Cosa abbiamo da imparare da Google

Uno dei dubbi riportato da molti commentatori a riguardo di Android, la piattaforma mobile basata su Linux e targata Google, è che potrebbe trasformarsi nella solita babele di fork e derivati, in virtù anche della licenza Apache con cui è stato rilasciato.

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Cosa ti combina allora Google preventivamente? Facile, fa firmare a tutti i sostenitori/membri della Open Handset Alliance un semplice accordo per evitare la “frammentazione”. In base a tale accordo Android deve sostanzialmente mantenere sempre la compatibilità tra diverse versioni o derivati. Come dire, la libertà ci sarà sempre, ma si incoraggia a mantenere la univocità (o scoraggiare la diversità?).

…Linux Standard Base: prendere nota, grazie. Non si tratta (solo) di rendere tutto uguale e piatto ecc ecc, ma compatibile!

32 pensieri su “Cosa abbiamo da imparare da Google

  1. Alcune distro dovrebbero fare altrettanto, unire gli sforzi, e non dividersi in mille fork.

    Ben fatto!

  2. Su Linux esiste qualcosa di simile: LSB (Linux Standard Base) che non ho mai capito a cosa serva, visto che in teoria la implementano attualmente Suse, Debian e Ubuntu… E sono tutto tranne che compatibili…

    Il progetto Freedesktop è già più carino…

    Gran bella idea cmq quella di Google…

  3. ad esempio le varie distribuzioni a mio avviso dovrebbero adottare uno standard unico per i pacchetti,ben vengano quindi progetti come autopackage che semplificherebbero e di molto la vita a molti utonti (me incluso,che da pochissimo ho installato linux e non sempre trovo il deb già bello e pronto).Inoltre una unica estensione potrebbe portare a una maggiore diffusione di software di terze parti (vi prego non mangiatemi vivo) e permetterebbe agli utenti installare sempre l’ultima versione di un pacchetto anche se questa non si trova nel repository…Trovo un pò frustrante ogni volta dovermi rivolgere ai vari gestori dei pacchetti,certe volte vorrei semplicemente salvare un pacchetto e decidere di installarlo quando voglio oppure di scaricarlo e passarlo ai miei amici…Inoltre ritengo che una “cronologia” degli ultimi pacchetti installati CON LA POSSIBILITÀ DI DISINSTALLARLI DIRETTAMENTE (non come la cronologia presente su ubuntu,che ti mette il comando “trova” sotto quasi a prenderti per il sedere) sia molto utile.So che sono andato fuori traccia rispetto all’articolo ma il fatto che ogni distribuzione guardi solo al suo orticello senza pensare al miglioramento globale (miglioramento globale=maggiore diffusione=non si deve piangere in turco affinché i produttori di hardware rilascino driver per periferiche) che Linux potrebbe avere se solo ci fossero maggiori sinergie, mi fa davvero tanta rabbia…Autopackage è stato snobbato da tutte le distros perché ognuna vorrebbe essere la regina delle distribuzioni,il “windows” del mondo linux…a tal proposito consiglio di leggere a tutti gli utilizzatori di ubuntu questi articoli
    http://architectfantasy.com/?p=1
    http://architectfantasy.com/?p=25

    Ciao

    Daniele

  4. @zakk: LSB è quella cosa per cui posso prendere un rpm (chessò, di Mysql) compatibile LSB e convertirlo, script compresi, con alien a deb e funzionerà senza colpo ferire

  5. @Vide: azz non lo sapevo… buono a sapersi… io pensavo che alien fosse una soluzione un po’ sporca per installare software…

  6. Ineccepibile ed impeccabile, d’altra parte il loro motto parla chiaro e fin’ora hanno sempre mantenuto fede alle promesse, fin quando ci saranno Larry e Sergei alla guida dell’azienda, non mi preoccupo… in futuro si vedrà :)

  7. vorrei solo dire che non è che gli sviluppatori Linux sono un po’ tardi e che Google conosce la via della felicità ed indica la strada a tutti… Non è così semplice, secondo me.
    L’idea è ovviamente molto positiva ma il problema di Linux è che non c’è UN Linux che possa stabilire l’univocità/compatibilità/interoperatività. Questo sta al buon senso dello sviluppatore e spesso i programmi si perdono un po’ per la loro strada (ambizioni egoistiche?).

    grande Google

    F

  8. Come dice l’autore del commento #12 (scusa non riesco a pronuciarti :D) Non è così semplice con linux.
    L’unica è che ci sia una società forte che riesca a diffondere una particolare distribuzione e creare quindi una specie di standard “de facto”.
    Forse ubuntu ci sta provando ma penso che i numeri non le diano ancora ragione.

