Le origini del logo di Debian

Nel post “Che distro usa il papà di Debian? Ovviamente Ubuntu :)” mi è stata posta una domanda relativa alle origini del logo di Debian (grazie zentili!), per la precisione sulla presunta connessione con chiavi musicali. Effettivamente la forma del logo fa pensare ad una chiave di basso:

Beh, mi sono documentato un po’ e devo dire che la verità è molto più affascinante…

Chiarisco subito che la cosa la si può intendere in diversi modi… Il logo è stato disegnato da un artista che lo ha presentato al team Debian nell’ambito di un contest. Nessuno può conoscere esattamente le fonti che hanno ispirato tale scelta, ma si possono fare delle congetture. Ecco intanto il logo Debian, ufficiale e “completo”:

officiallogo.png

A cosa vi fa pensare? La spiegazione ufficiale di Bruce Perens, all’epoca project leader di Debian, è questa:

It’s “magic smoke”. Electrical engineer lore is that when you burn out an electronic component, you cause the “magic smoke” that makes it work to be released. Once the magic smoke is gone, the component doesn’t work any longer. Debian is supposed to be the magic smoke that makes your computer work.

È “fumo magico”. È credenza in ingegneria elettronica che quando bruci un componente elettrico, causi il rilascio del “fumo magico” che lo fa funzionare. Una volta che il fumo è andato, il componente non funziona più. Debian dovrebbe essere quel fumo magico che fa funzionare il computer (T.d.felipe)

Ci concediamo un attimo di riflessione per indovinare quale fumo magico abbia ispirato Bruce ad esprimersi così :D

Tornando all’artista… Raul M. Silva non disegnò il logo da zero, ma riutilizzò un antico simbolo, poi denominato “swirl” (vortice, in italiano) che ha avuto molto successo in praticametne tutte le culture, da Est ad Ovest del mondo. Questo è l’antico simbolo, risalente alla notte dei tempi (qualcosa come il 2000 a.C.):

deb-rev.gif

Interessante, no? Leggete tutta la spiegazione delle origini e i numerosi significati e variazioni di questo simbolo su Simbols.com. Gli utilizzi di questo semplice segno sono molteplici, dall’antichità fino ai nostri giorni… qualcuno lo ricorda ad esempio tra le tipiche imprecazioni dei fumetti? :)

Beh, a proposito di fumetti… tutti sanno della relazione tra Debian e Toy Story, il famoso film d’animazione creato da Pixar/Walt Disney. Tutte le versioni di Debian hanno quei nomi strambi (Buzz, Potato, Woody…) perché sono pescati direttamente dal film, e precisamente dai nomi dei diversi personaggi. Potete vedere una carrellata di associazioni personaggi/versioni in questo post di e-moka.

La prima versione di Debian ad avere il logo “swirl” è stata Debian 1.1, nome in codice “Buzz”, nel 1996. Beh, provate a dare un occhio al faccione di Buzz Lightyear:

buzz.png

Notate niente di strano sul mento? Non vi meraviglierete di sapere che Bruce Perens, all’epoca della scelta del logo, lavorasse alla Pixar ;)

39 pensieri su “Le origini del logo di Debian

  1. il fumo magico :o
    bellissimo devo dire, davvero una cosa affascinante. Mi ha fatto molto piacere il fatto che ti sia interessato comuqnue :) grazie

  2. Cioè ci sarebbe la credenza che quando brucia un componente esce del fumo magico? Io quel fumo lo esalterei con qualsiasi aggettivo negativo, ma definirlo magico non credo proprio!
    Se vi si brucia qualcosa della scheda madre ed esce “fumo magico” non c’è tanto da stare allegri!
    Comunque, oltre a questo, bella storia!

  3. Bello il logo completo.Non lo conoscevo.Mi ricorda quel serial TV anni ’60 con la tipetta che usciva dalla bottiglia (Barbara Eden-Jeannie, Larry Hagman-Cap. Anthony Nelson)

  4. E’ veramente affascinante tutta la storia, e pensare che si parla di un “semplice” logo. Il logo completo non l’avevo mai visto prima: sono l’unico che ci vede un d e una b (e al limite tutto insieme forma una i)?

  5. il logo `completo`, quello con il fumo che esce dalla lampada per intenderci, è utilizzabile *solo* dalla Comunità Debian e/o ufficialmente approvati. Per questo non lo si vede in giro così spesso.

