’admin panel veloce ed efficace nella gestione del sistema: normalmente la installavo ad amici e conoscenti.
    Poi mi sono intrippato con slack e derivate tipo vector:semplici,veloci,stabili
    Dopo sono giunto a pclinux di cui reputo miglior versione la 0.92,stabile e veloce,riconosceva al volo driver del modem interno del laptop e non dava nessun problema con la tv e bttv ( cosa che invece non andava granchè nella 0.93) Purtroppo dopo la 2007 hanno cessato totalmente gli upgrade dei reps.
    Alla fine però stavo comunque continuando a cercare un qualche riferimento sempre in aggiornamento e sviluppo e allora ho pensato che era inutile prendere i vari rami del fiume e forse era più conveniente tornare alla sorgente.
    Appena uscita ho installato etch su tutte le macchine casa-lavoro e sono strabiliato…velocissima,integrata con tutti i plugin,non sembra nemmeno una debian :-)
    Probabilmente si sono dati una mossa per non restare indietro..fra l’altro con l’installer gui ( veramente ben fatto) è stata una delle poche distro che ho potuto installare su un hd con problemi di bad-blocks.
    Non ho ben capito l’intervista di Torval che diceva di non aver mai provato la debian perchè predilige le distro facili da installare!
    Del resto se tantissimi progetti si basano su debian qualche significato ci sarà…
    Penso che lo “standard” linux dovrebbe essere la debian soprattutto per la struttura di sviluppo e aggiornamento azzeccatissimi( perchè alla fine il vero termine di comparazione è l’aggiornamento; con tutto rispetto per gli altri progetti e la filosofia opensource naturalmente!)
    Ah.. dimenticavo dreamlinux…il mio secondo amore!
    Ciao

  39. Per quanto riguarda Mepis, da una parte la accetto la scelta di tornare a Debian, ma dall’altra no in quanto Mepis si prefissava di arrivare al mercato Desktop. Sono un Ubuntista, però credo che nell’ambito server debba ancora lavorare meglio Ubuntu, Debian per il momento nel server ha più componenti di Ubuntu, però il successo di Ubuntu è derivato dal fatto che è libero al 100% rispetto a Suse , Fedora e compagna bella. Ubuntu sarà sempre la distro che utilizzerò fino a quando non ci saranno alternative, Debian come seconda distro Linux sarebbe quella preferita.

  40. @45:

    “però il successo di Ubuntu è derivato dal fatto che è libero al 100% rispetto a Suse , Fedora e compagna bella.”

    Eh? Prego?
    Argomentare un’oscenità simile, grazie.

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