  9. beh sentir parlare di compatibilità da uno che usa ubuntu (i cui pacchetti non sono nel 99.9% dei casi installabili su debian) potrebbe quasi far sorridere…

  10. Perchè:
    Se il numero di installazioni non è alto la piattaforma fallisce…. mica lo fa xkè vuole una cosa standard…. lo fa xchè è l’unico modo per trasformare i singoli mercati dei produttori (percentuali medio alte di mercato) nel suo unico bacino d’utenza (percentuale di dominanza)!

    @ Ecas
    Oggi si comporta bene… speriamo che continui così…. ma accumulerà potere… e forse cambierà, mamma è troppo… direi un buon parente… non troppo velenoso

  11. Tra i niubbi Ubuntu sta diventando uno standard di fatto, e quando un amico consiglia all’altro di installarselo che non avrà problemi con la sua nvidia pari pari alla mia… significa che il giorno dopo mi ringrazierà e insieme giocheremo a Counterstrike, fatto partire con Wine, per ore e ore divertendoci.

    Il concetto di sta frase? Che Ubuntu ha le carte in regola per diventare uno standard tra i niubbi, esattamente come proferito nel primo periodo dell’affermazione.

  12. Tanner:

    Dopo un commento del genere non credi che sia meglio tornare a giocare a counterstrike?

  13. Ottima decisione quella di google. Ovvio che abbia potuto prenderla solo perchè ha visto cosa è successo a Linux. In ogni caso è un bene che google impari ed agisca in funzione degli errori eclatanti fatti dagli altri.

  14. Sarà… non conosco in dettaglio la faccenda, ma a me questo “non-fragmentation agreement” non mi piace molto…
    Chi decide “cosa” deve essere compatibile con “cosa” ? La Open Handset Alliance ? e in che maniera ? chi garantisce che la scelta fatta sia la migliore ? Boh…

    P.S: Per fortuna tale accordo è limitato ai membri della OHA

    @thedarkmaster: Non voglio essere polemico… ma sinceramente non vedo errori eclatanti da parte di (??) Linux (cosa intendiamo poi con Linux un giorno o l’altro qualcuno me lo spieghera… il kernel ? le distribuzioni ? il sistema di pacchettizzazione adottato ? tutto il software GNU/GPL in grado di essere eseguito su tale paittaforma ?? boh…).

  15. brrr…
    Ho scritto “a me questo “non-fragmentation agreement” non mi piace molto…”
    Ma quando imparero’ a rileggere quello che ho scritto prima di postare :)

  16. open source è sinonimo di libertà (in tutto, anche che domani mattina mi sveglio e invento un nuovo sistema di pacchetti) e di diversità, unificare per unificare tanto vale installarsi windows o macintosh.

  17. open source è sinonimo di sorgente aperto, free software è sinonimo di software libero (che è diverso da sviluppatore libero)
    ma a parte questo la diversità in questo caso porta solo svantaggi

  18. per chi fosse interessato a una piccola demo di sviluppo su android.
    Curiosità sul video:
    che strano computer usa il signor Dan Morrill :)

    Mac Mini?

  19. Piuttosto…

    Qualcuno si e’ premurato di chiedere a quelli di Openmoko cosa ne pensano?

    Cosi’, vorrei capire in che genere di rapporti saranno i due sistemi…

  20. @tutti quelli che… ubuntu è per niubbi

    basta con questa storia, ubuntu ha avuto il merito di essere stata la prima ad avere un’ottima procedura di installazione, riconoscimento hw e stabilità generale, punto.

    Una volta installata non e’ piu’ o meno semplice di altre distro. Fedora è stata la prima (se non suse) ad introdurre un front-end grafico di default per compiz (poi copiato da ubuntu) e sempre di default installa un’altro front-end, quello per SELinux. Non parliamo poi di Suse e di Yast, da cui puoi configurare praticamente tutto in punta di click.

    Allora dov’è che sarebbe per “niubbi” ubuntu? quale sarebbe l’equazione, “funziona bene quindi è per niubbi”?

    La verità e’ che ubuntu e’ adatta a chiunque, esperti e meno esperti. Il plus che ha e’ di derivare da debian, di adottare quel meraviglioso sistema basato su libapt e di avere alle spalle una società, Canonical, il cui fondatore è un persona illuminata.

    Saluti

  21. Sta emergendo sempre più la struttura di lavoro “intermedia” tra software proprietario e libero come la più “vincente”

    Secondo me la soluzione vincente è software libero con leadership forte.

    L’esempio di Google, ma anche quello di Mark in Ubuntu sono dei piloti in questo!

  22. Magari, ormai non costa più a nessuno avere lo stesso gestore pacchetti. Escludendo Gentoo che va a portage, si potrebbe fare tutti tranquillamente con Debian che per ora è il più fornito e diffuso

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