    :-)

  6. Per non dire che lo troviamo pure in Lost (minuto 00:48, secondo carattere):

    P.S. non guardatelo se non avete ancora visto tutta la seconda stagione ;-)

  7. Credo che quando parla di “burn out an electronic component” intenda il collaudo che viene talvolta fatto su alcuni componenti, che infatti vengono venduti come “burned”, cioè sovraccaricati di proposito, in modo controllato, per testarne l’affidabilità. Almeno ho sentito parlare di questa cosa… Ho scritto una stron*ata?

  8. Io studio ingegneria elettronica… Ma quando esce il “fumo magico”, cioè brucio un componente, partono delle imprecazioni volgari contro terzi….

    in carattere minuscolo:
    la frase non fa riferimento a nessun ftto, cosa o persona :D

  9. Da quello che sapevo era proprio nato grazie a Buzz Lightyear, il protagonista di Toy Story. Anche i nomi delle distribuzioni, d’altro canto, confermano questa ipotesi.

  10. mh.. la storia la sapevo a metà, mai visto il logo completo, carino..
    La storia del fumo magico.. dev’esserci anche sul Jargon File, di sicuro c’è nella voce relativa alla Bogodinamica Quantistica ( http://kirgroup.com/blog/index.php?entry=entry041205-171711 )
    Del resto, quando studiavo elettronica, di componenti vari ne ho bruciati, tutti hanno fatto fumo, e tutti hanno smesso di funzionare, ergo, il fumo magico li fa funzionare…
    Debian è fumo magico del computer, l’importante è che rimanga all’interno del pc :)

  11. OK, bravo.. questa pagina mi è proprio piaciuta :)
    Aggiunge quel pizzicò di colore che non guasta mai, però…
    …ora devi fare una pagina uguale per il camaleonte di Suse, il draghetto di KDE, la stellina di Mandriva, ma soprattutto il coso strano di Gentoo (e non ditemi che è un geco).

    Scherzo… (mica tanto)… bye :D

    P.S.
    piccola frecciatina per “l’altra sponda”… ma avete notato che le ditte stramilionarie di Microsoft e Novel come scarseggiano di fantasia in quanto a nomi e relativi loghi ?!?!

  12. ma perché tutte le persone più creative e capaci parlano di fumo e cose del genere?
    non sarà che quelle cose fanno bene all’intelligenza in generale?
    :D

    ps: non ho resistito, scusate :), ma, e il fumo libero????? ;D

  13. e’ un simbolo aracaico vecchio come il mondo nel vero senso. e’ la kundalini, una sostanza che si trova all’interno dell’osso sacro di tutti gli esseri umani allo stato latente fin dalla loro nascita e che una volta risvegliata, curata e manifestata attraeverso la loro condotta, gli premette di esprimere al massimo il potenziale, chiamamolo pure magico che abbiamo dentro. Ci sarebbe un infinita’ da spiegare a proposito di questo simbolo che oramai e’ diventato oggetto di studi e ricerche mediche in 4 continenti e la dottoressa Srivastava che lo ha fatto conoscere alivello di massa ha ovviamente ricevuto premi e riconoscimenti uno dopo l’altro da vari paesi, Canada, USA, Russia, Brasile, Italia, Cina (per citarne alcuni), nonche laura onoris sia in medicina che in psicologia cognitiva da universita europee e doppia candidatura e premio Nobel…Comunque non mi meraviglia che al giorno d’oggi questo simbolo sia utilizzato alla grande non solo nel campo della Toy Industry ma anche in Fashion, Design, Architettura, Health, Wellness e chi piu ne ha..

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  18. The cells of the secretory coil are considerably bigger than within the specimens obtained in the course of the 6 hour interval of sweating on the 1st day. D. Fourth Day Sooner than sweating the secretory coils present less frequent distortion, and the cells appear greater than on the third day. The small darkish cells embody considerable quantities of PAS-optimistic diastase resistant material although that’s less than within the specimens obtained earlier than the preliminary episode of sweating. After sweating, the overall look of most secretory coils and ducts is much like that earlier than sweating. There is not a lack of glycogen, nevertheless, from both the secretory coil or the duct after 6 hours of sweating.

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